domenica 28 giugno 2015

Uomini, mezz'uomini, ominicchi e quaquaraquà.

Non so se altri l'hanno notato: basta un no alle pressioni unidirezionali della troika e subito emergono torme di giuristi e avvocaticchi pronti a discettare di leggi, regolamenti, costituzioni, forma e sostanza di trattati non rispettati.

Signori belli, voi che di diritto ne capite più di me, che di trattati ve ne intendete e di trattative siete esperti, sapete che c'é?

Tsipras ha fatto l'unica cosa decente che si sia vista fare da un governo dell'Ue da quando questa esiste (e perfino da prima): ha rispettato il proprio mandato elettorale.
E sapete perché ciò che ha fatto è bello?
Perché è semplice da capire, perché è proprio riportando la questioni artificiosamente complicate alla loro base più elementare, cioè a una scelta fra un sì e un no, è giusto o non è giusto che firmi, che ha riportato tutte le questioni su un piano al quale tutti possono accedere. 
Sì o no.
Semplice e bello.

Capisco che per un paese che si è fatto imporre ben 3 governi non eletti pur di evitare di consultare l'elettorato su trattati vincolanti votati notte tempo, e senza che nessuno ne sapesse niente (tranne chi complice taceva), è un gran brutto risveglio.

La bellezza dell'azione di Alexis Tsipras nel rompere le trattative in corso per proporre ai greci un referendum su quanto si stava discutendo sta tutta qui, alla fine: ha fatto la cosa più corretta che un uomo eletto a rappresentare una nazione dovrebbe fare: ricordarsi che è un cittadino, non un unto dal signore cui tutto è concesso in virtù di qualche traffico alle urne e di qualche santo in paradiso (finanziario) che i comuni mor(t)ali** non hanno e perciò paghino lo scotto della loro miseria.

Se in una trattativa l'eletto a rappresentare i cittadini si vede messo all'angolo da un'offerta che non può rifiutare, prima di firmarla deve renderlo noto e chiamare a dire la loro quelli che è lì a rappresentare.

Questa, dovrebbe essere la democrazia ( e la decenza minima richiesta a un politico).

E tutto questo cincischiare di diritti e di leggi, di ciò che avrebbe o non avrebbe dovuto fare, in un paese dove gli ultimi 3 governi non eletti da nessuno hanno firmato e accettato tutte le offerte (che dovevano rifiutare) senza farlo mai apertamente sapere a nessuno, è alla fine solo un modo di portare acqua al mulino delle "istituzioni" (v. troika) le quali, dovrebbe ormai essere chiaro a chiunque, o non sanno farsi due conti in croce (ma se li sanno fare benissimo), oppure giocano ai tavoli delle trattative con i mazzi truccati.

La differenza fra ciò che ha fatto Tsipras (o l'ha fatto Varoufakis?), e ciò che hanno fatto gli ultimi 3 governi del nostro paese, nonostante avvocaticchi ed espertoni sempre all'opera e al servizio delle cause perse, è la stessa che passa fra l'essere Uomini o l'essere mezz'uomini, ominicchi o quaquaraquà. 
Onore a Tsipras (o a Varoufakis?).
E che finisca anche da noi e al più presto l'epoca dei mezz'uomini, degli ominicchi e dei quaquaraquà.
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P.S. (da Il FQ in edicola oggi)

"PAROLA DI STRAUSS-KAHN - Il Fondo ha sbagliato, ora cancellare buona parte del debito

CREDO  CHE  ABBIAMO bisogno di pensare diversamente, di cambiare logica e di prendere una direzione radicalmente diversa nelle trattative con la Grecia. La mia proposta è che la Grecia non riceva più alcun nuovo finanziamento da parte dell’Ue e dell’Fmi ma che benefici di una estensione molto ampia del termine del debito e anche una riduzione nominale massiccia del suo debito.
Così l’ex direttore generale dell’Fmi ed ex ministro   francese, Dominique   Strauss-Kahn
commenta su Twitter la  situazione greca. Il Fondo monetario internazionale, sottolinea Dsk, ha atto degli errori e sono pronto a prendere la mia parte di responsabilità. La diagnosi del Fmi secondo cui si è di fronte a un problema classico di crisi di bilancio e della bilancia dei pagamenti non ha tenuto conto del fatto che la natura incompiuta dell’Unione monetaria europea sia all'origine di tutto il problema e che avrebbe dovuto essere un elemento essenziale per risolvere la situazione. Il Fondo, inoltre, aggiunge l’ex direttore generale dell’Fmi, ha anche sottostimato l’ampiezza delle debolezze istituzionali della Grecia che imponevano un’assistenza molto più importante della Banca Mondiale e dei prestiti più agevolati”


** mor(t)ali: il refuso, segnalatomi da Marilù, è mantenuto evidente per servire ai due sensi, come piace a noi... 

P.S. di qualche giorno dopo: era meglio morire da piccoli che vedere 'sto schifo da grandi...E ritiro tutto ciò che ho scritto sull'onore a Tsipras: o anche a lui hanno fatto un'offerta che non poteva rifiutare, o ha preso per i fondelli i greci, il resto del mondo e pure me (che l'ho già cancellato dalla mia lista degli apprezzabili...Ufff...)

