domenica 11 gennaio 2015

La Grand Marche Républicaine

Alla Grande Marcia Repubblicana di Parigi si danno per presenti oggi:

Angela Merkel e David Cameron, Matteo Renzi, Romano Prodi, Federica Mogherini, Mariano Rajoy, il premier turco Erdogan e quello tunisino Mehdi Jomaa, i rappresentanti della Lega Araba, i presidenti di Gabon, Mali e Niger, il ministro russo degli Esteri, Sergei Lavrov e il presidente ucraino Piotr Poroshenko. 

Tutti uniti in nome della libertà di parola e di stampa e in difesa dei valori democratici repubblicani.

Ricordo, visto il tema, che l'Italia, secondo il Press Freedom Index  è al 49° posto nel mondo per libertà di stampa, il Gabon (presente oggi alla Grand Marche) al 98°, il Mali al 122°,  l'Ucraina al 127°, la Tunisia al 133°, la Russia al 148°, la Turchia al 154°, etc.

Tanto per dare un po' di numeri. 

La Francia, che oggi ha chiamato via Hollande alle piazze "almeno un milione di persone", quanto a libertà di stampa, si piazza appena al 39° posto della classifica.
Insomma, un po' più "libera" dell'Italia (che le sta sotto di ben 10 posizioni), se vogliamo star qui a ragionar di peli sull'uovo, ma resta il fatto che manifestazioni come quelle di oggi mi paiono pagliacciate su scala planetaria a uso e consumo di masse che si muovono spinte da sentimenti a fior di pelle che non si son date nemmeno il tempo di elaborare il lutto, prima di sventolare patetiche matitine e magliettine Je suis Charlie Ebdo prodotte sul momento come nelle migliori tradizioni da "rivoluzione colorata" formato standard.
Resta che fra l'emotività scatenata dal brutale assassinio e la fatica di ripensare alla realtà in cui vive, la massa fa sempre prima a scendere in piazza per dirsi civilmente contro il brutale assassinio, e con questo a chiudere la porta a un'occasione di farsi due pensieri propri su cosa questo significhi.
Accettare di condividere oggi la stessa piazza con i sopra citati campioni di censura, in nome della "libertà di parola", è solo l'ennesima conferma che con noi, ormai, possono tutto. 
Qualunque cosa.
Anche concederci la nostra mezz'ora d'odio.
Fa parte dei nostri diritti democratici. 

P.S. 
Per oggi la mezz'ora d'odio è finita.
 
Da il blog di Guido Scorza su Il FQ:
A neppure ventiquattro ore dall’attentato, infatti, Parigi ha trasmesso a Bruxelles – come impone la disciplina europea della materia – lo schema di un decreto attraverso il quale il governo di Hollande intende affidare alla polizia postale francese il potere di ordinare – direttamente agli internet service provider – il blocco di interi siti internet ritenuti responsabili della pubblicazione di contenuti che istigano ad azioni terroristiche o ne fanno apologia. 
Chi deciderà quali sono i "contenuti che istigano ad azioni terroristiche o ne fanno apologia?
Ai milioni di Je suis Charlie l'ardua sentenza...

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