giovedì 8 gennaio 2015

Addestrati con il sangue freddo

 Da Il Fatto Quotidiano:
"L’assalto dei tre, secondo alcune fonti della polizia francese, dimostra un forte livello di organizzazione. “Il modo in cui hanno agito dimostra che hanno avuto un addestramento avanzato di tipo militare. Lo si vede chiaramente dal modo in cui tengono le armi, da come avanzano in modo calmo e freddo. Hanno di certo ricevuto una formazione di tipo militare”, afferma una fonte. Un altro ex poliziotto sottolinea “il loro sangue freddo: sono stati addestrati in Siria, Iraq o altrove, forse persino in Francia. Ciò che è certo è che sono stati addestrati”.
Chiarissimo, abbiamo capito: sono stati addestrati.
Non solo: hanno avuto un addestramento avanzato di tipo militare.
A conferma: si vede da come tengono le armi, come avanzano in modo calmo e freddo, il loro sangue freddo.
- Si sa anche dove sono stati addestrati: in Siria, in Irak o altrove, perfino in Francia.
Torniamo indietro e partiamo dall'inizio:
1. "secondo un testimone, i tre terroristi sono arrivati a 200 chilometri all’ora a bordo dell’auto grigia e hanno investito un ciclista"

- E il modo calmo e freddo? Mi ricordano il Fabrizio Corona dei suoi tempi migliori. Provate a percorrere a 200 all'ora le vie di una qualsiasi grande città senza trovarvi alle calcagna da minimo una volante a max l'esercito in tenuta anti-sommossa nel giro di pochi minuti

2. In un primo momento hanno sbagliato indirizzo e si sono fermati al numero 6 per poi spostarsi nella sede della redazione al civico 10

- Fermi tutti: ma non hanno avuto un addestramento avanzato? E il forte livello di organizzazione?
Questi, prima di mettersi ad attraversare Parigi (a 200 all'ora), non si sono nemmeno presi la briga di dare un'occhiata a una cartina per localizzare con certezza lo stabile né dato una sbirciatina a Goggle Maps o a Street View per farsi un'idea di dove fosse l'ingresso? Almeno studiarsi a fondo Il Giorno dello Sciacallo, prima di darsi al terrorismo, dico io.
A meno che non sia la trama di un film comico, come sospetto

3. Sul posto hanno chiesto agli uomini della manutenzione dove si trovavano i locali...

- niente mappa dello stabile, tocca chiedere informazioni al primo che capita, così poi tocca anche farlo fuori (cos'é? Una scena da Quei Bravi Ragazzi?)

4. Da testimonianze ancora non confermate sul posto, gli attentatori avrebbero chiesto il nome ai giornalisti in redazione
 
- erano così calmi e freddi, avevano un tale addestramento di tipo militare, erano così organizzati che nemmeno sapevano che faccia avessero le vittime predestinate, peraltro pare piuttosto note (erano meno approssimativi perfino i protagonisti di Quel pomeriggio di un giorno da cani)

5. Ad aprire il portone all’ingresso digitando il codice è stata la disegnatrice Corinne Rey detta Coco che abita nell’edificio

- cioè, questi partono da chissà dove (ma addestratissimi), attraversano Parigi (a 200 all'ora), sbagliano il civico e, dopo aver chiesto informazioni a destra e a manca (sempre in tutina nera tattica e kalshnikov, che si vedeva che erano addestrati da come imbracciavano le armi), arrivano al civico giusto ma...sorpresa! Il portone si apre solo digitando un codice, che non sanno. Così minacciano chi per farsi digitare il famigerato codice? 
Una giornalista (con bambino) che lavora proprio al giornale dove stanno andando a fare il massacro e abita nell'edificio (qui mi viene in mente I tre giorni del Condor, va a capire perché...)

Poi finalmente entrano, fanno un massacro praticamente indisturbati, escono in strada e sparano un altro po' (ma freddamente e con calma), poi saltano in macchina (mi dicono che in un video si vede uno che si ferma perfino a raccogliere una scarpa che gli è scivolata dal piede, a proposito di addestramento avanzato) e sfrecciano via (sempre a 200 all'ora)

Però ops! Li inseguono (arrivano i nostri con John Wayne?)

Allora abbandonano l'auto (non senza lasciare sul sedile i propri documenti, che non è bello rubare un'auto per fare un massacro e poi abbandonarla lì senza far sapere chi sei così che il proprietario può almeno avere rifusi eventuali danni, giusto?)

