sabato 9 maggio 2015

Ambiguità e perversioni

Da Il FQ:
Polemico per la decisione dell’Italia di non partecipare alla parata Silvio Berlusconi che in una lettera al Corriere della Sera ha detto: “L’assenza è la dimostrazione di una miopia dell’Occidente che lascia amareggiato chi, come me, da presidente del Consiglio ha operato incessantemente per riportare la Russia, dopo decenni di Guerra fredda, a far parte dell’Occidente”. E ha concluso: “La scelta di non essere presenti a Mosca è prima di tutto una mancanza di rispetto al contributo decisivo della Russia alla vittoria su Hitler nel 1945″.
Totalmente d'accordo con lui.  
Sia sulla miopia dell'Occidente, sia sulla mancanza di rispetto nel mancare a Mosca in questa occasione in cui si ricorda il contributo alla vittoria sul nazismo della Russia.
E forse, in questa assenza di molti leaders europei, motivata a quel che leggo dalla crisi ucraina, c'é tutta l'ambiguità dell'Europa rispetto alla tolleranza di un nuovo nazi-fascismo che ci sta, silenziosamente ma sistematicamente, riavvolgendo nelle sue spire.
O meglio, mica tanto "ambiguità".
Forse c'è anzi una limpidezza in queste scelte che dovrebbe dirci come stanno davvero le cose nella "democratica" Europa: se si sceglie di stare dalla parte dei nazisti ucraini e di disertare la parata moscovita in memoria della sconfitta del nazismo, a casa mia si tende a pensare che sia perché si apprezza il nazismo.
Poi ci si rende conto, sapendo questo, di quanto sembrino contestualmente surreali le parole dell'attuale Presidente quando rileva un "eccesso di austerità" in UE.
Un paese che avesse rispetto di sé, dei propri valori antifascisti e della propria storia partigiana, non chiederebbe all'oppressore clemenza dopo avergli già volontariamente ceduto tutto il cedibile, contribuendo quindi attivamente a quell'austerità eccessiva che oggi (un po' tardi), lamenta.
Ma tant'é: a volte pare di vivere in un paese di infanti ingenuamente (?) innamorati della madre superiora, cui sanno dire sempre e solo sì, pur riconoscendo dietro le sue spalle che sì, puzza un po' di tonaca e più che di amore divino pare nutrirsi di bachettate vendicative ai danni dei poverelli che le vengono affidati, ai quali fornisce sì minestre insipide, ma solo in cambio di una fede posticcia di cui vantarsi con il prevosto.

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