venerdì 19 giugno 2015

Segni dei tempi/2

Era il 1967 e sbarcava a Roma la First Lady per definizione, icona glamour in abitino e pochette Chanel, occhiale gigante nero (e dopo di lei, tutte con l'occhiale gigante nero e tutte con pochette Chanel):
Siamo nel 2015 e a Milano sbarca l'odierna First Lady: ex vitino da vespa che fu, gonnellino fantasia simil vestaglia, top nero simil palestra.
Pare che oltre ad aver dato lezioni di cucina light all'Expo (qualcuno la salvi da se stessa), abbia magnificato gli spaghetti dei quali si dice cuoca sopraffina: mezz'ora di pentola a pressione, cucinati insieme a pomodoro e spinaci. E' convinta che la genialata, oltre che buona, sia utile per risparmiare acqua, sale e olio (anche per alimentare polli ruspanti, azzardo io). 
Bah!
Che poi venga in Italia a darci lezioni di cucina e salutismo (di moda no, grazie a Brahma ce le siamo per ora risparmiate), o perfino di coltivazione di verdure biologiche, a me pare strano. 
Non tanto per gli hamburgher e gli hot dog di cui si nutrono prevalentemente i milioni di poveri a Food Stamp del suo paese, che se uno vuol farsi del male ne ha democraticamente tutto il diritto e se uno ha solo quello da mangiare qualcuna dovrebbe preoccuparsene ben prima di venir qui a darci lezioni sul cibo; ma per via di quella questioncella del voler imporre gli ogm via Ttip a tutta quell'area mediterranea che ha civilizzato il mondo grazie all'agricoltura e alla coltivazione di cereali. 
Un'area geografica che fin qui, e senza ogm, ha sfamato mezzo pianeta e insegnato all'altra metà cosa sia la civiltà alimentare.
Vien da pensare che le Prime Signore di una volta erano molto più eleganti in tutto: si limitavano a indossare graziosi cappellini, a frequentare il jet set e i magnati greci con panfilo, senza andarsi a impicciare di diffondere finti credo salutistici (da che pulpito!) e preferendo se mai digiunare, cosa che non sarà forse più di moda ma fa pur sempre autenticamente magro.
Perfino ascetico, si potrebbe dire.
In ogni caso, Vera Lady.
Cosa che ora, ahimè, passati quei tempi di charme, ci toccano invece queste lady palestrate e pienotte che non son brave nemmeno ai fornelli.
E ce ne fosse uno che osa dirglielo, che non è cosa...

4 commenti:

  1. Embe', sì, è proprio uno dei segni dei tempi, quel certo look sottolineato con la fantasia della gonna e quella, molto più briosa, del tuo post; difatti, il "vitino di vespa" e le braccia + gambe da insetto stecco, contrariamente a quel che si crede, non sono un'esclusiva della Twiggy dei ruggenti -- e post-atomici -- anni sessanta. No, no, il leone d'oro spetta di diritto alla "valchiria" Sissi, che pare fosse proprio un'anoressica ante-litteram, oltre che una cavallerizza provetta e instancabile. Le povera Lady D. ne è stata un epigono tardivo, a riprova del fatto che, in tutti gli imperi del passato -- e, ribadisco, "del passato" -- non sono mai state le donne a fare la parte del leone. O ad averla.

    Ciao Ross, buona domenica (possibilmente non di completo digiuno)!
    marilù.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai talmente ragione, sui vitini di vespa" senza potere, da farmi riflettere su un fatto: in passato, anche molto recente (le tue citazioni di Lady D e Sissi mi dicono quanto siamo "allineate"), erano proprio i chili in più o in meno a fare le rivoluzioni più sensate.
      Come se la caparbietà di volersi magre a ogni costo fosse insieme un modo di dire al mondo qualcosa che non erano autorizate a dire.
      Penso a come l'Impero di Franz sia stato positivamente influenzato dall'indomita cavallerizza, chissà perché assassinata.
      E a come Lady D abbia fatto la stessa fine, alla fine, proprio per aver reagito a suon di palestra rifiutando di stare dove l'avrebbe voluta la Corona inglese.
      E di Lei, della First delle First, vogliamo parlarne?
      Sopravvissuta a un trauma che avrebbe sconvolto chiunque, è riuscita a imporsi come modello anche fin molto dopo che non era nemmeno più la signora americana partita con cognome francese e finita con cognome greco passando per un cognome americano di origine gallese.
      Dei suoi Chanel e dei suoi figli (sfortunati entrambi o volutamente depennati da un potere macho che di gentili cappellini e occhialoni non proprio non vuol saperne?)
      Siamo sicure che la battaglia per la conquista di un potere meno guerrafondaio non passi anche per l'apparente leggerezza di una pochette?
      Forse qualcosa di politicamente decisivo queste donne dal vitino di vespa l'hanno detto, secondo me...

      Elimina
  2. io vedo sempre donne a lato e un passo indietro
    totem dello stregone di turno

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Forse non è un meno, quello stare un passo indietro, pronte sempre ad essere davanti al primo dietro front.
      E' solo una questione di prospettive e di visioni: chi sta davanti non ha profondità di campo e vede solo davanti al suo naso. Da dietro, il campo si allunga, ed è da lì che si notano cose piccole in lontananza...
      Non sei d'accordo?

      Elimina