Comunque, abbandonano l'auto ma ne trovano subito un'altra con la quale si allontanano (sempre a 200 all'ora) in direzione nordest, facendo perdere le loro tracce ai tremila (stamattina, ora sono diventati 88 mila) poliziotti che hanno alle costole

Secondo l'Ansa:
- Tutti gli accessi a Parigi sono in questo momento bloccati dopo la segnalazione dell'auto con i presunti terroristi a bordo, diretta verso la capitale. I ricercati erano stati localizzati dalla polizia nei pressi di Villers-Cotterets, città della Picardia 85 chilometri a nordest di Parigi. I due erano su un auto con la targa nascosta sulla strada nazionale RN2, in viaggio in direzione Parigi, e avevano delle armi.
 
- Quella della targa nascosta (così diventa un'auto invisibile, giusto?) e dell'auto con dentro le armi, sono di quelle che mi fanno venire mal di testa: 
- la seconda auto era stata da loro parcheggiata (con le armi e la targa nascosta) in precedenza in un punto preciso per essere pronta al cambio in corsa? 
- L'hanno rubata? 
- Non si capisce un tubo di questo passaggio...
E poi:
- come si sa poi che avevano armi
- li hanno fermati, hanno visto le armi e oddio!, li hanno lasciati andare verso la casa dove poi sono stati (leggo) per ore (con le armi? senza? Non si sa...) barricati in una casa vicino a Crepy En Valois?
Comunque tranquilli, non è vero niente: 
- dopo ore di barricamento a Crepy En Valois questa è stata dichiarata una falsa pista (se la fanno e se la disfano come gli pare, e tutti noi a seguire l'avvenimento come se fosse un reality alla tv)

Quindi, fin qui, nessuno sa dove siano.

Si sa però chi sono i due (hanno lasciato i documenti, no)?

Sempre dall'Ansa:
Secondo fonti giudiziarie citate dai media, i fermati sono 7, tra cui Hamyd Mourad, sospettato di essere l'autista del commando. Teste di cuoio e polizia francese stanno cercando Said e Cherif Kouachi, due fratelli noti alla polizia e ai servizi di intelligence francesi, mentre il più giovane dei tre ricercati si sarebbe consegnato alla polizia a Charleville-Mezières, spiegando però di non essere implicato nella vicenda. Ha 19 anni. Avrebbe anche fornito un alibi supportato da alcuni testimoni: "Era a scuola".
Sono già stufa di seguirli. 
I quotidiani e i social media, intendo, mica i Terroristi.
Secondo fonti (chi?) citate dai media (chi?), presunti terroristi (come "presunti"...ma non erano stati addestrati in Siria, in Irak e forse perfino in Francia? Poi guarda: se girano con un kalashnikov e si vede da come lo tengono che sono addestrati, non è che sono vestiti in tutina nera per fare gli spazzacamini, eh?), potrebbero, sarebbero, si dice, pare che, corre voce, secondo testimonianze non confermate (se non sono confermate, cosa mi racconti? Le opinioni dei vicini di casa?)...

Dei Terroristi, in ogni caso, ormai si sa tutto: vanno, vengono, muoiono, scompaiono, ricompaiono, resuscitano e rimuoiono, si nascondono nelle grotte però con il collegamento wi-fi e anche satellitare e però s'infrattano anche nei compound così che poi gli atterra addosso un team di altri addestrati con visori notturni che sparano a vista senza sapere a chi sparano e però il morto terrorista si sa, bisogna rispettarlo e fargli poi un bel funerale in mare con la preghierina giusta sul ponte dopo aver ben bene lavato il corpo che prima di darlo in pasto agli squali avrà ben diritto di farsi mangiare ripulito e fresco pur se con la faccia a brandelli e irriconoscibile ma solo ai comuni mortali che loro, lì, al Truman Show, hanno sempre una matematica certezza che l'è lù, l'é proprio lù, che dopo anni di protagonismo ora si cambia attore protagonista e si globalizza il copione e oggi qui, domani, là, io vado e vivo così...

Tzsk!
Datemi un autentico vecchio film, di quelli con la Pantera Rosa e l'Ispettore Clouseau.
Di quelli banali che sai che sia i buoni che i cattivi sono tali per al massimo un'oretta e mezza e i morti sono tali solo contro adeguato compenso e per un tot di minuti di pellicola, non di più se no gli rifondi i danni d'immagine.

Qui, invece, i morti sono l'unica cosa vera.

Il resto, matitine e #hashtag virali compresi, non si capisce né da dove arrivino né chi se li inventi o come mai attecchiscano in un paio d'ore puntualmente sulla massa emotivamente compattata al punto da trasformare un'occasione di elaborazione del lutto in uno stato di cittadinanza confusa e fuori controllo emotivo.
Proprio quella cittadinanza, emotivamente confusa, richiesta dal copione del Truman Show per la riuscita perfetta della fiction on the air right now.

5 commenti:

  1. Sarò insensibile e irriverente fino alla scomunica, ma dopo la lettura di questo tuo post mi ritrovo quasi con le lacrime agli occhi per le risate.

