giovedì 17 ottobre 2013

Promemoria (Priebke è morto, il nazi-fascismo è più vivo che mai)

Quando il prossimo 25 aprile andranno a posare la solita corona di alloro biascicando stupidate incoerenti sulla Resistenza antifascista o sulla Liberazione dall'occupazione nazista (durata dal '43 al '45), cui nessuno dei posatori di alloro ha mai partecipato né pare credere davvero, sarebbe utile ricordare quanto sia penoso assistere oggi alla ferocia vendicatrice di quelli che si accaniscono sul cadavere dell'ex occupante stra-morto, mentre non vedono chi si compiace di servire gli interessi dell'occupante vivo, il quale si pasce allegramente dei nostri poveri corpi, delle nostre impoverite menti e di quel pane cui l'occupante odierno ci costringe a rinunciare per imporci il rispetto di un contratto d'acquisto d'armi firmato dai pochi briganti che puntualmente, ogni 25 aprile, posano alloro in memoria di una liberazione che fu, mentre ci costringono da 70 anni ostaggio dei liberatori, con obbligo di lode perenne per tanta grazia. 
Liberatori cui abbiamo da allora ceduto il paese in cambio di un paio di chewing-gum e di fraudolente missioni di pace a base di bombe con il silenziatore incorporato. 

P.S. 
Un tweet che condivido: sintetico come una verità nascosta agli occhi perché infilata sotto al tappeto:

1h
la morte di produce indignazione negli italiani perché lo vogliono vivo. il nazista è un feticcio

6 commenti:

  1. "servire gli interessi dell'occupante vivo, il quale si pasce allegramente (...) di quel pane a cui l'occupante odierno ci costringe a rinunciare per imporci il rispetto di un contratto d'aquisto d'armi firmato dai pochi briganti ecc ecc."

    La cosa che mi fa più che mai rabbrividire è quell' "allegramente". Quasi un'intera puntata di "Presa diretta" di Riccardo Iacona su rai tre la scorsa primavera verteva su quei costosissimi ferri vecchi, campioni indiscussi di balordaggine pseudo-ingnegneristica, che sono gli F35, e questo a detta persino di un esperto aereonautico statunitense intervistato in loco da Iacona medesimo (o da un inviato della sua redazione, ora non ricordo con esattezza). Ciononostante, nessun passo indietro da parte del nostro Stato, nemmeno da parte dell'ex ministro della difesa del governo Monti, quel generale Dipaola che, intervistato sempre su rai tre da Lucia Annunziata a "in mezz'ora", non ha saputo fare di meglio che difendere a spada tratta (è il caso di dirlo) quell'improvvida scelta di acquisto.

    Va bene la fedeltà ai contratti già siglati, ma la fedeltà alla Costituzione, dove la mettiamo, signori ministri? Si vede che il bene della nazione è un optional per dandies, i veri uomini ne fanno a meno -- così come dell'opinione puibblica informata eppure gabbata con una leggerezza che dev'essere la versione 'light' del coraggio virile nel mondo liquido della postmodernità.
    Eh sì, dev'essere così, non vedo altra spiegazione.

    Ciao Ross, con affetto, marilù.

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    1. ma la fedeltà alla Costituzione

      Come sia possibile che vi sia ancora qualcuno che se l'aspetta, la fedeltà alla Costituzione da parte di ministri o da parte dello stesso PdR, questo a me pare incredibile...
      Forse che non l'hanno già svuotata con modifiche precedenti ad oggi, sia con governi di destra che di "sinistra", al punto da non attendere questa ormai che quel ritocco finale che la renda definitivamente asservita e coerente con quanto già firmato con i vari trattati europei?
      Il "bene della nazione", è stato sistematicamente svenduto già a partire dai primi anni '90, in più riprese e ad opera di tutti i governi che si sono da allora succeduti, al punto che siamo ormai alle svendita finali di quello che è stato un paese con grandi industrie in ogni settore produttivo, dall'acciaio alla cultura, dal cinema alla moda.
      E' tutto già smembrato, ridotto a meri resti, buoni solo per girare appunto documentari sulle rovine da parte di quel bravissimo Iacona che poi, essendo brutta da vedere la realtà, nulla significano per chi ha già deciso che questa, quella dello svuotamento economico del paese, è la strada giusta da seguire.
      Come si fa a non vedere che l'obiettivo è stato proprio quello di rendere questo paese povero così da diventare più e meglio la colonia che è fin dal dopoguerra?
      Le intelligenze, sia industriali che culturali, hanno sempre fatto una brutta fine, in questo paese.
      Oggi, viviamo di rimasugli, di resti, di carcasse...

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    2. Infatti era una domanda retorica, Ross. E da quella in poi ho fatto -- o almeno ho provato a fare -- dell'ironia. Ma il contesto era ed è evidentemente troppo funebre e funesto per consentire anche solo l'abbozzo di un sorriso.

      Però anche a denti stretti e labbra serrate, l'ottimismo non dobbiamo archiviarlo nè svenderlo, dobbiamo dare a Iacona quel che è di Iacona -- anche con forme di impegno civile-virale, qual è questo tuo ottimo blog --, nonostante Cesare appesti sempre più le istituzioni democratiche e ce la metta tutta per mandarle definitivamente al macero.

      Ciao Ross, con affetto, marilù.

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    3. Scusami tu, se non ho saputo cogliere l'ironia.
      Vero è che mi è sinceramente difficile trovare dell'ottimismo in me, guardandomi intorno.
      L'ottimismo, credo, è in qualche modo figlio della speranza: quando ogni giorno vedi intorno a te che proprio questa si affannano ad uccidere, rimane il disincanto della realtà.
      Bisognerà pur guardarla in faccia, una buona volta, tutta intera.
      Solo guardare la realtà senza timori né mascherandola con troppo spesso illusori ottimismi, può farse far rinascere in noi (in me), la speranza di una via d'uscita.
      Possibilmente che stia fuori dagli schemi conosciuti, così da non rivelarsi alla lunga un'illusione destinata a franare a distanza in disillusione.
      La carenza d'ironia però, quella che non ho saputo veder nel tuo commento, è per me un brutto sintomo, visto che non mi è mai difettata, nemmeno in altre situazioni difficili.
      Cosa c'è, oggi, là fuori, che mi tiene così tanto impegnata nell'osservazione della nuda realtà?
      Forse sento e vedo cose mai viste, cose terribili come forse non si vedevano dai tempi di Priebke.
      Forse è questo...
      Un abbraccio, (scusami per la mala interpretazione). Ross.

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  2. E' assolutamente vero. Priebke non è mai stato così vivo (e lotta insieme a loro). Altro che il povero Comandante Che Guevara... Pensa cosa succederà col cadavere di Berlusconi...

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    1. Non ci voglio pensare.
      Ciò che non capisco è perché non voglia lui prendere la strada dell'auto esilio.
      Ti dirò pure che negli ultimi tempi sto rivedendo perfino l'esilio volontario di Craxi, che letto oggi, alla luce di quanto poi è emerso e sta ancora emergendo forse, da ottimo conoscitore dei giochi politici qual era, aveva ben chiaro che restando (o tornando, )avrebbe forse fatto la fine di Sindona o di Cagliari.
      Senza, sia chiaro, nulla togliere alle verità giudiziarie su nessuno.
      Però, altro stile, altra classe, altro spessore...

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