La vita, la morte e la giustizia, ci
diciamo in cuor nostro, sono nelle mani di Dio.
Qualunque cosa sia e comunque
lo si chiami, tutti siamo indotti fin da bambini a pensare (a credere), che il supremo destino delle
nostre esistenze debba stare in mani ultraterrene, che il giudizio finale debba
appartenere a qualcuno (i posteri) o a qualcosa (Dio) che sta oltre il nostro
limitato istante di vita.
Solo così, lasciandone le
sorti in mano a un giudice altro che sia al di fuori della limitata vita umana, riusciamo a
sopportare le perenni ingiustizie ad opera dei potenti.
Innocenze o colpe, giustizie e ingiustizie, ogni religione li mette idealmente fuori dalla
nostra portata così che la vita buona rimane sempre
e solo una incerta promessa.
Il Potere invece, o avoca a se stesso ogni decisione, o non è.
Lui, non dio, ha dato
l’ordine di azione ai droni che hanno ucciso.
Sua la responsabilità della
morte di civili innocenti e sua quella per l’handicap del sopravvissuto che
intenta causa e che, un paio di minuti prima della scena del crocifisso, Frank riceve alla Casa Bianca.
Ma la sceneggiata del "buon Presidente" che recita con il
sopravvissuto non gli riesce come vorrebbe: quello gli chiede, oltre alle scuse (che Frank non porge), un
impegno a non colpire più, chiede cioè un impegno sul piano etico e morale, sul
piano spirituale in definitiva, più ancora che un’immediata giustizia terrena
che già gli è appena stata negata dalla Corte.
Così, quando Frank entra in
chiesa per parlare con il prete, cerca da questi conferme alla sua idea sui
limiti del potere, non consigli spirituali.
E il prete, infatti, gli dice che pur essendo il “non uccidere” uno dei più importanti comandamenti
(non solo cristiani), resta il fatto che la Bibbia stessa è disseminata di
omicidi e questo perché, pare, di fronte alla minaccia alla propria vita, tutti hanno
il diritto di difendersi uccidendo i propri nemici.
(Così, per uccidere e
auto-assolversi, basta avere il potere di decidere chi è il nemico e
poi sceneggiare una minaccia di questi alla nostra vita - o alla "nostra sicurezza nazionale" - per ucciderlo senza un'ombra di peccato o di colpa).
Non è un atto di contrizione
a portare quindi Frank, subito dopo lo scambio di osservazioni con il prete, davanti al solitario crocifisso.
E’ se mai la conferma
(ottenuta proprio dal prete), che sta a lui decidere chi sono i nemici e a lui
quindi spetta il decidere chi uccidere.
Per questo sputa al
crocifisso: per Frank Underwood, il potere del Presidente degli Stati Uniti da lui incarnato è maggiore di
quello del Cristo (“Cosa vendi? Amore?” dice rivolto al crocifisso prima di sputargli addosso).
Non riconosce al Cristo in croce alcuna
giurisdizione morale sulle sue decisioni.
La “coscienza” è un orpello che il potere ha in orrore, l’intralcio ultimo da superare per mantenere il
potere nelle proprie mani.
Le sue decisioni, fin dalla
prima puntata della prima serie, non sono determinate dal senso di giustizia né
dallo scopo difensivo né da alti ideali: vuole solo il potere ultimo, quello
che sta sopra ogni altro, quello che farà di lui il suo stesso dio.
E per questo, una volta eletto presidente della più grande potenza terrena, deve ora misurare quel potere con chiunque gli stia sotto (o idealmente sopra, nel caso del crocifisso) nella scala gerarchica.
E per questo, una volta eletto presidente della più grande potenza terrena, deve ora misurare quel potere con chiunque gli stia sotto (o idealmente sopra, nel caso del crocifisso) nella scala gerarchica.
Un no all’azione dei droni,
cui assistiamo nella puntata precedente, l’avrebbe messo in difficoltà rispetto
allo Stato Maggiore, il quale lo consiglia di agire subito, senza troppe
remore, e lo spinge a un ok a uccidere anche nel dubbio, pur di non rischiare di lasciare in vita l'incerto bersaglio.
E’ forse questa, la prova del
fuoco del potere: superare gli ultimi spuntoni acuminati della propria
coscienza.
Meglio un po’ di morti innocenti, che trovarsi a essere un Presidente degli Stati Uniti che ha contro l’intera Difesa degli Stati
Uniti.
La sua sopravvivenza politica
dipende da come si relaziona con tutti gli altri poteri dello Stato.
"Trattare" è per il potente manipolare fatti e persone torcendoli ai suoi obiettivi di sopravvivenza politica.
E dove non c’è
spazio di trattativa, davanti a un no, deve agire comunque, uccide (politicamente, metaforicamente o realmente), chiunque lo intralci, pur di difendere la propria
suprema posizione sulla scala del potere.
Il suo sputo non è quindi
l’atto di ribellione di un ateo a Dio (lui non è "ateo", dato che è lui stesso il suo dio di riferimento più intimo).