22 commenti:

  1. Politicamente, un gigante.
    Con l'iniziativa del referendum ha lasciato il cerino nelle mani dei cravattari della BCE: dati alla mano, quando è entrata nell'Euro, la Grecia aveva un debito uguale al PIL, circa 152 Miliardi di Euro. Oggi ha un debito che è quasi il doppio del PIL: 315 Miliardi contro 179: questo perchè i governi precedenti di cdx avevano accettato prestiti ad un tasso EFFETTIVO intorno al 38% (sono i dati ufficiali a dirlo, non io). Per operazioni speculative simili, nei paesi del G8 si va in galera per usura.....
    Con il referendum e l'invito al votare NO, sa benissimo che la Grecia avrebbe un paio d'anni di sacrifici terribili, ma che una volta toccato il fondo comincerebbe a risalire ad un ritmo del 7/8% annuo, favorita da esportazioni competitive e rilancio dei consumi interni. Non a caso la Cina -che già ha quote del porto di Atene e della compagnia aerea di bandiera- ha già un centinaio di miliardi di euro pronti per la TAV Atene-Transiberiana e la concessione in comodato d'uso -semplifico il concetto per comprensione- di navi trasporto merci da fare paura....
    Siamo nella economia globale, sono finiti i tempi della botteguccia sotto casa che vende i barattoli di verdure sott'olio.

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    1. E' come assistere a una partita a poker (dove qualcuno tenta di barare usando sempre lo stesso trucco che ormai tutti conoscono).
      La prova?
      Eccola...

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  2. Oh veh....che strano...più prevedibile di un film hardcore.....

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    1. Infatti. La "riapertrura" delle trattative serve (secondo il mio fiuto tartufesco) da una parte a orientare l'esito del referendum: gli indecisi, dopo una settimana di limiti bancomat e la comprensibile ansia sul futuro, potrebbero decidere di votare a favore delle proposte della Troika anche solo per far smettere la loro ansia.
      Il No domenica non è scontato, anche se i numeri dovrebbero in teoria esserci.
      E, dati gli incontri dei giorni scorsi a Bruxelles dei rappresentanti della vecchia guardia politica greca, che si propone per un "governo di larghe intese post Syriza, basterebbe che i Sì fossero uno in più del No per far cadere Syriza e far ripartire le trattative con la certezza di interlocutori pronti stavolta ad accettarle.
      Il premio, per questa riapertura delle trattative da parte di Moscovici, è la testa di Tsipras.
      E credo siano in molti, non solo a Bruxelles, a volerla.

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  3. Concordo in pieno. Il tuo fiato "tartufesco" trova pieno riscontro, ragionando "a contrariis", sul fatto che i media italiani presentano il buon Alexis ed il suo ministro dell'Economia -il cui unico torto è quello di sembrare il gemello separato alla nascita di Checco Zalone- come un paio di cialtroncelli brutti, sporchi, cattivi ("cazzo, Tsipras era venuto in Italia a fare casino al G8 di Genova!!") e pure un po' citrulli. Oltre che maledettamente comunisti......Impresentabili: vuoi mettere con le maniere educate ed eleganti o il parlar forbito di un prof bocconiano, di un nobile pisano e di un damerino fiorentino?

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    1. Non c'è santo: i due greci non hanno il physique du rôle.
      Come insegna la storia, servi si nasce. E noi italiani, nati mai lo fummo...

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    2. mi accorgo ora che il commento sopra è astruso: intendo che non essendo mai nati come italiani, siamo servi sempre di qualcuno.
      Quindi, noi abbiamo il physique du rôle del servo (v. bocconiani, pisani e fiorentini citati), i due greci no (mentre lo sono, e di pari pasta, i governi greci che li hanno preceduti...

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  4. Ross in forma smagliante, anche nei commenti: grazie!
    Poi devo dire che quella dei "comuni mor(t)ali" senza santi in paradiso finanziario m'è piaciuta proprio tanto. Anche fosse un refuso, non smetterebbe punto di piacermi.
    Ciao Ross, buon w.e. e che Tyche sia con noi! Nemesis la lascio volentieri ai pantocrati in Jack e cravatta (soprattutto cravatta).
    marilù

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    1. Refuso che ho mantenuto evidente così come ci piace (hai ragione), nei suoi due sensi (o è sempre lo stesso senso? cioè: e se gli im-morali fossero immortali nel loro ripetersi uguali generazione dopo generazione da che mondo è mondo?
      Nel Mahabharata si racconta che prima che il mondo fose il mondo che conosciamo, era abitato da esseri immortali. E che fu il tradire il Dharma, nel suo senso di Legge da cui originano Ordine e Verità, l'origine della mortalità dell'uomo.
      Però, in questo caso, dovremmo capovolgere il senso: morali e quindi immortali; immortali e quindi a-morali.
      Oppure ancora: e se il premio per i morali fosse appunto la morte, che li sottrae alla perenne noia di dover convivere con la volgarità dei mentitori seriali e purtroppo immortali?
      E' tutto un fatto metafisico o è metà fisico e metà no?
      (il venerdì è dedicato al cazzeggio, sappilo...)

