sabato 24 agosto 2013

A monte di B.

Dopo aver atteso una qualche sentenza per 20 anni, ora tocca occuparsi pure di risolvergli il problema su come continuare la sua attività politica dopo una prima sentenza e in attesa che, forse, altre cause in itinere lo giudichino variamente colpevole sfornandone altre.
Un intero agosto a disquisire su come combinare la sua decadenza consentendo al tempo stesso al governo di rimanere in carica e a lui di scontare la pena senza che la cosa però disturbi troppo gli affari suoi.
Se vi fosse ancora qualche anima pia che non vede in questa situazione la prova di come B. sia stato sempre funzionale al Pd, ha qui di che farsi del male.
Forse che non sapevano fin da febbraio che stavano facendo un governo con un inquisito a rischio condanna entro pochi mesi?
Saperlo e farlo comunque, non li rende colpevoli per primi del rischio che oggi questo governo vada a cadere mentre continuano a raccontarci la responsabilità esclusiva di un problema giudiziario di B?
E Monsieur Le Presidént, che ancora una volta pochi giorni fa ammoniva e ci ammanniva i suoi dotti consigli per il bene del paese e, ça va sans dir, pure per quello dell'Europa che viene a sua volta dopo quello Usa, con quale coraggio ci dispensa oggi cotanta saggezza?
Forse che quando dava la benedizione a questo governo non sapeva su quali fragili fondamenta questo si andava costituendo?
Pare il gioco del tirar a campare con un teatro di facciata che dia modo di fornire un po' di pastume mediatico alla folla, così che questa si distragga dalla programmata direzione di marcia col pilota automatico rammentataci qualche tempo fa da Monsieur Draghi.
Il punto è che non esiste un problema di tenuta di governo innescato dalla condanna di B, esiste un problema a monte di B, che sulla storia politica di B ha in questi anni costruito la propria unica immorale ragione di esistenza.
Dovendo servire ad altri che all'Italia, la politica italiana è ormai un'arlecchinata che ha il solo scopo di tenerci impegnati su temi inesistenti all'origine così che a nessuno venga in mente che nulla di ciò che succede in questo paese è per caso o per disgrazia: tutto è deciso altrove e ha, appunto, un pilota automatico che va avanti mentre veniamo intrattenuti un giorno da Pulcinella e l'altro da Balanzone.

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