Lo sputo è l’atto con cui dichiara
definitivamente chiusa la partita fra Dio e la sua residua coscienza, lo scacco matto che
taglia fuori dal gioco ogni altra voce che non sia la sua, la quale sta sopra a tutte, quella di Dio compresa.
E' la parola fine a quell'ultraterreno a cui gli umani, fin dai tempi più remoti, lasciano l'ultima parola sulla vita, sulla morte o sulla giustizia.
E' la parola fine a quell'ultraterreno a cui gli umani, fin dai tempi più remoti, lasciano l'ultima parola sulla vita, sulla morte o sulla giustizia.
Quando nel tentativo di
ripulire lo sputo (così che nessuno possa sospettare sia il suo, ché la
rappresentazione scenica del potere non tollera sbavature), il crocefisso va in
frantumi ai suoi piedi, quel crocefisso cade come cade il nemico definitivamente
sconfitto su un campo di battaglia.
Quando al rumore accorrono le
sue guardie del corpo, Frank uscendo dice loro di ripulire per terra dopo aver scelto, fra i cocci, un orecchio del
crocifisso quale souvenir della battaglia vinta.
E’ lo scalpo del nemico,
l’appropriazione simbolica del potere sulla sua coscienza ora interamente nelle sue mani di
vincitore ultimo.
Ciò che dovrebbe provocare
nello spettatore un moto di repulsione di fronte alla scena, oggettivamente
dura ma estremamente efficace, non è tanto la blasfemia scenica, quanto il
disvelamento in tv della reale natura del Potere.
Natura reale del Potere, non
fiction.
Cos’altro sono quei martedì
di cui si racconta che Obama decida ogni settimana chi uccidere con
gli asettici droni di morte chirurgica ma mai innocente?
Cos’altro significano, le
recenti vagonate di video in cui si ripropongono (come fossero puntate di una fiction horror dal chiaro intento educativo) sanguinari
tagliagole finto-islamici nelle vesti di stranianti babau luciferini?
E da dove vengono, chi scrive i copioni delle
altrettante blasfemie, dalla sceneggiatura perfetta, realizzate da Femen&Co, a base di altrettanto deliranti oltraggi alla croce infilati fra le natiche?
Il Potere, per essere veramente tale, deve avere
tutto il Potere.
L'illusione è credere che si possa disconoscere il potere del Dio ultraterreno dissacrando sempre e solo la simbologia del potere religioso, che è ancora terreno.
Che è altrettanto politico, ancora tutto umano.
Le immagini, tutte, formano
coscienze quanto e più delle parole.
E le coscienze, tutte, sembrano oggi spinte a dover riconoscere un solo
e unico Potere, terreno e ultraterreno insieme.
Per far questo, l'idea di Dio va uccisa fin dentro le
menti raziocinanti toccando corde interiori dai forti simbolismi emotivi così che non vi sia alcun appiglio per la coscienza "spirituale" né alcuna possibilità di salvarsi "dentro", di fronte alla devastante rozzezza del Potere.
E come farla sparire dalla
mente (cioè dalla coscienza di sé), se non proiettando sistematicamente nelle nostre menti massicce dosi di
immagini blasfeme, di tagliagole dai falsi e assurdamente oltraggiosi principi religiosi?
Non è Frank Underwood a
essere blasfemo: lui è solo fiction sul Potere.
Ma come la mettiamo, invece, con il Potere reale?

Ciao Ross. Che dire? Tutto suonerebbe vuoto, di fronte a questa opinione profonda e che entra nel merito fino in fondo. Se poi aggiungi che parti da una fiction.....tu pensa a quanti sputi sui crocifissi si fanno e si sono fatti -nella realtà quotidiana- in posti tipo lo IOR (primo esempio venuto in mente, forse mi porto ancora appresso la lettura di "Vaticano S.p.A" di Nuzzi) ed al fatto che beffardamente è stato concesso ad un presidente USA (storicamente ed indipendentemente dalla persona o dagli anni di presidenza, il presidente yankee è sempre uno dei più grandi assassini del pianeta) il premio Nobel per la Pace: il Potere che fa l'elemosina come il mafioso che gira col santino in mano e fa le offerte alla madonna per la festa del paese........
RispondiElimina...il mafioso che gira col santino in mano e fa le offerte alla madonna per la festa del paese...
RispondiEliminaSì, uguale.
Il sacro è profano e il profano è sacro.
Per il Potere, qualunque sia, conta che a obbedire alle leggi e ai comandamenti siano i sudditi, per i quali leggi e comandamenti esistono.
Il Potere è esentato da ogni credo perché è lui stesso, il suo unico credo: è insieme Padre, Figlio e Spirito Santo.
Ma sai che c'é caro Max?
Neanche il mafioso è più quello di una volta, che riuniva in sé valori cristiani shakerati con rimasugli di memorie pagane (l'omicidio di mafia era allora un sacrificio necessario, nulla di personale...). Ora più che con il santino il mafioso gira con l'Iban estero: versare fondi estero su estro o subire offerte che "non si possono rifiutare".
E' l'evoluzione dalla proprietà terriera alla cementificazione: non conta dove o chi, conta che renda.
Bello ritrovarti, un abbraccio...