martedì 14 aprile 2015

Palabras andantes

Anni fa, Le vene aperte dell'America Latina mi raccontarono di un mondo che pur essendo dall'altra parte del mondo, era il mio, e stava anche da questa parte.

Camminare, scrive Eduardo Galeano. A questo servono le utopie. E può bastare. 

Camminare si può, un passo dopo l'altro, anche quando sono finite tutte le illusioni, quando di speranze non ce ne sono più, quando tutto è ormai perduto come un sogno all'alba e ti resta solo quel muovere un passo dopo l'altro.

Un passo dopo l'altro, senza una meta e senza più coltivare illusioni. Può bastare.

Onore al poeta Galeano, che mi ha insegnato quanto la poesia sia più potente di tutte le pistole.

(fa meno rumore, ma i suoi colpi raggiungono più a fondo la carne, il cuore, l'essenza di ciò che siamo)
Le pulci sognano di comprarsi un cane 
e i nessuno sognano di non essere più poveri, 
che un giorno magico piova all'improvviso la fortuna, 
che piova a catinelle la fortuna; 
ma la fortuna non piove né oggi, né domani, né mai,
né come pioggerella cade dal cielo la fortuna, 
per quanto i nessuno la invochino
e benché pruda loro la mano sinistra, 
o scendano dal letto col piede destro, 
o comincino l'anno cambiando la scopa.
I nessuno: i figli di nessuno, i padroni di niente,
che non sono, nonostante siano.
I nessuno: i niente, gli annientati, affamati, morendo la vita, fottuti, fottutissimi:
Che non parlano lingue, ma dialetti.
Che non professano religioni, ma superstizioni.
Che non fanno arte, ma artigianato.
Che non praticano cultura, ma folclore.
Che non sono esseri umani, ma risorse umane.
Che non hanno viso, ma braccia.
Che non hanno nome, ma un numero.
Che non figurano nella storia universale, ma nella cronaca nera della stampa locale.
I nessuno che costano meno della pallottola che li uccide.

[Eduardo Galeano, 3.9.1940-13.4.2015]

2 commenti:

  1. Te lo lascio come segno di ringraziamento questa altra sua pagina:

    "I banchieri della grande bancheria mondiale, che praticano il terrorismo del denaro, hanno più potere dei re e dei marescialli, più potere del loro Papa di Roma. Non si sporcano mai le mani. Non ammazzano nessuno: si limitano ad applaudire lo spettacolo.
    Spediscono nei nostri paesi i loro funzionari, i tecnocrati internazionali: costoro non sono né presidenti né ministri, nessuno li ha votati in alcuna elezione, però decidono il livello dei salari e della spesa pubblica, gli investimenti e i disinvestimenti, i prezzi, le imposte, gli interessi, i sussidi, l'ora del sorgere del sole e la frequenza delle piogge.
    In compenso, non si occupano delle carceri, delle camere di tortura, dei campi di concentramento, né dei centri di sterminio, anche se ciò che accade in questi luoghi è la conseguenza inevitabile delle loro azioni.
    I tecnocrati rivendicano il privilegio della irresponsabilità:
    «Noi siamo neutrali».


    [da "Il libro degli abbracci" Sperling e Kupfer, pag, 94]

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  2. Già. Gli sia lieve la terra. Grazie.

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