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    2. Sorry: casotto...
      "...capovolgere il senso: morali e quindi immortali; immortali e quindi a-morali."
      morali e quindi mortali; immortali e quindi a-morali

      (toglietemi 'sta macchina dalle mani che oggi faccio danni...)
      Ciao!

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  5. "Oppure ancora: e se il premio per i morali fosse appunto la morte, che li sottrae alla perenne noia di dover convivere con la volgarità dei mentitori seriali e purtroppo immortali?"

    Questa potrebbe essere la versione sibilata all'orecchio dei miseri torturati dai loro 'sconsolatamente' immortali aguzzini -- che comunque non sembrano mai per niente spaventati dalla sterminata estensione del tempo a loro disposizione per affilare artigli e affinare strategie predatorie.

    Scusa la brusca virata -- siamo già a sabato, dopo tutto -- ma la lettura dei commenti lasciati da un documentatissimo visitatore del blog "ilsimplicissimus" in calce a un post sulla Grecia (https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/06/29/il-referendum-greco-buca-la-bolla-onirica/, interventi di Roberto Casiraghi) mi spingono a ripensare le figure di Tsipras e dei suoi musicanti di...Brama (in molti sensi): molto più...arruolati di quanto vogliano lasciar credere e molto più virtuali che ...fisici e virtuosi.

    Lascio il punto interrogativo, perché io purtroppo il traduttore universale di Google per i link in greco non ho proprio idea di come usarlo e, quindi, devo fermarmi al sospetto, senza dar nulla per assodato, che i quesiti referendari siano proprio una solenne e astutissima presa per i fondelli dello sfortunatissimo popolo greco e della democrazia tout court.

    Ciao Ross, e buona notte (in un solo senso, il più candido e benaugurante possibile).
    marilù

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    1. Buongiorno Marilù.
      Dopo una notte di sonno ho voluto poco fa leggere con calma gli interventi che mi segnali pur avendoli visti già stanotte ma troppo assonnata per verificare ciò che scrive il commentatore citato.
      Non condivido quelle che ritengo nulla di più che le sue deduzioni sulla base di artifici logici.
      Un esempio. Scrive:
      "...L’importante è giocare a votare, Votare al buio. Votare per dire no. No a che cosa, se i contenuti da negare nemmmeno esistono? Questo è abuso di potere, è frode in politica, è abuso della credulità popolare, è malafede ed è fare la stessa cosa che fanno i neoliberisti ma dall’altra parte della barricata."
      Magari non ha cercato con abbastanza buona fede, dato che i "documenti" esistono eccome e sono stati pubblicati in rete il giorno prima che fosse pubblicato il documento proposto dalla troika senza che questa pubblicasse anche quello (ho scaricato entrambi) con le modifiche richieste da Syriza.

      Ancora:
      "...Si tratta in realtà di un elenco anonimo di pesanti o pesantissime misure fiscali senza però alcuna minaccia o commento che lasci pensare ad un ultimatum come potrà verificare chiunque sappia usare il traduttore di Google o di Bing."

      Libero di decidere quale sia la versione dei fatti che ritiene la veramente e indubitabilmente autentica nella miriade infinita di fake e contro fake pubblicati in rete sul tema in questi ultimi giorni.
      Ma si da il caso che basterebbe andare alla fonte e soprattutto avere un po' di memoria, così da magari spulciare in rete ciò che Tsipras ha sostenuto fin dalla campagna elettorale che l'ha portato a governare la Grecia, per capire che ciò che dicono oggi Tsipras e Varoufakis ha sempre un solo filo conduttore (per la verità quello stesso che all'epoca non mi convinceva di Tsipras, al punto da non aver mai tifato apertamente per lui, e cioè che sua intenzione era rimanere nell'UE, rimanere nell'euro, porre la questione della riduzione del debito perché, come affermato dallo stesso Fmi già un paio d'anni fa, oltre che recentemente, chiaramente non rimborsabile per le condizioni economiche oggettive in cui la Grecia è precipitata proprio grazie alle imposizioni della trioka di parametri insostenibili)

      Mi fermo, tranne chiudere con un chiarimento sulle mie posizioni a proposito di tutto (questo ma anche altro): non avendo la sfera di cristallo formo le mie opinioni, come tutti, dalle notizie che riesco a scovare in rete, cercando di confrontarle fra le varie fonti.
      In questi ultimi giorni è stato un susseguirsi vertiginoso di "esperti" sul debito greco da far pensare che voci come quelle di Stiglitz, Krugman e altre, siano inutili e che basterebbero un terzo di espertoni da rete per tirarci fuori tutti dai guai in cui siamo.
      Non bastasse, mi chiedo perché mai vengano sistematicamente dimenticate, in questo proliferare di opinionisti ed economisti espertissimi sul taglio in quattro dei capelli greci, le parole chiarissime dette da Monti nella famosa intervista a La7, lì dove afferma che "la Grecia è l'esempio del successo" della strategia della troika.
      Qui l'intervista, giusto per stare alle dichiarazioni ufficiali di chi le cose le sa davvero in quanto è una delle fonti senza bisogno di cercare capelli da sminuzzare oggi per dare addosso ai due greci che, unici dal 1994 ad oggi, hanno osato dire No. Fanno parte del gioco? Non importa: comunque stiano le cose quel No è comunque ciò che molti europei pensano da parecchio tempo, e tanto mi basta...

