sabato 15 febbraio 2014

Il buco vuoto a sinistra

Mi chiedevo perché proprio ora che nessun partito in Parlamento ha un'esplicita connotazione di "sinistra", mentre vi è un proliferare di partiti e partitini che si richiamano a una qualche "destra", nei dibattiti in rete e sui quotidiani online la parola "sinistra" sia la più abusata.
La si cita e la si invoca ovunque, solo che una sinistra non c'è.
Non c'è più.
Oddio, esiste Sel, Sinistra Ecologia e Libertà, d'accordo.
Peccato che l'Ecologia di Sel lasci alquanto a desiderare a partire da quella Taranto in Puglia il cui amministratore poco, niente (o troppo) ha fatto di ecologico per potersi vantare ecologista.
Peccato che anche in quanto a Libertà la sua esponente più in vista, la Presidente Boldrini, ne abbia una strana idea e poco o niente faccia per liberare almeno quei regolamenti parlamentari che risultano al momento ammannettati e sotto chiave.

Ho cercato su Wikipedia una definizione di "sinistra", giusto per chiarirmi le idee.
Ecco cosa riporta:
Le denominazioni "destra" e "sinistra" delle due parti opposte nell'arena politica nascono in Francia poco prima della Rivoluzione francese. Nel maggio 1789 furono convocati gli Stati generali dal Re di Francia, un'assemblea che doveva rappresentare le tre classi sociali allora istituite: il clero, la nobiltà e il terzo Stato. Quest'ultimo si ordinò all'interno dell'emiciclo con gli esponenti conservatori capeggiati da Pierre Victor de Malouet che presero i posti alla destra del Presidente, i radicali di Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau quelli alla sinistra. Questa divisione si ripresentò anche in seguito, quando si formò l' Assemblea nazionale. A destra prevaleva una corrente volta a mantenere i poteri monarchici, a sinistra stava la componente più rivoluzionaria,
A parte quindi la consuetudine di Pd o Sel ad occupare la parte a sinistra dell'emiciclo parlamentare, oggi si potrebbe dire che il tema sinistra/destra è una mera questione di tipo logistico: come far distinzione su dove li metti a sedere, se tutti i membri del Parlamento (a parte i grillini, che fanno storia a sé), prevale la corrente volta a mantenere i poteri monarchici?
O cambi il senso del termine, e chiarisci che non importa dove siedi ma cosa esprimi politicamente con la tua presenza e con i tuoi voti in Parlamento, o tanto vale liberare da valori simbolici la suddivisione dell'emiciclo e che ognuno si sieda pure dove gli capita.

Ripensavo stasera, ragionando sul buco vuoto a "sinistra", a un post scritto tempo fa al rientro da un pomeriggio passato (da imbucata) a un'assemblea provinciale del Pd.
Era gennaio 2011, e nel corso del suo intervento un dirigente del sindacato provinciale motivava così la necessità di aprire la discussione sui no all'accordo Fiat-Mirafiori di poco tempo prima:
"Quei no a Mirafiori ci dovrebbero dire qualcosa su cui sarebbe il caso di aprire un dibattito; perché noi siamo il Pd, ed è inutile che continuiamo a ricordarci la storia del Pci, che è un'altra cosa e non ha più nulla a che fare con noi".
Insomma, la Fiom era troppo di sinistra ed era necessario epurarla, cosa cui stanno provvedendo, anche se con un certo ritardo.

Ecco, forse è questo che forse ancora non è chiaro ai molti vecchi compagni che si ostinano a votare Pd pensando si tratti del caro estinto che invece, cambiando nome, ha mutato il proprio Dna nascendo con l' "I care" veltroniano per finire nell'Adesso renziano.
Il Pd non ha nulla a che fare con il vecchio Pci e non ha più nulla a che fare con nessuna sinistra, la quale per essere dovrebbe essere "rivoluzionaria" (v. definizione sopra di Wikipedia), pena la perdita di senso della definizione stessa in politica.
Dubito oggi il Pd possa più dirsi perfino "democratico", e non mi stupirebbe un ulteriore aggiornamento del nome con la sostituzione di  "democratico" con un termine che potrebbe suonare meglio adatto ai tempi, tipo Partito "Italiano d'Europa" o Partito "di Solidarietà Europea", inteso che in quel "solidarietà" potrebbero più agilmente farci stare dentro tutti i loro interessi bancari e finanziari continuando a fare dell'ambiguità comunicativa lo spot vincente alle elezioni.
L'Italia ha circa 60 milioni di abitanti: oggi al Pd basta il voto taroccato di poco più di un milione di fedelissimi ex pccini, belli in fila con i 2€ in tasca a pagarsi le primarie farlocche, per imporre a capo del governo, cioè al paese intero, il candidato scelto dalla finanza e amato dalle agenzie di rating.
Adesso.
Subito.
Elezioni no, grazie, che c'è un clima di incertezza e magari finisce che le perdono e il paese non se lo può permettere.
Neanche nell'ex unione sovietica, si arrivava a simili nefandezze.
La sinistra è un buco vuoto, un fantasma che si aggira ormai solo nelle nostre menti romantiche incapaci di accettarne l'assenza, come se un buco nero avesse risucchiata la "sinistra" risputandola geneticamente simile alla destra.
Così succede che restiamo legati emotivamente a un termine oggi privo di senso proprio citandolo continuamente e a sproposito così, tanto per avere un contrappeso logico a un'unica destra che occupa ormai, senza alcuna vergogna e con tutta l'ambiguità che da sempre la contraddistingue, l'intero emiciclo parlamentare.
Un'unica destra ben separata e divisa in due contrapposti ma solidali schieramenti, ognuno dei due focalizzato sui propri interessi di bottega ma tutti insieme ben decisi a mantenere in piedi, e a lungo, ognuno per la propria parte, la commedia del dest, sinist (avanti, marsch!).

