lunedì 30 dicembre 2013

Discorso di fine anno

...e in anticipo.
Cioè "prima" che ad augurarveli siano quelli che vi hanno già rovinato i 363 appena passati.

Così, eccovi il mio "Discorso di fine anno", prima che arrivi domani sera e ci sia l'ingorgo dei discorsi di fine anno.

"Cari europei d'Italia vi scrivo (così mi distraggo un po'...).

Non ascoltatelo, Lui, il Presidente.
Non accendete proprio la tv, domani sera, se volete prepararvi a un 2014 degno di voi.

Piuttosto ubriacatevi, piuttosto fatevi del male con il cibo, o giocando a dadi e perdendo tutte le figurine che vi restano del vecchio album Panini (Dio l'abbia in gloria per i giorni felici in cui ci bastava una figurina "Manca!", per farci felici come se avessimo appena conquistato il mondo).
Storditevi, piuttosto, facendo del buon vecchio sesso, anche normale, niente di troppo faticoso o elaborato ma intenso, fino a crollare addormentati per sfinimento e farvi trovare all'alba del 1° Gennaio 2014 con la mente di nuovo limpida e pura, svuotata dell'inutile zavorra che vi ci hanno ficcato dentro a forza, e sarete davvero pronti a ricominciare tutto daccapo.

A essere di nuovo voi, nuovi come se fosse il primo gennaio il primo giorno del primo anno di tutta l'intera storia da riscrivere da zero.
Non salvate che le cose impalpabili che vi accendono di passione: i vostri autori preferiti, le foto che volete fare e avete già nel cuore, l'amore senza senso per certi paesaggi lontani o vicini, per certe facce, per quei certi occhi.

Poi ripartite il 1° gennaio ricordandovi di essere figli di un continente che ha dato al mondo grandi letterati, grandi pittori, grandi musicisti, grandi poeti, grandi statisti che avranno anche fatto giusto o sbagliato, ma che non hanno mai sentito la necessità di un Master negli Usa prima di dedicare l'intera loro vita all'attività che era loro più cara.

Ricordate a voi stessi che Europa è una divinità greca, non un disegnino ricopiato su una banconota o una bandierina stolta con le stelline intorno.

Non permettete più a nessuno di darvi lezioni di Europa su niente: prendete in mano la vostra vita da europei e ricominciate a scoprire chi sono stati i grandi europei che ancora possono dirci qualcosa di importante.
Ascoltate la musica che ha cambiato il mondo della musica in ogni parte del mondo, non la noiosa solfa suonata da economisti e banchieri che nemmeno i numeri che sproloquiano conoscono bene, visti i conti che mai tornano e gli obiettivi che mai riescono a centrare nemmeno con la tavoletta alzata.

Leggete i poeti italiani, quelli inglesi, i francesi, i tedeschi, quelli di tutto l'est fino ai russi: loro sono l'Europa che conta, e a loro dobbiamo le mille stelle che nessuna stitica bandierina può ne potrà mai simboleggiare.

Guardatevi introno, mentre camminate nelle vostre città.
Vostre sono Roma anche se abitate a Catanzaro e vostra è Vienna anche se abitate a Dubrovnik: non consentite a nessuno di disquisire sull'Europa parlando invece di Unione Europea, Schengen o Maastricht, che sono cosa diversa e riguarda sempre e solo i denari, mai la bellezza, che vedono sempre e solo come merce.
 
Alzate gli occhi, infilatevi dentro a cortili, chiese, palazzi antichi: le pietre sono l'Europa delle città fra le più belle del mondo.
L'Europa di cui andare orgogliosi non è l'Unione Europea, non è la Bce, non è quella dei Trattati:
L'Europa da allargare, da esportare, da valorizzare, da amare, è quella delle grandi arti, della grande cultura, della grande musica, dei grandi talenti industriali, marittimi, artigiani, contadini.

E' proprio quella che l'Unione Europea sta cancellando per costruire un'Europa venale in tutto, tranne che nella competizione sui mercati esteri, dove invece svende.
Milioni di europei hanno dato la vita, quasi a ogni generazione, per difendere e costruire l'Europa che quattro manigoldi stanno trasformando in un'unica grande fabbrica di manodopera a basso costo, così metterci da miserabili in concorrenza con i fratelli asiatici, già affamati e desertificati in stile Dubai (va molto, lo stile, vedo in giro).

Buttano giù ciò che è bello e ha valore per costruire un'Europa con skyline ormai simili in quasi ogni porto, lungo ogni arteria stradale del continente.
Era, questa penisola divenuta lo zerbino su cui chiunque ormai si pulisce i piedi mentre è diretto altrove, la 5a potenza mondiale, solo 20 anni fa.
Ora è finita a fare crociere per piazzare navi e armamenti agli africani e agli asiatici, anziché usarli entrambi contro i predatori che mantiene a spese proprie in casa propria.
Servi anche mentre si atteggiano a padroni, alla fine.

E come l'Italia, ogni altro paese europeo o quasi, sta trasformandosi in una serie di deserti sui quali svettano torri copiate a Dubai, ferrovie copiate in Giappone, centri commerciali copiati all'America, il peggio che si possa dalla peggior culla del pessimo gusto e dell'immensa ignoranza.
Radete al suolo con una sbronza colossale ogni timore, ogni suggestione, ogni problema economico con cui vi hanno torturato tutto l'anno.
Spegnete la tv e non ascoltate più nessuno: leggete Thomas Mann, se volete sapere quale Germania sia davvero grande.
Leggete autori russi, cecoslovacchi, francesi, inglesi, se volte parlare di libero scambio.
Leggete autori arabi, se davvero volete farvi un'idea di chi siete e da dove arrivate, ma spegnete la tv, che sugli arabi non vi dirà mai nulla che valga la pena di sapere.

