sabato 13 giugno 2015

Segni dei tempi


Nel gennaio 1857 Sissi arrivò in Italia con l'Imperatore Francesco Giuseppe per una visita ufficiale alle province italiane dell'Impero.

A Venezia, i veneziani accolsero la coppia imperiale chiudendo tutte le imposte sul Canal Grande e accogliedoli a Piazza San Marco con un silenzio tombale .

A Milano, alla prevista serata imperiale alla Scala, i milanesi mandarono in propria vece i loro servitori, vestiti a festa, non volendo tributare onori agli invasori.

Chissà se la prossima settimana milanesi e veneziani avranno almeno la decenza di evitare di farsi i selfies, con la consorte dell'invasore in visita alle province del neo-impero.

6 commenti:

  1. Ma i veneziani misero davvero i tricolori sui davanzali come si vede nel film?
    Oppure erano i Leoni di San Marco?

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    1. Non c'ero, devo fidarmi del film. Che a sua volta (immaginò), si fida dei resoconti dell'epoca dai quali si evince che sì, di leoni si trattava.
      Almeno nel coraggio, che a noi odierne pecore pare invece difettare.
      Però siamo più bravi con l'ironia.

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    2. No, Ross, tu sei ingiusta, almeno con te stessa: mai incontrata un'arietina meno pecora di te. Parola di agnella quasi pasquale -- comunque sempre di passaggio.
      Ma sempre con affetto e... mucho gusto.
      marilù

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    3. Beee...
      Dev'essere per via di un incrocio capronesco che mi dota di doppi acuminati respingimenti frontali....
      Ben ritrovata carissima, con afetto ricambiato...

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  2. Te lo immagini l'esito di un plebiscito al giorno d'oggi nell'ex Lombardo-Veneto nonché nelle "Terre Irredente" del Trentino e del Friuli-Venezia Giulia sul "ritorno" all'Austria? Vogliamo parlarne?

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    1. Ma parliamone, davvero...Perché quando leggo in giro di aspirazioni veneto-lombarde all'indipendenza o di quelle triestine a riconoscimenti di "zone libere", quando non gli uni e gli altri a farneticare di ritorni all'Austria, a me viene da ridere.
      Comprendo e rispetto l'Alto Adige o la Furlania, che hanno mantenuto una coerenza asburgica anche nei comportamenti di tutti i giorni, e non avrebbero alcuna difficoltà a farsi annettere (pur con alcuni tratti italianizzati che purtroppo si riscontrano a livello istituzioni simile nel suo peggio a ogni altra istituzione italiana).
      Ma i veneti delle grandi opere e del Mose? I lombardi delle Bre-Be-Mi e dell'Expo?
      Siamo seri, neanche gli austriaci odierni, pur non essendo più Impero e facendo parte comunque dell'UE (cosa che rende inutile ogni cambio di nazionalità), ci vorrebbero come compaesani.
      Farebbero subito loro un plebiscito, ma per rispedirci ai nostri confini come appestati della peggior malattia in circolazione, cioè al vero motto che ci contraddistingue: "Franza o Spagna, purché se magna".
      E non parlo di schìe con polenta né di risotti allo zafferano...

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