mercoledì 11 marzo 2015

Dignità l'è morta...

Persone senza dignità, senza intelligenza politica, senza senso di responsabilità repubblicana...
Così l'incipit del pezzo di Maurizio Viroli sul FQ in edicola a commento del voto della minoranza Pd sulla riforma della Costituzione. 
Viene in mente che, così come il coraggio, chi una dignità non ce l'ha non se la può dare.
A conferma, esilarante leggere, sempre sul Fatto Quotidiano in edicola oggi, le motivazioni ai loro sì di alcuni Piddini doc, dissenzienti "postumi", tipo quella di Rosy Bindi:
Io oggi dimostrerò con il mio voto favorevole che non intendo fermare il processo riformatore ma, se il governo resterà fedele alle parole del presidente del Consiglio e non verrà modificata la legge elettorale né verranno apportati miglioramenti a questo testo, nelle votazioni successive io non voterò a favore”.
Scrive Fabrizio d'Esposito in apertura di questo secondo pezzo citato:
Il solito marziano di Ennio Flaiano atterrato ieri a Montecitorio avrebbe riso a crepapelle della folle farsa consumata sulla legge più alta e nobile della nostra Repubblica, la Costituzione. Cinquanta sfumature di sì e di no, tra Pd e Forza Italia. Su un divanetto, nella galleria dei fumatori, il centrista casiniano Ferdinando Adornato se la ride come il marziano di Flaiano: “Ormai siamo al dissenso futuro anteriore”. È come nell’epigramma di Marziale dedicato a Postumo: “Mi dici sempre che vivrai domani, Postumo
Una farsa che inchioda il Paese in un ghigno d'orrore. 
Ghigno ormai paralitico, dato che nulla di tutto questo arriva più a stupirci, solo a confermarci una volta di più e definitivamente la pochezza morale di chi siede sugli scranni parlamentari.
Così ormai scissi da se stessi da dover fare le capriole mentali alla ricerca di una coerenza logica fra ciò che fanno, sapendo di farlo; e ciò che pensano di se stessi, sapendo di smentirsi sempre da soli.
Marionette, pupi che si muovono grazie a fili invisibili di cui hanno perso ogni consapevolezza.
Cercare in loro una dignità è come pretenderne una in chi, rinchiuso fra quattro mura perché incapace di intendere e volere, si dia ragione dei propri escrementi elevandoli da rifiuto tossico a ghiotte primizie di stagione.
Dignità l'é morta ieri fra quelle quattro mura.
Stamattina, rivalutiamo quella che sopravvive fuori, nel ghigno immobile di un Paese intero svenduto da dissociati molluschi tesi solo a compiacersi fra loro facendo a gara a chi serve meglio i pupari, di cui si fanno servi pensandosi perfino eroi.

Al prossimo 25 aprile, quando li sentirete vaneggiare sui Valori della Resistenza, idealmente sputate loro in faccia disertando ogni cerimonia pubblica.
Non ci meritiamo tutto questo.
Restiamocene a casa onorandoli noi, i Valori della Resistenza, non mescolandoci nemmeno di striscio ai traditori della Costituzione.

1 commento:

  1. l'ho letto da Miglieruolo, una magnifica intervista a una Donna che ammiro.
    con affetto
    cri

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