Non ascoltate più le idee precotte sul mondo che vogliono voi imparariate a memoria, così da dimenticarvi chi siete davvero. 
Non ascoltate più nessuno, perché nessuno può esservi miglior maestro di voi stessi.
Leggete, siate curiosi della vostra storia, delle vostre origini, del mondo che vi sta intorno ormai sempre più silenzioso e dolente.
Fatevi una vostra idea su che europei siete andando a scovare vecchi libri ai mercatini o perfino scaricandoli dal web, ma smettetela di inseguire ciò che dicono Renzi, Alfano o Napolitano sull'Italia o perfino sull'Europa: parlano di Unione Europea, cioè di un'altra cosa.

Loro non vi canteranno mai altro che l'unica canzone che sono stati autorizzati a cantarvi, così che vi convinciate che è sempre "L'Europa ce lo chiede". 
Mentendo.

Ma una cosa è certa: l'Europa da amare non vi chiede nulla e ha invece molto, tantissimo da darvi, se volete scoprirlo da voi chi è, cosa ha a che fare con voi e la vostra vita quotidiana questa dea greca.

Amate Mozart, buttate Draghi.
Con il primo passerete momenti di autentica gioia e il vostro spirito diventerà leggero e libero di vagare oltre tutte le frontiere, Schengen o non Schengen.
Con il secondo vivrete solo momenti di depressione e rabbia tossica perché impotente.
Mozart è l'Europa, Draghi è Goldman&Sachs: fate voi se può esser sincero.

I soldi? L'economia? Il Pil? L'euro?
Non prendetevi in giro: a loro (Draghi&Co), non servono soldi (hanno già i vostri), non interessa il Pil (mangiano grazie a voi), non hanno bisogno dell'euro (tanto paghiamo noi).
L'economia poi, non sanno nemmeno cosa sia. 
Lo sapessero, non saremmo qui a parlarne a vuoto anno dopo anno mentre i conti vanno sempre più in rosso e le nostre vite vengono svendute alla carità delle coop&co.

Non ascoltateli più. Sono fasulli.
Spegneteli.
Accendete Mozart, vedetevi un film, giocate a carte o ballate, cantate, scopate, ubriacatevi.

Poi il 1° Gennaio ripartite da zero e andate a riscoprire quell'Europa da amare che vi stanno facendo dimenticare

Perché c'è un solo modo per prepararsi a una battaglia che valga la pena combattere: sapere bene per cosa si combatte.
Come racconta in un passaggio F.S. Fitzgerald in Tenera è la notte, solo se avremo negli occhi i paesaggi che vogliamo difendere e saremo pieni d'amore per le "cartoline emotive" che abbiamo nel cuore, sapremo andare al fronte a passo di carica.
    
Buon 2014 a tutti.

6 commenti:

  1. This is not America. Salviamoci. Auguri a tutti!

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    1. Roma is not New York. Salviamoci. Auguri a te!

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    2. E la Grecia non è l'Alabama né Parigi è Boston.
      Salviamoci. Auguri a voi tutti.

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  2. Beh sai, a me basterebbe sentire dai politici un po' di passione, magari tanta. Sentire qualche " I have a dream", qualcuno che proponesse una mèta, un obiettivo capace di scaldare i cuori. Allora credo che molti italiani tirerebbero fuori tante energie. Ma così si vivacchia alla giornata, si sta sulla difensiva, gli altri sono più potenziali nemici che compagni di avventure...
    Buon 2014, comunque...

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    1. Le passioni, come tu mi insegni, si accendono quando il cuore crede.
      Questi politici sono privi di passione perché fingono di credere a ciò che devono dire, per provare a convincere noi che ciò che li muove è il bene collettivo, mentre continuano a marciare sulla strada che porta al precipizio decisa altrovee i cui effetti sulle nostre vite dicono ormai essere una strada criminale, fallita prima ancora di aver terminato la corsa.
      Sono le loro menzogne a paralizzarci in uno stato di stupore: non ci si può credere, alle contorsioni logiche con le quali provano ogni giorno a forzare la verità per farne una favoletta buona solo per dei presunti infanti.
      Sarebbe più facile, per noi, se avessero almeno il coraggio della verità.
      Ma non ne hanno, coraggio: come tutti i servi, servono a capo chino e sorrisi melliflui di circostanza.

      Difficile scaldasi il cuore di fronte a un simile spettacolo di inetti codardi.
      Non hanno nemmeno quella forza che ti fa rispettare il nemico, tanto è evidente la loro bugiarda inettitudine.
      Credo sia questo a sospendere ogni sogno in noi.
      Ma cambierà.
      Il mondo è tondo, gira, tutto si muove sotto il sole.
      Dobbiamo crederlo, sperarlo, sognarlo ogni singolo giorno.

      Buon 2014, di tutti giorni sereni.

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  3. fuori alle menzogne, alta la testa, e con il coraggio di denunciare al mondo che il re è nudo!

    ciao, Ross, condivido tutto.
    buon proseguimento
    buona vita
    cri

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