mercoledì 8 maggio 2013

Diamanti a casse

"Il 18 febbraio scorso, due veicoli con lampeggiante forzarono i cancelli dell’aeroporto di Anversa, e otto uomini con la mitraglietta, travestiti da agenti di polizia, bloccarono un aereo che stava decollando con centoventi casse di diamanti. Dopodiché riuscirono a far perdere le proprie tracce, fino ad oggi.
Tra gli arrestati (31), una decina erano già conosciuti alle forze dell’ordine per crimini gravi."
da Euronews
Che volete che vi dica?
A me spiace sempre quando arrestano gli autori di una rapina spettacolare come questa.
Perché, per realizzarne una così, di questa portata, ci vuole talento.
Talento, organizzazione, preparazione, studio fin nei dettagli sulla consistenza del malloppo, sul suo percorso e sui punti deboli di questo che possono consentire di "tentare il colpo della vita".

Se penso alle rapine messe in opera da gente così incapace di fantasia da limitarsi a tirar su un paio decreti alla buona e come va và, pur di rubare legalmente i miei e vostri pochi euro, penso che sono/siamo in mano a dei falliti totali.
Ladri, e pure falliti.
Insomma, nessun gusto del brivido, nessun piacere della sfida al destino e alla pula, e una vita da manager perennemente incravattati e devoti all'azienda peggio di samurai o di picciotti, con tutto il rispetto per i picciotti.
Non è molto più eccitante, dovendo comunque rubare per vivere, programmarsi per rubare alla grandissima e una volta sola, così da fare una fatica unica che basti per sempre?

Dovendomi accontentare dei ladri tristi che mi passa il convento, mi attacco alle domande urgenti della Miss Marple che mi vive dentro: 
"Ma quelle casse di diamanti (120! mica un paio), di chi erano? Da dove venivano e dove erano dirette? Chi è che trasporta in giro per il mondo intere casse di diamanti per via aerea, a parte la De Beer che i diamanti li spala a quintali e a costo quasi zero, in Africa?"
No, voglio dire, sono domande...
Metti che mi capiti di salire su un aereo e mi trovi seduto a fianco uno con un paio di casse che a ogni vuoto d'aria tintinnano come fossero piene di sassi: che faccio? 
Devo avvisare qualcuno temendo qualcosa di losco, o mi procuro una bibita al sonnifero da offrire con qualche seduttivo sottinteso al fortuito compagno di viaggio?
Avere un piano per gli imprevisti, a volte, potrebbe rivelarsi risolutivo quanto trasportare casse di diamanti, no?

Adoro perdere le ore a ragionare su temi così decisivi, facendomi le più strane congetture al solo scopo di tenere in allenamento il gusto per l'intrigo internazionale.
Voi non ne avete idea: è meglio che andare al cinema, questo farsi i film da soli...

5 commenti:

  1. A proposito di delinquenti, recentemente ho visto il film dei fratelli Taviani "Giulio Cesare", in cui si narrava la travagliata preparazione, le prove e infine la rappresentazione, della tragedia Shakesperiana da parte dei carcerati di Rebibbia. Nelle carceri ci sono fior di cervelli e di sensibilità, del resto fare il "mariuolo" richiede spesso una notevole dose di acume, agilità mentale e capacità organizzativa.
    Chissà, se al governo invece dell'insipido Letta ci fossero i carcerati di Rebibbia...

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  2. hai ragione, è meglio farsi i film da soli, soprattutto considerata la qualità dei film che danno ultimamente nelle sale

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    1. Ahhh...Ma che piacere ritrovarti!
      del resto fare il "mariuolo" richiede spesso una notevole dose di acume, agilità mentale e capacità organizzativa.
      Infatti.

      Chi li voterebbe più, avendo a disposizione dei veri artisti del furto cui affidare con maggior serenità la propria sorte?

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  3. A proposito di film, "Assalto al treno Glasgow-Londra" (con Horst Tappert, lo storico "Ispettore Derrick" recentemente tornato all'onore delle cronache) era alquanto mediocre, ma chi lo organizzo nella realtà, Ronald Biggs, una mente eccelsa. Un artista. Tornando al nostro orticello, Renato Vallanzasca sarebbe molto più qualificato di Alfano agli Interni, per non parlare delle prestazioni di costui e di Castelli e Severino alla Giustizia...

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    1. Talmente vero che un criminale risulta essere meglio preparato alla funzione di un qualsiasi ministro degli interni, che alla difesa sembrano sponsorizzare tecniche clonate di brutto dalle bande di mafiosi che infestavano Chicago negli anni '20.
      Come dicevo a Francesco, mi sa che li mettono in gabbia, i criminali veri, per liberarsi di una imbarazzante concorrenza che li farebbe sfigurare.
      Poi, forse non a caso, i peggiori li proteggono come "informatori della giustizia". Cioè, prendono lezioni su come si fa da chi lo sa fare...

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