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  6. Ross carissima, ti avevo scritto un commento bello lungo di risposta, ma quando ho pigiato il tasto "pubblica" è stato inghiotttio nel nulla e io non ho avuto l'accortezza di copiaincollarlo prima. Mi spiace, ora non ho proprio il tempo di riscriverlo. Spero di riuscire a farlo entro domani.
    Grazie comunque per la tua lunga e articolata risposta.
    Abbraccione, marilù.

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  7. Cara Ross, oso ripresentarmi in questo tuo settore dei commenti senza ancora aver adto un'occhiata all'intervista concessa dal professor Morti...ehm pardon, Monti, alla Lilli nazionale.
    Anche adesso, come ieri, sono di corsa, ragion per cui evito di star qui a lambiccare argomentazioni e confutazioni che alle mie anzianotte meningi costerebbero una quantità di tempo superiore a quella di cui ora dispongo.
    Preferisco, perciò, copincollarti un altro commento dell'intrigante Casiraghi, questa volta da lui scritto ai piedi di un altro post de "ilsimplicissimus", ossia quello intitolato "Grecia, il contrattacco della democrazia".

    Ecco il commento di Mr. Casiraghi Roberto

    • Roberto Casiraghi
    28 giugno 2015 at 15:02
    Faccio notare che il referendum verte sull’approvazione o rigetto di due documenti scritti in inglese legalese e non disponibili online con testo greco che sono i seguenti:
    – «Preliminary Debt sustainability analysis» (προκαταρκτική ανάλυση βιωσιμότητας χρέους)
    – «Reforms for the completion of the Current Program and Beyond» (Μεταρρυθμίσεις για την ολοκλήρωση του τρέχοντος προγράμματος και πέραν αυτού)
    I due documenti in PDF sono scaricabili tramite la seguente pagina di Wikipedia:
    https://en.wikipedia.org/wiki/Greek_economy_referendum,_2015.
    Peccato però che i due documenti siano il primo risalente al 15 febbraio del 2012 e uno si chiede che cavolo c’entri con la situazione attuale mentre il secondo non è, come ci si aspettava, la proposta della Troika (che non esiste!) ma la proposta di Tsipras alla Troika risalente a qualche settimana fa!
    In altre parole, Tsipras nel suo discorso pieno di pathos fa credere che il referendum abbia a che fare con inaccettabili proposte della Troika da bocciare pena la perdita della dignità del popolo greco mentre invece verte sulle sue stesse proposte alla Troika. Ossia Tsipras chiama a convegno il popolo per sconfessare Tsipras. Che teatro!
    Naturalmente nessuno se ne accorge, nessuno va a vedersi i documenti, nessuno parla e la mafiosità dei media greci e internazionali regna sovrana. Ancora una volta si sta realizzando uno storico evento di infotainment mediatico con tutti pronti a farsi abbindolare. E con i cittadini greci inconsapevolmente destinati a ratificare “democraticamente” le subdole volontà dei loro governanti.


    Di mio aggiungo solo: quanti Greci hanno familiarità con la lingua inglese o anche semplicemente con i caratteri grafici latini tale da poter leggere senza problemi quei due papirozzi di analisi economica on-line?
    Di più: quanti greci, inclusi quelli sparpagliati nella miriade di isole e isolette disseminate nell'Egeo, hanno (ancora) computers e smart-phones muniti di accesso rapido e a costi abbordabili per le loro tasche, alla rete telematica mondiale?

    Prima o poi dovrò leggermeli, questi due documenti sui cui titoli -- solo i titoli!! -- riportati sulle schede elettorali hanno espresso ieri il loro voto i nostri concittadini europei di lingua greca.

    Ciao cara Ross, buona giornata e migliore settimana.
    Sempre con affetto, marilù.

