venerdì 2 gennaio 2015

Trivial Pursuit Letterario

Quale differenza sostanziale si rileva tra l'opera Il naso di Dmitrij Šostakovič e il racconto omonimo di Nikolaj Vasiľevič Gogoľ?
Questa è una delle domande "arancioni" (Letteratura nel teatro e nella musica) del nuovo Trivial Pursuit Letterario, edito da Feltrinelli, con il quale ci siamo sfidati in questi giorni di dolce far niente con un amico.
Ve lo dico: un massacro. 
Per me, soprattutto. 
Una brutale aggressione alla mia autostima, evidentemente poggiata sul niente, visto che pensavo di saperle tutte e invece non ho vinto una manche che sia una.
Voglio dire: una passa l'intera vita a leggere di tutto accorgendosi poi che con ciò che ricorda di quanto letto non passerebbe oggi un esamino di terza media.
Vero che se becco quello che ha scritto domande e risposte sulle centinaia di cartelline del gioco gli do fuoco partendo dai piedi comunque, però fa male scoprire che non solo non si ha una risposta, che pur si dovrebbe avere, ma che questo perfido sconosciuto essere si è dilettato a strutturare alcune risposte in un modo tale per cui rispondere correttamente è possibile solo se si gira la cartellina dove si trova scritta la sua astrusa risposta.
Prendete la domanda qui sopra e provate a rispondere, poi nei prossimi giorni vi dico la risposta del genio che l'ha resa impossibile a qualunque mortale.
Poi si sa: se una cosa la sai è facile, se non la sai ti arrampichi sugli specchi. 
E qui sta tutta la questione, credo.
Se però uno ti pone una domanda come quella sopra, hai poco da conoscere i due testi citati: la risposta dell'autore manderebbe in tilt i neuroni di un supercomputer della Nasa per interminabili minuti prima di farlo comunque capitolare in un penoso: 
"Non la so"
Altre domande sono invece difficili perché magari un libro l'hai letto ma ormai così tanti anni fa che te lo ricordi a braccio, a spanne, un più o meno circa.
Ma tutti i dettagli di un libro, o di un film tratto da un libro, o di un testo teatrale o del libretto di un opera, chi diavolo se li ricorda magari dopo 10 o 20 anni?  
E chi sa di quel libro letto pure tutti i retroscena, tutti i circuiti mentali e i collegamenti letterari che hanno portato l'autore a scegliere quel preciso nome per quel personaggio o quel preciso titolo al romanzo?
Prendete questa (domanda verde, Letteratura italiana):
A quali modelli letterari fanno riferimento i Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese del 1947?
La sapete senza sbirciare in rete? 
I miei più sinceri complimenti!
Per me, che pur ho molto amato Pavese, e in particolare i suoi Dialoghi con Leucò, scoprire di non avere questa risposta è stato deprimente. 
Perché mica basta amare un autore, e non è affatto sufficiente aver letto i suoi libri né il sapere quasi tutto sui suoi autori prediletti: una domanda inaspettata può dimostrarti a bruciapelo che c'è una differenza enorme fra l'amare la lettura e il sapere ogni dettaglio intorno a ciò che si legge.
Insomma, questo nuovo gioco è una proficua full immersion nelle proprie lacune (non solo letterarie), una impietosa verifica dei propri limiti, un sondaggio gratuito sugli improvvisi e preoccupanti vuoti di memoria che riserva però, come tutti i giochi, un piccolo sordido piacere: il veder barcollare anche l'avversario più temibile di fronte a domande di cui si suppone abbia le risposte eppure, anche per il più dotto, il saperle tutte non significa abbia anche l'esatta risposta alle mefistofeliche domande poste dall'autore di questo Trivial Pursuit feltrinelliano.
Un'altra cosa mi si è rivelata piacevole: il ritrovare in me lo spirito dissacrante e combattivo che ogni gioco da tavolo è capace di tirarmi fuori e non ricordavo più di avere: gags, battutacce, provocazioni e commentacci a nastro, sia alle mie che alle altrui lacune, agli sbagli clamorosi, sulle cruciali assenze di strategia, sui momenti di impasse mentale che finiscono per esser tutti motivo di spassosissime risate.
Provate con questa, apparentemente facilissima (domanda blu, Letteratura nel cinema):
Chi è l'autrice del romanzo per l'infanzia da cui Walt Disney ha tratto il film del 1964 Mary Poppins? 
(se andate a cercare la risposta su Wikipedia avete perso: il gioco richiede la massima serietà, come sappiamo...)
Ve ne confesso una, che mi ha fatto malissimo.
La domanda era (più o meno, ché non ho voglia di cercarla esatta fra tremila cartelle): chi era la protagonista del film Contact?
Dovete sapere che Contact è un film che tutt'ora rivedo almeno una volta l'anno (e consiglio a tutti il libro da cui è tratto, di Carl Sagan): come potevo non sapere chi è la protagonista del film?
Eppure, per quanto paradossale, in quel momento la mia mente all'improvviso è diventata una tavola bianca: zero attività.
Citavo Taxy Driver, mi veniva in mente Il silenzio degli innocenti e il piccolo decisivo ruolo  in Inside Man ma il suo nome, niente, non mi veniva proprio, non voleva saperne di comporsi lettera per lettera nel mio cervello.
Minuti che sembravano ore senza che quel bianco opaco si squarciasse in un lampo di luce risolutivo.
Ho dovuto arrendermi, pur sapendo di lei praticamente tutto, tranne in quel momento come si chiamasse.
Spesso si vince o si perde non tanto perché si sa o non si sa, ma perché se la domanda ha un'unica secca risposta buona, e non te la ricordi, sei fuori, sei bloccato un giro, devi passare la mano (cioè il dado) all'avversario il quale, come è stranoto, da lì in poi infilerà una serie di colpi di c...(fortuna) per cui riuscirà a riempire di triangolini colorati la sua marziale pedina e, hurrà per lui, finirà per vincere la partita mentre voi ancora annaspate su quel diavolo di nome (che naturalmente vi verrà in mente subito dopo, quando non vi servirà più).

