domenica 25 agosto 2013

Sonnambula

E' ben strano che invece io abbia dormito, tanto, a lungo, e che nonostante questo dormire sia l'una passata e ancora non mi sappia dire sveglia.
Mi sono svegliata una volta, sì.
Ho guardato la sveglia sulla mensola in cucina, dove dormendo in piedi ero andata e bere dell'acqua: erano le sei e mezza.
Mi sono riavviata verso il letto e lì sono rimasta fino alle dieci, circa.
Forse sto dormendo per te, mi viene questo pensiero.
Ho letto non so dove, chissà quanto tempo fa, che quando si sta accanto a una persona dopo un po' succede che le onde cerebrali trovano una sorta di bilanciamento, si accordano, per così dire, come due strumenti di una stessa orchestra.
Forse è questo: io mi accordo e dormo perché tu hai bisogno di dormire.
E' un modo per compensare con le mie note basse le tue note alte, quelle che in te stridono e non ti consentono di dormire in pace e a lungo.
Al risveglio ancora il cielo era grigio e tutto grondava acqua, e mi stupiva questo fatto: non riuscivo a credere di aver dormito così tanto senza accorgermi che fuori intanto pioveva.
Ora c'è il sole e si sta bene, ma il giardino è impraticabile.
Un'altra piccola lama di legno si è staccata da un'asse del portico: finirà per decomposizione tutta la struttura, basta aspettare e non ne resterà più niente, perché poi ho verificato che il legno si svuota, si sbriciola e si integra benissimo con la terra, così non mi preoccupo più di tanto. 
Che resterà di me, mi dico, quando come il legno del portico perderò un po' per volta piccoli pezzi, se non una terra un po' più grassa e fertile?
Non c'è nulla di cui preoccuparsi, mi dico: va tutto bene.
E' tutto normale, tutto secondo natura, tutto secondo la legge del karma: nasci, cresci, ti nutri, defechi e alla fine tutto torna lì in quel nulla da dove è venuto.
Non ne sappiamo né ne sapremo mai niente, del perché, inutile preoccuparsi, sufficiente il tentare di fare l'esploratore dei mondi pur sapendo che ciò che ogni esploratore scopre è alla fine nuovo solo per lui, per pochi altri, mai per il mondo che tutto contiene e tutto regola ad arte in un ciclo inarrestabile di vita e morte e rinascita.
Ora posto questa mail, chissà perché mi sono persa a scriverti queste cose che non stavo affatto pensando un secondo prima di iniziare a scriverti.
Dev'essere questo stato sonnambolico, questo galleggiare a metà fra il giorno e la notte della mente.
Va tutto bene.
Va tutto bene.
Va tutto bene.
Ross.

5 commenti:

  1. Lo spero. Per te. E anche per me, che vivo di simili letargìe. Mi incuriosisce l'avversativo "invece" all'inizio...

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    1. Ciao Leira!
      "Invece", è riferito alla persona che un minuto prima mi diceva di non aver dormito che poco e male la notte precedente...(Pare che il mio sonnambulismo sia stato però contagioso)

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  2. Sarà stato grazie al tuo duplice augurio, ma ho dormito d'incanto e come una marmotta nient'affatto giovane, pure io, la notte scorsa; e la domenica, tra scrosci d'acqua e risatine di sole a intervalli, quasi fosse uno spartito per piovicembali ben temperati, è stata gradevolessima e placida essa pure.
    Che importa, se quel duplice augurio l'ho letto solo ora? L'effetto ha agito, puntuale e inappuntabile come un banchiere della City (o della Ubs), per cui la vera domanda da porsi è: "chi sono io per dire che non esiste?". And so on, nel senso che vale anche per tutto il resto (del tuo post).
    E adesso, prima di evaporare in un tripudio di sbadigli, vado a fare il bis, col tuo permesso, anzi con la tua efficacissima (a sua e mia insaputa) duplice benedizione.
    Con rinnovato, duplice affetto, marilù.

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    1. Vedi? E' questione di "lunghezze d'onda", e noi le abbiamo. Giusto?
      Così anche tu dormi perché sintonizzata con quella parte di umanità che, come me, te e pure Leira, sa a istinto che nulla fa bene quanto il sonno per provare a essere felici di niente.
      Poi arriva anche la pioggia, di notte, in questi giorni. Così è tutto un prolungarsi di dormicchiamenti rubati pure alla ripresa del lavoro, che la noia si combatte meglio con qualche piccola fuga nel sonno piuttosto che a sbuffi e sospiri.
      Buona giornata, con tanti micro pisoli regalati.
      Ciao!

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  3. Be', adesso pure i pisoli di giorno, mi sembrano un po' troppo: non esageriamo. Anche se qualche -- rara -- volta, lo confesso, la nostalgia per la tiroide irrimedialmente "andata" (oltremodo stanca, com'era, di troppi funambolismi, per giunta avari di sonno, sul filo di inquinamenti e veleni non addomesticabili) mi fa pesare la più banale fatica molto più che ai fortunati mortali normodotati. E crollo, mento sul petto, magari anche seduta o semisdraiata.
    Ciò che mi fa ricordare (ammesso che ne abbia bisogno, e in genere non ne ho per niente) che non è la noia ad essere mortale, quanto piuttosto quel che resta del... corpo.
    Ciao cara Ross, buona giornata anche a te.
    marilù.

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