    Vorrei scriverti -- ti avevo scritto già -- qualche ricordo che ho trattenuto dalla lettura di "Risvegli" di Oliver Sacks, a proposito delle facoltà extrasensoriali, quasi da X-Men, sviluppate da alcuni dei malati mentali ricoverati nel reparto ospedaliero attorno a cui ruota tutta la narrazione del suo libro, ma il solito folletto aspira-commenti ha già fatto tabula rasa una prima volta, non vorrei costringerlo a una scorpacciata, ancorché eterea e virtuale.

    Confido nella grande passione per la satira nutrita in vita dalle povere e VERE vittime di questo truce luna-park mediatico, per sentirmi un po' meno imperdonabile per il mio scarso aplomb -- e per questa mia ultima ironia quasi preterintenzionale.

    Ciao cara Ross, a presto rileggerti e un abbraccio.
    marilù

    P.S.: A proposito, è davvero ...calzante il titolo "Addestrati con il Sangue Freddo". Da globalizzazione di vampiri mediatici "pret-à-porter"; dove? Ma nel baratro dell'autodistruzione, ovviamente.

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    1. ...sentirmi un po' meno imperdonabile per il mio scarso aplomb -- e per questa mia ultima ironia quasi preterintenzionale.

      E' tutto questo mondo spaventoso a chiamare l'ironia come (forse) l'unica possibilità di salvezza interiore.
      Tutto è confuso ad arte, tutto è sempre più cose di diverso significato contemporaneamente che tentare di capirle è già mettere un piede nella stessa palude dalla quale si vorrebbe salvarsi.
      Ciò che non voglio dimenticare di tenere a fuoco è chi sono le vittime reali, quelle la cui morte diventa il punto di partenza dal quale si dirama e si diramerà altra confusione, altra manipolazione, altra perdita di significato.
      Nulla succede mai per caso, nessuna vittima è mai accidentale.
      Mai.
      Nemmeno quando il racconto della realtà che se ne fa vuole così rivestirla di un ruolo dai doppi e tripli altri significati.
      La catena che produce vittime sacrificali è sempre la stessa: armi.
      Finché si produrranno, si commercializzeranno, si useranno e si creeranno conflitti così da continuare a espandere il mercato della morte.
      Quando sento un politico (francese, italiano, non importa di quale luogo della terra) dichiarare che vanno difese democrazia e libertà di parola ho un conato di vomito.
      Volessero questo, chiuderebbero tutte le fabbriche di armi domani mattina, in tutto il mondo.
      Se non lo fanno, sono sempre complici, chiunque sia a sparare e chiunque sia stato ad armare quella mente.
      Autodistruzione, proprio così.
      Besos...

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    2. Sì, capisco la tua indignazione. Anche Papa Francesco ha più volte ripetuto che bisogna fermare le guerre fermando il traffico di armi, e non moltiplicando gli attacchi e le rappresaglie armate.

      A me però resta sempre qualche riserva. Se anche tutte o quasi le potenze e nazioni occidentali, incluse le africane e quelle del medio e vicino oriente, firmassero domattina un trattato che le impegna a non fabbricare più armi e a distruggere tutte quelle esistenti, comprese quelle giocattolo, e se tutti i firmatari di quel trattato internazionale si dedicassero col massimo zelo e la più impeccabile puntigliosità a rispettarne i termini, tu sei certa che nazioni come la Cina e la Corea del Nord, ma anche, per dire, dello Yemen o quella dittatura teocratica che è diventata nel frattempo l'Eritrea, aggiungerebbero le loro firme o, pur sottoscrivendo per quieto vivere l'accordo, sarebbero irreprensibili nell'osservarne le clausole? E che i narcotrafficanti del Messico o della Colombia o della Locride comincerebbero a dar fuoco ai loro arsenali invece che a gruppi di 43 studenti alla volta o alle loro "donne d'onore" che si ribellano e cercano di scappare dalle loro grinfie?

      Ecco, io questa sicurezza non l'ho affatto. Tra gli umani, e soprattutto tra quelli che rivestono ruoli di responsabilità e -- ahinoi -- di potere, c'è n'è sempre più di uno che si sente "più uguale degli altri", e per ciò stesso naturalmente investito di maggiori diritti di affermare le proprie "sacrosante" (fosse pure un mangiapreti sfegatato) ragioni con la forza e con l'imposizione violenta.

      La gran parte dei politici, specie quelli che sgomitano per rilasciare dichiarazioni solenni davanti alle telecamere in giorni come quelli che stiamo vivendo, hanno effetti emetici pressoché universali, concordo.
      Ma gli inermi, gli innocenti e i pacifici non saranno più al sicuro imbavagliandoli con un pezzo di carta gremito di firme come di altrettanti vuoti a perdere.