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    1. Ciao Marilù...
      Che importanza ha se i greci hanno votato su documenti citati nella scheda che, a detta del superbo commentatore che citi, hanno poca "familiarità con la lingua inglese o anche semplicemente con i caratteri grafici latini per leggere senza problemi due papirozzi di analisi economica on-line?"
      A parte la supponenza della premessa, che cioè i greci siano mediamente più ignoranti di lui (ricordo, en passant, che la percentuale di giovani e giovanissimi che hanno votato No è di parecchio superiore a quella degli ultra-cinquantenni, molto bassa, che potrebbe per "ignoranza" dell'inglese o dei caratteri latini aver dato un voto poco "informato"): un NO è un NO, un Oxi è un Oxi per ogni greco.
      E quando chiedi a qualcuno come voterebbe su un qualunque argomento a lui ostile, cosa voterebbe, magari sbagliando il quesito, la risposta più istintiva (quindi non informata) è sempre un NO.
      Per il resto, trovo suggestivo che il citato commentatore non abbia fatta una semplice riflessione, sui 2 documenti che cita: 1. le richieste della troika sono rimaste uguali per la Grecia a ogni trattativa come lo sono per ogni altro paese dell'Unione Europea. 2. sono uguali perché uguale forse è il mantra dei "compiti per casa" che la troika infligge ai greci a ogni "trattativa" sul debito: riduzione degli stipendi dei dipendenti pubblici, riduzione delle spese sanitarie e privatizzazione della sanità, riduzione delle pensioni, riduzione della spesa pubblica per welfare, ecc.
      Qual è il suo problema se nella scheda viene citato il documento sbagliato (ammettendo che fosse)?
      Sempre un No rimarrebbe.
      Cosa significa questa astrusa ricerca del quesito errato? E' più decisiva la correttezza formale del quesito della sostanza cui si chiede risposta?
      Forse ha ragione e forse no, ma dubito avrebbe fatto una qualche differenza dal punto di vista del Sì/No alle richieste di firmare o meno il governo Tsipras gli ultimi documenti proposti dalla troika.
      Magari hanno sbagliato a citare i documenti per la fretta. Può essere...
      O forse chi doveva stamparli ha messo volutamente nei quesiti riferimenti errati così da tentare un successivo invalidamento del referendum.
      Resta che la sostanza dei quesiti non cambia e che, a naso, tendo a fidarmi di più di chi per mestiere è ogni giorno a studiare cavilli che di un "esperto" che si diletta di diritto sui blog.
      Ha ragione?
      Bene, ponga il problema in sede europea e chieda l'annullamento del referendum.
      Pensi cambierebbe qualcosa?
      Io credo che se avesse avuto voglia di cercare davvero avrebbe scoperto che il documento su cui si votava Sì o No è stato pubblicato dall'Eurogruppo sul sito ufficiale dell'UE.
      Se qualcuno ha qualcosa da obiettare la obietti in quella sede.
      Diversamente, sto ai fatti: il No è chiaro e forte.
      So per certo che l'inglese medio dei greci è di molto superipore a quello degli italiani.
      Do per certo che, in ogni caso i greci che non sanno leggere grafici latini siano una esigua minoranza che forse nemmeno ha votato ma che, l'avesse fatto, avrebbe avuto sicuramente un figlio o un nipote con inglese fluente e conoscenza dei caratteri grafici latini in grado di tradurli per lui.
      Non ho in simpatia chiunque parta sempre dal presupposto che il "popolo" è sempre bue, cioè ignorante.
      Soprattutto quando stiamo parlando della Grecia, ma anche quando parliamo di tutti i popoli che abitano l'area mediterranea, da dove nasce la scrittura, da dove tutti attingiamo quel po' di cultura che abbiamo, dai quali popoli ancora abbiamo molto da imparare...

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  8. Guarda Ross, che la "supponenza" cui alludi non andrebbe attribuita al sig. Casiraghi, quanto piuttosto a me, perché quelle osservazioni sulla diffusione della conoscenza della lingua inglese e la dimestichezza con i caratteri grafici latini, insieme alle considerazioni sull'accesso libero a internet per tutti i Greci, su tutto il territorio nazionale,erano mie, non del suddetto commentatore. Infatti le avevo introdotte dopo la premessa: "Di mio aggiungo solo..ecc ecc..".

    Ma questo è un malinteso minimo e, tutto sommato, marginale. Vorrei a questo punto mettere bene in chiaro che non avevo nessuna intenzione di insultare il popolo greco: il non conoscere l'inglese o faticare a distinguere caratteri grafici molto diversi da quelli che si è imparati fin dalle elementari, non voleva essere in alcun modo un'offesa, quanto piuttosto la constatazione di un fatto verosimile e non imputabile di alcuna colpevolezza particolare. Se qualcuno mi dicesse che sugli sci, d'acqua o per la neve, sono un'imbranata colossale, non mi insulterebbe affatto: direbbe semplicemente la verità e, nel caso mi ostinassi a calzarli per praticare lo sport che li prevede come attrezzatura indispensabile, insistendo nello sconsigliarmeli forse mi salverebbe la vita.

    In ogni caso, l'insulto, quello della malafede, era casomai rivolto ai due novelli Armodio e Aristogitone che impugnano la spada della libertà contro la tirannia UE.
    Ma spero davvero di aver esagerato in diffidenza nei loro confronti, anche se le sorprendenti dimissioni di Varoufakis, tanto più incomprensibili dopo questa prova di determinazione anti-Troika da parte dei greci, in ossequio proprio ai diktat di quella stessa troika, non mi aiutano a dissipare dubbi e perplessità al riguardo.

    Ciao Ross, di nuovo buona giornata e buona settimana.
    marilù.

