sabato 11 maggio 2013

Gli zombies non finiscono mai

Dopo che un vostro conoscente è morto.
Dopo che già gli avete fatto il funerale, versata la giusta dose di lacrime e sparse al vento le sentite condoglianze.
Dopo che avete riguardato per qualche tempo le vecchie foto insieme, rispolverato con gli altri amici e parenti i tratti salienti del suo carattere e le innumerevoli gaffes di cui nel tempo aveva adornato la sua discutibilissima coerenza fra il dire e il fare, che fate?
Ci sarà pure un giorno, da qualche parte nell'universo, in cui vi trovate all'improvviso a non poterne più di tirarvi appresso la memoria del suo ormai inutile peso, o no?
No, a quanto pare.
Ci sono morti che non ne vogliono sapere di starsene nella fossa dove li hai sepolti.
Continuano a riemergere notte dopo notte tormentando la vita e i sogni di vivi per modo di dire, di contagiati dal culto della morte incapaci di vivere senza le proprie passate illusioni perennemente aggiornate a quotidiani tormenti, gente che per anni e anni e anni continua ad assillare l'esistenza di altri vivi rieditando all'infinito mille nuove versioni impossibili della vita del morto.
Che morto rimane, nonostante continui a credersi vivo.
Si riveste di facce prese a prestito dal vasto panorama umano dei senza patria solo per poter dire ancora e sempre la sua, solo per avere una bocca con cui continuare a sparare cazzate dopo anni che l'hai sepolto.
Niente.
La vita degli zombies è l'unica vita infinita, mi sa.
Sono loro, gli immortali.
L'unica razza non viva e non morta, pur venendo dalla tomba.
E' la contaminazione dallo zombie originario che continua a generare all'infinito nuovi altri zombies, tutti ugualmente convinti di essere vivi perché tutti i vivi ancora ne parlano come se lo fossero, vivi.
Come se non dovesse essere evidente a chiunque sia sano e vivo, che se non smetti di dar retta a uno zombie quello si continua a convincere di essere vivo fra i vivi dandoti il tormento per altri mille anni e continuando a generare zombini juniors.
Niente.
Sono ancora lì, tutti a tentare di dargli una nuova faccia cercandola fra quelle usate.
Tutti a volerlo fare nuovo ricoprendo il cadavere di vecchi stracci mentre gli cade a pezzi la pelle e ammorba l'aria del suo fetore insopportabile.
E' morto, lasciatelo in pace!
Non sopporto più queste vecchie zitelle, perennemente a lutto per ingannare l'occhio del vivo, che si tengono in vita a spese dei morti.
Perché, sia chiaro, un morto è morto solo quando non ti passa nemmeno più per la mente, l'idea di andargli ancora a portare dei fiori.
Invece no.
Non si riesce ad aprire un quotidiano la mattina senza trovarsi ammorbati da parenti serpenti e zitelle in gramaglie, tutti uniti a discutere animatamente su come vestire a nuovo il defunto zomboide.
E' morto: lo lasciate in pace? 
Volete un nuovo vivo?
Ecchediamine! 
Fatene uno nuovo partendo da una sana copulata fra vivi, almeno, non accoppiandovi all'infinito con uno zombie in putrefazione.

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