domenica 25 maggio 2014

Questione morale: se non la frequenti, scompare

"Se certi uccidono in nome della misericordia divina, non c'è da meravigliarsi che ci siano quelli che pregano san Berlinguer mentre recitano il rosario di Margareth Thatcher."
Così scrive Pino Cabras in un pezzo riproposto oggi da Megachip

Più sotto riporta uno stralcio del discorso di Enrico Berlinguer sulla "questione morale", quella che per l'ex l’avvocato Giuseppe Zupo, 73 anni, responsabile nazionale giustizia del Pci ai tempi di Berlinguer, è oggi eredità del M5S:
«La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell'Italia d'oggi, fa tutt'uno con l'occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt'uno con la guerra per bande, fa tutt'uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d'essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche.»
Scrive ancora Pino Cabras:
In casa PD si sono meravigliati fino allo scandalo, perché sono convinti - anche quando votano le leggi con una Mussolini - che il M5S non sia altro che un movimento fascistoide, perfino quando si oppone con l'ostruzionismo alle manomissioni della Costituzione nata dalla Resistenza.
Succede, con le eredità immateriali: o le tieni a mente frequentandole con passione ogni giorno, o ti svegli un mattino e scopri che se ne sono andate da chi meglio ne apprezza il valore.
Più che contorcersi per la distratta perdita, farsi un esame di coscienza e tornare a frequentarla, la moralità.
Come diceva Enrico Berlinguer (ben prima di Grillo insieme a milioni di italiani)
...essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera
Non per "giustizialismo", quello spauracchio dietro cui si occultano per pretendersi innocenti, ma per semplice rispetto della giustizia.
Che o è uguale per tutti, o non è.
Quella che mai come oggi non è più, perché troppo vago si è fatto il valore dell'immateriale ma decisiva "questione morale".
Quella che non aspetta il terzo grado di giudizio ma si appella ogni giorno alla propria coscienza, l'altra cosa immateriale ma decisiva perché o ne hai una, e la fai lavorare, o non ne hai nessuna.
Perché chi non ha una coscienza non ha alcuna morale.
Nè personale né quindi collettiva.
E se non ha una coscienza collettiva, non deve trovare posto nei luoghi che del bene della collettività dovrebbero essere espressione.
A ritroso, è appunto lo stato sociale a dire se le istituzioni sono rappresentative della coscienza morale collettiva di un paese. 
A me pare... 

3 commenti:

  1. "(...)Quella che non aspetta il terzo grado di giudizio, ma si appella ogni giorno alla propria coscienza (...)".
    Comprendo il tuo punto di vista -- almeno credo -- ma quando si tratta di estromettere un cittadino dalla possibilità di rappresentare idee e proposte per la collettività è meglio, perché prudente e aderente a una concezione realistica della fallibilità dei magistrati in quanto esseri umani come tutti, aspettare che le loro sentenze abbiano resistito a più gradi di giudizio, prima di renderne irrevocabile l'effetto "ostracismo" su quanti riconosciuti colpevoli in quei procedimenti.

    Per il resto, quando scrivi "(...) chi non ha una coscienza non ha alcuna morale, né personale né, quindi, collettiva, E se non ha coscienza collettiva, non deve trovare posto nei luoghi che del bene della collettività dovrebbero essere espressione.", beh, mi strappi quasi una "ola" ad accendini spiegati con "We are the champions" in sottofondo. Ma mi trattengo; non siamo mica allo stadio e che diavolo....

    Sempre una boccata d'ossigeno, comunque, leggerti.
    Con affetto, marilù.

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  2. Bentornata Marilù!
    1. concordo sui gradi di giudizio prima di "renderne irrevocabile l'effetto ostracismo", e però, sulla coscienza di ciò che è accettabile o meno per la civile convivenza embé, che vuoi farci? Per me se uno ruba è un ladro e se uno spranga un altro è un potenziale assassino, con o senza gradi di giudizio. Perché il punto è che mica sono i magistrati (anche se a volte immagino di sì, ma sono anche lì casi di coscienza), è che troppe leggi diventano nessuna legge. Tranne che per gli sfigati, ovvio: per loro valgono sempre e tutte.
    Ma so che hai capito e ci siamo capite...
    2. Se proprio vogliamo fare una ola, mi permetto di suggerirti (se non l'hai già letto) questo pezzo di Fiorenza Licitra su Il Ribelle.
    Vero che viene da farne una insieme?

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    1. Non l'avevo letto, a dire il vero. E, sempre a essere sincera, a me la ola viene molto meglio coi tuoi post, soprattutto quello intitolato "Non ci credo", o anche l'"Avvelenata". Eppoi davanti a un Padoan nella mise succinta di "cheerleader dell'austerità" mi sento propensa a reazioni molto, ma molto più viscerali di una ola. Dev'essere la mia indole perbenista e cattolica, che non perdona (certe cose proprio no).

      Ma dormiamoci su. Domani è un altro giorno, diceva Rossella O'hara. Non sarà proprio la sfumatura di rosso preferita, ma per ricominciare può anche andar bene.
      Alla prossima! Con affetto, marilù.

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