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    1. Ops!
      Mi spiace, epperò, inglese e caratteri latini non sono assimilabili agli sci: i primi si imparano a scuola, i secondi è (anche) una questione di inclinazioni o opportunità individuali. E le scuole greche, così come quelle dell'area mediterranea (Turchia, Iran, Libia, Irak, Tunisia, ecc.), sono mediamente migliori, quanto all'insegnamento delle lingue straniere, di quelle italiane. Non si capisce quindi perché ci sia più automatico pensarle come appartenenti a paesi sottosviluppati o autoreferenziali, concentrati cioè solo sulla propria singolare esistenza quando mediamente abbiamo più limiti di orizzonte noi, di loro.
      Forse, come dicevo, è questo che fa scattare in me la stizza di una difesa automatica: ogni qualvolta ho incontrato qualcuno proveniente da quelle aree, (lì o qui), ho dovuto levarmi l'invisibile cappello e inchinarmi a un inglese perfetto e a una doppia o tripla conoscenza comprendente la loro scrittura, la mia e spesso una terza o quarta. Forse per questo i media riescono così bene a convincerci di aver a che fare con popoli "barbari"? O "pigri" o "indolenti" per "natura"?
      Ma tornando ai greci in questione, cioè ai due di cui parzialmente diffidi, ti dirò che ho invece applaudito alle dimissioni del centauro: prova, a mio avviso, se mai, di una forza di carattere e di una coerenza invidiabile fra ciò che dice e ciò che effettivamente fa.
      Se ricordi, che non fossero graditi i suoi "modi" all'Eurogruppo, era già emerso lo scorso fine maggio, quando i quotidiani pubblicarono tutti la notizia di un suo irritato abbandono delle trattative per "divergenze".
      E il fatto che subito dopo lui le abbia allora smentite come "non imminenti", proseguendo i negoziati con 18 partners europei cui stava decisamente sul gozzo, depone a suo favore: indica che ciò che si intende per "modi", in questo mondo infido", ha più a che vedere con la stessa arroganza di cui l'accusano indicando come inappropriati abiti e moto quando ad essere inmdegesta è la polpetta che già allora (come già aveva preannunciato a febbraio) aveva presentato sul tavolo.
      Ha resistito, ha morso il freno e proseguito nella sua strategia di smascherare i giochi dei servi della finanza fino all'annuncio del referendum in tempi così brevi da non consnetire nemmeno una campagna di delegittimazione, che pure c'é stata.
      Ha lasciato perché non gradito e perché non era gradito già lo scorso 31 maggio. Doveva imporre la sua presenza? Questa sì sarebbe stata arroganza e scarso senso dello stato.
      Ma forse a questo ci hanno abituato: a ministri delle finanze boriosi e servi che cedono a tutto pur di essere a quell'altezza di abilità nelle trattative cui non arriverebbero nemmeno con tacco 25.
      Oppure, per arrivarci, a quell'altezza, scegliamo quei figuri che dall'alto si sa già essere graditi perché provenienti dalla stessa banda bassotti.
      Scusa: Bassotti con la B maiuscola...
      Dirò di più: sono convinta (ed è una mia ipotesi che fin qui ho tenuto per me), cioè che fin da quel 31 maggio in cui circolarono voci di dimissioni del centauro greco, i due abbiano studiato con cura tutte le alternative possibili per arrivare all'obiettivo più importante: far uscire la testa dei greci dal cappio che li sta strangolando e uccidendo.
      Cosa che dubto abbia o abbiano mai avuto i servi molto a modo nei consessi che contano di cui disponiamo o abbiamo mai disposto noi, che alla Grecia non abbiamo niente da insegnare né dalla quale abbiamo (per gravità della tragedia), tutto da imparare.

      Buona giornata e buona settimana anche a te...

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  9. Devo dire che questa straordinaria predisposizione "multipla" all'apprendimento delle lingue straniere l'ho riscontrata spesso nei nostri concittadini europei di lingua slava, con i Greci ho avuto negli anni molte meno possibilità di incontri e riscontri, per cui mi fido delle tue osservazioni.

