giovedì 24 aprile 2014

Sinist-Dest, avanti marsch!

In attesa dell'indigestione di patriottismo che ci aspetta domani con abbondanti citazioni su Resistenza e Liberazione dal fascismo ma sempre grazie all'amico americano (che da allora ci si è installato in casa con armi e bagagli - soprattutto armi, e parecchi bagagli culturali, instaurando fin da subito l'american-imperialismo), già stamattina possiamo godere di un discreto antipasto di retorica sulla mitologia fasulla del sinist-dest...avanti marsch!
Pare infatti che il Prefetto di Pordenone abbia avuto l'inutile idea di vietare Bella Ciao alle commemorazioni previste per il 25 Aprile con la motivazione, piuttosto fantasiosa, che il canto dei partigiani avrebbe potuto agitare gli animi e creare problemi di ordine pubblico.
Ma quando mai?
Il Pd locale è comunque prontamente intervenuto a far sentire le ragioni della Resistenza, cioè a far valere l'esclusiva intellettuale sulla Liberazione in quanto, sia chiaro, la Resistenza è marchio commercializzato in esclusiva dalla sinistra Pci, Pds, Pd, ecc., e poco importa se la sinistra si sia nel frattempo bella e sepolta da sola: il possesso del brand fa comunque vendere e tanto basta. 
Gagliardetti e bandiere tricolori alla casa del fascio, o salsicce e polenta al Bettolone, tutto si porta a casa nell'odierno Pd delle larghe intese e delle cooperative dei diritti al ribasso dei forzati soci-lavoratori.
La logica del Pd (che si autodefinisce democratico senza aver turbamenti di sinistra nemmeno più nel nome) esonda infatti ormai lo sterile concetto di sinistra-destra fino a far proprio, oltre al diritto di cantare in esclusiva la Bella Ciao di partigiana e sepolta memoria, anche lo sdoganamento culturale del fascismo a Predappio, là dove il Pd si è fatto promotore del restauro della casa di Mussolini, oggi Casa dei Ricordi, nella quale intende aprire un centro studi internazionali sul fascismo.
Ed è più che sacrosanto, dico io: chi altri se non l'Italia, può dar lezioni di fascismo al mondo intero?
Pare che l'intento del progetto sia quello di sottrarre la casa mussoliniana all'esclusiva visita dei nuoveau fasciste, i quali hanno l'ardire di organizzarvi un paio di visite nostalgiche l'anno.
Nostalgia che al Pd locale, che si vuole unico e solo resistente duro e puro, rovina forse un po' l'immagine di resistenziale in servizio permanente effettivo, danneggiandogli però anche i conti in cassa.
Insomma, perché lasciare il fascismo in mano fascista quando si potrebbe restaurarlo e turisticamente venderlo nel pacchetto Liberazione?
La commercializzazione del brand dell'antifascismo ha i suoi numeri appetibili che non sfuggono ai nouveau entrepreneurs dell'ex falce e martello.
Facciamone materia di studio, si saran detti; investiamoci così da avere ritorni culturali ed economici e magari aiutare pure le casse comunali, un claim, quello sulle casse comunali da rimpinguare, che ha oggi il suo bel effetto sedativo sull'ex "popolo", ora più comunemente "target". 
Insomma, il fascismo si combatte anche vendendo l'antifascismo, o no?
Che poi, alla fine, che c'importa della Resistenza o del Fascismo a noi, nati tutti dopo la Liberazione e incapaci di resistere foss'anche a un panino con la mortadella prodiana o all'ultima app per iPhone renziana?
Abbiamo appunto in casa (omaggio della Liberazione e quindi della Resistenza) parecchi missili a testata nucleare opportunamente dislocati lungo tutta la penisola e quindi pronti a far giustizia planetaria se a qualcuno venisse mai in mente una nuova marcia su Roma.
Quindi, stia tranquillo il Prefetto di Pordenone, non ha nulla da temere: non sarà Bella Ciao a turbare l'ordine pubblico.
Nel caso fosse, c'è pur sempre la democrazia imperial-missilistica di Aviano che il sindaco ha lì a due passi.
no?

2 commenti:

  1. Potrebbero più correttamente, nominarla la Festa del Vassallaggio monoblocco liberale destro-sinistro.
    Sarebbe più coerente, al posto di una "liberazione" che in realtà non è stato che l'ENNESIMO passaggio dell'Italia da un padrone straniero ad un altro....

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  2. Già, perché lasciare il fascismo in mano solo ai fascisti da repertorio, con la camicia nera, i labari, e quant'altro? In fondo nascono dallo stesso padre, parlano lo stesso linguaggio. Chi sa interpretarli meglio dei propri fratelli-coltelli? Fantastico! Per non parlare del compagno Pedrotti, occidente PD, il sindaco di quel cesso di città che è Pordenone, catapultato lì da Bolzonello, ex sindaco per due mandati e oggi vice di Pippi Calzelunghe Serracchiani in Regione, e pescato alla Electrolux, di cui fu manager di alto livello, orgoglioso di essere stato tra gli artefici dello stabilimento di Porcia, quello che la proprietà svedese vuole chiudere ed è l'atomica che si trova tra le mani come sindaco. Ehi: e nessuno che parli di conflitto di interesse o di inadeguatezza: sia mai: è del PD. Io il 25aprile coi fascisti rossi non lo festeggio. Preferisco quello che Celebrano a Lisbona.

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