3 commenti:

  1. Pur concordando col senso del tuo post, questa volta ti contesto una delle premesse, laddove affermi che "Il Pd non ha nulla a che fare con il vecchio Pci e non ha da tempo più nulla a che fare con nessuna sinistra, la quale dovrebbe essere 'rivoluzionaria'". Il PD è del tutto coerente con la storia del PCI (e altrettanto lo sono i suoi elettori superstiti e la buona fede a questo punto non può più essere invocata come una scusante), è anzi la realizzazione dell'unica strategia praticata nel dopoguerra e infine teorizzata dall'unico segretario accettabile - e discutibile - che abbia avuto, quell'Enrico Berlinguer che ha coniato il termine di Compromesso Storico (il fondatore, Gramsci, è morto negletto, assieme alle sue idee, mai praticate, nelle galere fasciste mentre il "Migliore", Togliatti, come segretario del Comintern faceva stragi di anarchici in Spagna e sosteneva i processi staliniani; nel dopoguerra iniziò l'attività del Partito Nuovo approvando l'articolo 7 della Costituzione e vanificando l'epurazione dei fascisti dallo Stato: se non è conservazione del potere costituito questo?!). Il PCI è stato rivoluzionario (e velleitario), nel modo e nel momento sbagliato, solamente nel biennio 1921/22, uscendo sconfitto per il suo avventurismo. In Italia è stato irriducibile nemico di ogni tentativo di cambiare radicalmente la realtà (cfr la repressione con tutti i mezzi del movimento del 1977); nei momenti migliori, attraverso il sindacato, ha portato sì al miglioramento delle condizioni dei lavoratori, favorendo però al contempo la loro integrazione nel modello industriale e la loro sconfitta quando non si è colpevolmente accorto della rivoluzione informatica e proseguendo nell'inseguimento del mito della Crescita Infinita e dell'industrializzazione sfrenata come mezzo per farlo. Il risultato di come i suoi uomini abbiano gestito le aziende pubbliche quando ne ha avuto l'occasione (un esempio possono essere le FFSS o il Montepaschi) lo abbiamo sotto gli occhi. A mio parere, quello che siamo abituati a chiamare "sinistra", o è radicale e alternativa a questo sistema in generale (in senso economico ma anche filosofico e politico, con quello che ne consegue) o non è. Io la vedo così. Che poi il PD, partito erede di quello comunista, venga guidato e dunque divelto da due democristiani che ne sono divenuti gli epigoni, Letta Nipote e Renzie, questo ha a che vedere con la Nemesi e chi s ostina a votarlo se lo merita. Magra consolazione per chi subisce le conseguenze di questo disastro, ma almeno sono soddisfatto di aver avuto ragione e averlo detto in tempi non sospetti.

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    1. Sull'analisi storica dei fatti posso solo aggiungere quanto l'ambiguità comunicativa fosse già evidente nel vecchio Pci in due altri contesti: 1. il referendum sul divorzio (che il Pci ha tentato di boicottare fino a che nn ha dovuto accettare il fatto che, come disse allora Pasolini), la società era culturalmente più avanti dei partiti che pretendevano di guidarla;
      2: il referendum sull'aborto, stessa dinamica: erano contro fino a che hanno dovuto accettare la volontà del paese.
      E da citare ce ne sarebbero, di cose, ma ragionavo sul senso del termine "sinistra" e i fatti purtroppo non dicono nulla sulla percezione che il termine sinistra produce dentro le nostre menti: chi è la sinistra oggi?
      Per me esprimono valori di sinistra i tanti movimenti presenti sui territori,
      dai No Tav a quelli in lotta per la casa o le mille realtà che fanno battaglie territoriali di resistenza sparsi lungo tutta la penisola.
      Movimenti che, non diversamente da quelli che portarono avanti le battaglie per il divorzio o per l'aborto negli anni '70/'80, sono definiti puntualmente dal Pd come "terroristi", "populisti", "anarco-insurrezionalisti".
      Insomma, la sinistra è viva nei fatti ed è però fuori, nelle strade e nelle piazze.
      Piazze contro le quali il Pd, che appena gli osi toccare il termine sul quale pare continuare a pretendere le royalties pur non usandolo più da tempo, è da sempre alleato nel gioco di sponda per portare a casa valori tipici di destra o, perfino "monarchici", nel senso di dispotici e autoritari.

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  2. sinistra?... chi era costei?

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