    Poi, anche la loro conoscenza dell'inglese fosse ben assicurata dai programmi di studio scolastici -- cosa di cui non mi sono mai sognata di dubitare, tacciando a priori quel popolo di una "barbarie" e "indolenza" che mai mi era passato per l'anticamera del cervello di attribuire loro -- può accadere che, con la mancanza d'esercizio e di occasioni di fare pratica, la scioltezza nella lettura e comprensione di una lingua molto distante dalla propria si vadano perdendo nel corso degli anni. Io per esempio riesco abbastanza scorrevolmente a leggere un inglese giornalistico, ma non mi azzarderei mai a leggermi un romanzo scritto nella lingua di Jack London o del mio amato Philip K. Dick senza armarmi di un buon paio di ottimi dizionari e di molte ore di religiosa dedizione a quel testo. Peggio mi sentirei quando l'argomento fosse quello di una disciplina economica di cui conosco pochissimo e da autodidatta, priva, come sono, di una qualsiasi preparazione scolastica di base a riguardo. Ma naturalmente, con lo spirito d'iniziativa e l'impegno, potrei rimediare benissimo -- o almeno in misura accettabile -- a questi inconvenienti, soprattutto per amore del vero bene della mia comunità nazionale. Di certo difficilmente riuscirei a farlo nell'arco di una sola settimana.
    Inoltre, se è vero, come sostiene Casiraghi, che dei 2 documenti sottoposti a giudizio di approvazione o, come è avvenuto, di rigetto da parte del popolo greco esistono on-line solo le versioni in inglese e non quelle in lingua greca orginale, la domanda da porsi è se non siano state indolenti le autorità col non mettere a disposizione dei propri elettori una versione in lingua patria accessibile a tutti tramite internet. Tieni presente che, in altri commenti, Casiraghi sostiene di tenersi costantemente informato con lettura di quotidiani e pubblicazioni in greco moderno e dunque, anche se non l'ha detto esplicitamente, mi viene da pensare che neanche lì ne abbia trovato una versione tradotta in greco. A me questo fatto, visto che i contenuti di quei documenti sono stati l'oggetto della consultazione e conseguente decisione popolare, continua a sembrare assurdo.e, in definitiva, davvero insultante nei confronti dei convocati alle urne. Conviene di più concludere che sia il Casiraghi un gran spacciatore di fandonie che si diverte a trolleggiare così, tanto per il gusto di farlo? Ma perché allora nessuno dei gestori del blog, alcuni davvero di notevole levatura culturale e intellettuale -- almeno a mio modesto e sempre rivedibile giudizio --lo ha confutato, prove alla mano?

    Inoltre, se anche posso condividere, come faccio, le tue considerazioni sullo spirito di squadra e la saggezza mostrati da Varoufakis nel ritirarsi lo scorso maggio dalle trattative con i peggio che ostili rappresentanti dei Paesi-strozzini della UE (tra cui, a quanto pare, anche il nostro -- sigh!), ma che addirittura debba abbandonare la guida del ministero delle Finanze, cioè della gestione di un particolare settore della vita pubblica del SUO paese, della SUA nazione, per compiacere quella stessa banda di arroganti cravattari esteri contro cui è insorta, col voto di domenica scorsa, una vasta maggioranza dei Greci e dunque degli elettori che di quel ministro avevano legittimato, mesi fa, la presenza nella compagine governativa-- ecco, questo mi è proprio incomprensibile. La contraddizione emersa ieri tra sottomsisione all'indebita ingerenza della troika in affari INTERNI alla GREcia e quindi non di sua competenza, da una parte e coraggio di sfidarla con fermezza, dall'altra, mi appare fin troppo stridente, quasi surreale.

    Ciao cara Ross, alla prossima, marilù.

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    1. Facciamo così, giusto per mettere un po' di pepe che qui la caldazza mi stimola a occuparmi di cose improduttive ma stimolanti.
      A questo link, al segretissimo Fatto Quotidiano, copia della scheda presentata ai greci per votare Oxi/Nai sulla proposta presentata il 25 giugno 2015.
      E' in caratteri che un greco dovrebbe comprendere, credo...
      Non ho idea di chi sia il Casiraghi né del perché nessuno l'abbia stoppato. Apprezzo come te il blog su cui commenta e mi vien da pensare che applichi la politica di lasciare che le polemiche sterili si esauriscano per morte naturale.
      Detto questo, su cui converrai nulla di più ci sia da dire, dico invece che ho appena chiuso un'intervista, del 2014, cioè prima di ricoprire il ruolo di Monistro, a Janis Varoufakis di Paul Krugman (ottimo e comprensibilissimo l'inglese di entrambi) in cui chiarisce non solo il suo pensiero, ma anche perché non si augurasse il Grexit per i danni che avrebbe inflitto non solo e non tanto alla Grecia, ma a Francia, Germania, Italia, Spagna, Portogallo. E a sostegno della tesi, porta argomenti interessanti che sospettavo ma non conoscevo nel dettaglio, cioè il fatto che, pur sapendo Fmi, Bce e Eurogruppo che la situzione della Grecia era già fuori controllo nel 2010, hanno continuato a prestargli soldi (alle banche greche, le quali poi li giravano alle banche tedesche e francesi) per potersi liberare di asset spazzatura che inquinavano (e continuano a inquinare) le banche "serie" dei paesi "solvibili".
      Insomma, più ne so e più apprezzo ciò che hanno avuto il coraggio di scoperchiare 'sti due greci (Tsipras e Varoufakis).
      E più ascolto interviste e leggo materiale, più mi convinco che su una cosa ha in ogni caso ragione, quando afferma (a domanda di Krugman su come mai nessun altro ministro dell'Unione abbia mai aperto bocca che per dire sì) che il livello di incompetenza politica ed economica li ha spiazzati tutti fin dallo scoppio della bolle del 2007. Tutti ignoranti di finanza, tutti avevano giocato con strumenti finanziari senza avere idea di ciò che stavano facendo, riempiendo banche e amministrazioni degli stati di spazzatura di cui, poi, non sapevano come liberarsi senza ammettere pubblicamente di essersi lasciati abbindolare come polli pensando di essere dei draghi.
      Mi basta fare un elenco dei politici dei ns ultimi 3/4 governi per sapere che questa è una spiegazione accettabile.
      Poi, presi con il pasticcio più grande di loro, hanno accettato supinamente (e continuano ad accettare supinamente) agende deliranti imposte da burocrati di Bruxelles o di Washington che della realtà dei paesi su cui decidono non sanno nulla per loro stessa ammissione.
      Però hanno un lavoro a tempo indeterminato, molto ben retribuito, e qualcosa devono inventarsi per non venir cacciatio a calci nel sedere.
      E siccome non si possono smentire, vanno avanti sulla stessa strada convinti che se si mente abbastanza credibilmente e da una posizione di forza, nessuno dei polli nostrani colti con le mani nel sacco li smentirà mai.
      Insomma, è una logica di ricatto sul ricatto che prosegue perché nessuno (fin qui) ha sufficiente credibile onestà per alzarsi in piedi e denunciare la truffa ai danni delle popolazioni che governmano.
      Istruttivo, se ti capita trovi molte sue lezioni e interviste su youtiube...
      Caio!