      Comunque ti ringrazio davvero tantissimo per la pubblicazione del tuo ultimo post su "oncle Bernard". Da ignorantona, anche della lingua francese, non avevo idea che Charlie Hebdo fosse un giornale di seria e profonda analisi politica, oltre che di vignette più o meno discutibili e di satira in generale.

      Ciao cara Ross, besos calientes anti-invernali a te.
      marilù

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    3. A me però resta sempre qualche riserva...
      Anche a me, tutte le tue più alcune altre. Nei fatti, se siamo al punto in cui siamo, è perché l'industria della morte, cioè della contrapposizione di bene e male dove vince chi ha l'arma più feroce e detta di volta in volta chi e cosa sono il bene e di conseguenza cosa è il male, è ciò che ha sempre giustificato ogni massacro. Piccolo (regolamenti di conto mafiosi), o grande (le atomiche come "arma di deterrenza", il massimo dell'ipocrisia logica).
      Ciò che spiace è che, in questo gioco dove oggi anche la contrapposizione classiche fra bene e male è tutta gestita da uno stesso potere che si presenta con due distinte facce e due distinti ruoli, pur essendo sempre la stessa la matrice, a rimanere schiacciati sono ancora (come sempre è stato), le masse di poveri cristi che sono vittime di entrambe le facce di questo potere double face.
      M'è bastato leggere stamattina l'elenco dei capi di stato che parteciperanno nel pomeriggio alla grand marché" chiamata dal potere per incoronare se stesso quale unico e solo rappresentante del bene (la democrazia e la libertà di parola).
      Cito da Il FQ in edicola oggi "...ci saranno Angela Merkel e David Cameron, Matteo Renzi (accompagnato da Romano Prodi e da Federica Mogherini, alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza) e Mariano Rajoy, il premier spagnolo. E ancora: il primo ministro turco e quello tunisino, i rappresentanti della Lega Araba, i presidenti di Gabon, Mali e Niger, il ministro russo degli Esteri, Sergei Lavrov e il presidente ucraino Piotr Poroshenko.
      Come se andasse in scena in mondo visione una delle più spudorate truffe ideologiche mai viste: i peggiore oppressori non solo della libertà di parola, ma perfino dei più elementari diritti civili, che chiamano in piazza a ribadire i valori "democratici" di una democrazia di cui sono la più perversa delle rappresentazioni.
      Temo molto queste ore e le cose che stanno succedendo.
      Molto.
      Buona domenica!

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  2. "(...) se siamo al punto in cui siamo, è perché l'industria della morte, cioè della contrapposizione di bene e male dove vince chi ha l'arma più feroce (...)". (cit.)

    Non è per dare avvio al "tempo-X d'odio" in data odierna (giurin giuretto!), ma francamente mi sembra fuorviante accostare la contrapposizione tra bene e male, che è qualcosa di naturale e inevitabile, direi indispensabile alla stessa sopravvivenza, e l'industria della morte identificata con la necessità di costrursi armi e utensili tout.court. Direi piuttosto che l'industria della morte, intesa come sfruttamento a oltranza, a scopo di profitto, di determinate necessità di sopravvivenza, è una delle forme più pericolose e dannose del male.
    Ma difendersi dal male, dall'aggressività e prepotenza di chi non vuole stare ai patti perché si reputa "più uguale degli altri" e dunque dotato di bisogni e sogni più meritevoli di soddisfazione di quelli altrui, non riesco proprio a vederlo come un comportamento malvagio e riprovevole in sé, mi spiace. L'importante è farlo in modo da scoraggiare la vittima, reale o potenziale, dal... "fare la vittima", cioé dal trasformarsi in prevaricatore vendicativo e ingiusto a sua volta: da cui le costituzioni, le leggi, la limitazione dell'uso delle armi al personale delle forze dell'ordine, a loro volta disciplinate da precisi regolamenti, doveri, codici professionali ecc. ecc.

    Scusa la pedanteria, ma è quest'aria rarefatta da evaporazione accelerata di senso e significato, a farmela sentire come indispensabile.

    Comunque, rivedendo, l'altra sera, un vecchio film degli anni ottanta, "War Games", mi ha colpito un dettaglio: la password con cui un ragazzino dello Stato di Washington, negli U.S.A., entra nel sistema di archivio informatico della sua scuola per cambiare un brutto voto (subito prima di violare le barriere di segretezza informatica dello stesso governo centrale e spingersi fino quasi a scatenare una guerra nucleare globale) era 'pencil', cioé "matita". Pensa un po' che strana coincidenza.

    Ciao Ross, buona giornata e migliore settimana, nonostante tutto questo scoppiettante falò di matite troppo chiassosamente colorate.
    marilù

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