Che lo spirito de Il Giocatore (scritto da? in che anno? in quali circostanze?) accompagni tutto il nostro 2015.
Ciò che conta su tutto, credo, non è vincere o perdere, ma restare in gioco.
Ricominciare sempre una nuova partita comunque sia andata la precedente, non dar peso alle partite perse ma concentrarsi pervicacemente nell'opera suprema di provocare distrazioni nell'avversario così che finisca, prima o poi, per avere anche lui dei fantastici buchi di memoria (e chi, si vuole davvero ricordare tutto?).
Giocare con impegno e vivere con leggerezza, non sapendo mai prima quale domanda ti porrà il destino avversario al turno successivo.
Buon Anno!
E, let's play the game...

3 commenti:

  1. Non posso sopportare l'idea che tu inizi l'anno con un così -- peraltro iniquo -- basso gradiente di autostima: fa già abbastanza freddo, per i miei gusti. Ergo, ti comunico di slancio che non avevo la minima idea che Cesare Pavese avesse scritto qualcosa come i Dialoghi di Leucò e il mio già scarso fiuto di trinariciuta in fieri non mi aveva mai portato nemmeno nelle vicinanze della scoperta del doppio Naso, letterario e musicale, di Gogol e di Shostakovic.

    Vorrei consolarmi ancora una volta con la storia dell'età che avanza, della vecchiaia che perfida incombe e ottenebra con la sua biblica avanzata di cavallette mangia-ricordi, ma se penso alla bimbetta di sei anni che, in una conferenza tenuta da Sagan in una scuola elementare per entusiasmare i rampolli dello Zio Sam alla ricerca scientifica, gli fece notare con sussiego che la Terra doveva per forza essere tonda, bastava osservare come sparivano, in sequenza, prima lo scafo e poi la vetta della vela di una barca all'orizzonte (per ciò stesso manifestatamente curvo), devo convincermi che non è questione d'età, per me: a sei anni era già tanto se mi ricordavo numero telefonico e indirizzo di casa, nel caso mi fossi persa (per strada, oltre che nella mia testa).

    Perciò si, davvero, Buon Anno e... let's play the game!
    Con affetto, marilù.

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    1. Simpatica l'immagine della Marilù seienne che "castiga" il Sagan con il suo precoce acume: ma chi ti ferma?
      Poi, sui ricordi, c'è poco da fare: si memorizza per immagini, suoni, odori e...emozioni. Difficile quindi memorizzare dettagli che non colpiscono la nostra specifica "emotività", ognuno la propria.
      Tant'é che al Trivial Letterario è bello giocare più per ciò che non si sa, che per ciò che sa chiunque, tipo una domanda sul genere "In un noto film con Marilyn Monroe, gli uomini preferiscono....?". Ti pare che mi aumenterebbe l'autostima per sapere questa? Naaa...
      Let's play the game...e tutto il resto è noia.
      Buon Anno anche a te, un abbraccione.

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    2. Ehm, temo di non essermi fatta capire per l'ennesima volta. Magari quella precoce seienne fossi stata io!
      No no, si trattava invece di una "rampolla dello zio Sam", una statunitense d.o.c., mentre io sono, per nascita e da generazioni, un'italiana al 100%. Inoltre, a quell'episodio non ho assistito personalmente, mi sono limitata a leggerlo in un resoconto che ne fa lo stesso Sagan, se non sbaglio nello stesso libro a cui hai accennato nel post, ossia "Contatto Cosmico".
      Ciao cara Ross, abbraccione di rimando a te.
      marilù

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