venerdì 21 novembre 2014

Tassa Tv (non se ne può più)

Tv?
Assente da oltre 10 anni.

Per dire che posso vedere film e serie Tv su Sky o Youtube anche dal computer senza patirne la mancanza.
Stamattina però, torna a galla l'ipotesi di far pagare la tassa tv direttamente in bolletta elettrica. 
Quindi a tutti.
Me compresa, che la tv non ce l'ho.
Dato che a pensar bene abbiamo a che fare con l'abituale strozzinaggio di Stato, a scanso di contestazioni sui pagamenti della tassa tv (che pagherebbe anche chi la tv non la possiede), ecco che si torna a ipotizzare pure l'imposizione della tassa dovuta anche da chi usa device elettronici: smartphones, tablet, computer e quant'altro sia potenzialmente in grado di accedere al segnale tv.
Così mi torna in mente che sui device elettronici si sono inventati qualche mese fa l'equo compenso, cioè una tassa aggiuntiva su ogni acquisto elettronico per remunerare la perdita di diritti d'autore della Siae (chiuderla no, eh?).
I produttori la fanno ricadere sui clienti, cioè gli abituali obiettivi dei cravattari di Stato.
Così, tanto per fare due conti a spanne, pagherebbero il canone tv anche quelli che hanno in tasca uno smartphone, chi ha un computer (anche in assenza di connessione adsl, conta che potenzialmente sia in grado di connettersi), chi ha un tablet o un iPad.
Riassumendo, l'estorsione della tassa tv ricadrà indiscriminatamente su tutti quelli che hanno un contratto di fornitura elettrica.
Andando a sommarsi la tassa tv ai costi Enel, già gravati di tasse e imposte che spesso pesano più dell'importo dei nudi consumi.
Immaginate come ho letta la notizia stamattina: non possiedo la tv, come dicevo; non possiedo uno smartphone (so' 'na radical chic, dicono), non possiedo un tablet né un phablet, e non ho chiavette internet.
Pago però un abbonamento per l'adsl, gravato di Iva; e pago pure un abbonamento per il traffico voce del cellulare anti-diluviano ma potenzialmente in grado di connettersi a internet, quindi alla tv.
Il tutto, ben sapendo che senza internet un computer oggi serve a poco e che quindi, ogni volta che mi collego e digito qualsiasi cosa sulla tastiera, una moltitudine di gente e lì a lucrare mandandomi subito una pubblicità miratissima, cosa che in rete oggi fa campare tutto un vasto mondo, il quale è ben contento che io non possieda la tv perché così sanno che film vedo ( e mi mandano valanghe di pubblicità in tema), che notizie leggo (e vai con altra pubblicità personalizzata), a chi scrivo e di cosa parlo, etc. (non compro niente, distraetevi...)
Eliminata la connessione adsl, questa gente che campa sulla pubblicità online è bella che morta, ve lo dico.
Però, capite che vien voglia di tornare a candele&gruppo elettrogeno, fosse solo per il piacere di difendere la radical chic in me (molto radical e molto poco chic), che usa la tecnologia pur detestandola e la ritiene comunque cosa separata e diversa da un telefono (che serve solo per parlare), da una tv (che serve al più per sbracarsi sul divano in caso di un attacco di pigrizia fulminante), o da un computer (che invece serve a tutto ma anche a niente, dipende da come uno si sveglia la mattina e quanto tempo della giornata ha da buttare nel cazzeggio).
Soprattutto, son cose ben diverse dalla fornitura di corrente elettrica per uso domestico.
E poi, su tutto: ma che idea hanno questi pignattari del mercato o della crisi dei consumi, se anziché favorirli, i consumi, allegerendoli magari di tasse e imposte (che rientrerebbero comunque con le imposte indirette), strozzano tutti e tutto per quel perfido intento falsamente moralizzatore di far pagare le tasse a tutti, come fosse la crisi dei consumi un problema di tasse tv e non di demenza ai vertici istituzionali (locali e mondiali, eh? che non abbiamo l'esclusiva sullo strozzinaggio di Stato né quello sulle cazzate per rubar denaro alla gente).
Proprio loro poi, che se anche pagano il canone si rifanno sempre, più che ampiamente, intascandosi ogni due per tre qui un appalto là una mazzetta della più varia natura, senza che si riesca mai fargli fare nemmeno mezz'ora di galera...
Ma che moralizzano, che possono moralizzare, dei banditi?
Al più, e questa è solo l'ultima di un lunghissimo elenco, fanno leva sulle nostre ormai poverissime tasche sventolando moralità e giustizia al solo scopo di eseguire meglio e più a fondo lo strozzinaggio disinnescando sul nascere ogni possibile indignata reazione.
Fanno leva su quell'insicurezza di fondo che fa sentire a disagio davanti alla legge soprattutto gli innocenti, pronti a sentirsi colpevoli anche per colpe non commesse mentre il bandito, habituè dei tribunali, nuota nel suo brodo ben pronto a patteggiamenti e a favorir carriere sottobanco che lo fanno uscire di scena puntualmente innocente, anche quando beccato con le mani nel sacco e video a supporto del misfatto.
Penserete: che pistolotto questa, solo per la tassa tv che non ha più.
Vero, pare un'esagerazione anche a me.
E' che ho la brutta tendenza a vedere ovunque collegamenti di ogni cosa con tutte le altre cose, di ogni tassa con tutte le altre tasse, di ogni strozzinaggio con tutti gli altri strozzinaggi.
E quando, come stamattina, m'incastro a leggere dell'ennesimo tentativo di furto con scasso alle mie già magre finanze, la voglia di pigliare a martellate il computer, di malmenare la sim del telefono o di staccare a morsi la corrente elettrica una volta e per sempre, mi prende al punto da vedere ormai solo una via di salvezza: l'evasione.
In ogni fantasioso senso vi (o mi) piaccia evadere.
Insomma: via, uscir di scena, farsi pirati e solcare mari sconosciuti a cercar isolette deserte e se dio vuole non coperte da qualche satellite spione.
Sogno, lo so: non esiste più un solo cm di Terra scoperta da gprs, gsm, etc. dove uno possa rifugiarsi.
Epperò, accidenti a voi, mi lasciate sognare, almeno?

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