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    2. Bah, mi sembra che il nostro sia diventato un po' un dialogo tra sorde. Quello che mettevo in discussione -- con il mr. Casiraghi -- non era il fatto che la scheda proposta ai votanti greci fosse scritta in greco, ma che consistesse solo nel riportare i titoli dei due documenti economici, il cui testo completo -- facile verificarlo alla voce di Wiki linkata da Mr. C. -- occupa molto più spazio che non quello disponibile sulla scheda elettorale, fotografata e riportata anche nel sito web de il Fatto.


      Comunque grazie della segnalazione dela conversazione tra Krugman e Varoufakis, sicuramente più divertente di quella Monti-Gruber. Anche se di sicuro molto più ostica per la mia comprensione, perché per me seguire l'inglese parlato, senza sotto-titoli, appropriati e non raffazzonati, nella medesima lingua, è diventato sempre più difficile nel tempo.

      Grazie anche della pazienza che hai avuto sin qui nel dialogare con me e coll'oltremodo scomodo "convitato di pietra", che ho avuto la -- a questo punto -- poco brillante idea di trapiantare da un altro blog , per di più a sua insaputa.

      Per la cronaca: fa un caldo spietato anche qui, troika ladra!
      Ciao!
      marilù

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    3. Fammi capire: secondo il commentatore sulla scheda avrebbero dovuto riportare il testo completo dei due diversi documenti economici sui quali si votava per il sì o per il no?
      Hai ragione, forse sono sorda, ma anche stranita forse dal caldo: ma hai presente certi quesiti referendari riportati sulle schede qui in Italia?
      Ho presente l'ultimo, quello sull'acqua e sul nucleare (per la cui raccolta firme ero mobilitata): 4 papiri incomprensibili al punto che sfido chiunque a dirmi cosa ci fosse scritto.
      In più, credo che chi va a votare voti sulla base della credibilità o meno di chi pone il quesito: hai presente i greci sapendo che chi sosteneva il Sì era quel Samaras che le proposte della troika le aveva sottoscritte tutte, con il fantastico risultato che ben conoscono.
      Ultima, e poi la chiudo davvero, ma di che si preoccupa il commentatore se a giudicare ammissibili i quesiti è stata la Corte Costituzionale.
      Saranno mica incompetenti pure loro?
      Ciò che non mi spiego è la tignosità con cui alcuni italiani spaccano il capello in quattro su questioni di diritto in casa altrui quando a tal proposito ci sarebbe da lavorare a tempo pieno e con giornate da 36 h qui, in questo paese dove ancora oggi, nonostante l'evidenza del ricatto su cui si reggono i famosi compiti per casa imposti dalla troika, stiamo ancora a parlarci di riforme e crescita e ciribin e ciriban...il tutto mentre sappiamo bene che ciò che è successo in Grecia è esattamente, uguale uguale, ciò che succede qui, nel paese degli esperti di diritto internazionale e degli economisti da poltrona che disquisiscono su tutto, tranne su ciò che ci sta affondando davvero...
      Comunque, grazie a te per la pazienza, nonostante la sordità e il caldo....
      Un abbraccio e a presto...

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    4. "Fammi capire: secondo il commentatore sulla scheda avrebbero dovuto riportare il testo completo dei due diversi documenti economici sui quali si votava per il sì o per il no?"

      No, magari anche un riassunto di entrambi i documenti stilato dal medesimo premier (autore del secondo testo sottoposto a referendum, ossia quello relativo alle riforme) poteva andare bene, non trattandosi del testo, blindato per ovvie ragioni, di una legge approvata dal Parlamento. Ciò che lascia perplessi è il fatto che il testo del primo dei due studi/proposte su cui i greci erano invitati a votare 3 giorni fa, non si trova in internet, SE NON in lingua inglese. Come aveva già osservato e scritto Mr. Casiraghi, non se ne trova la traduzione in greco sul web; basta inserire nella barra di ricerca di Google il titolo (presente sulla scheda elettorale e da lì copincollato) di quel documento -- προκαταρκτική ανάλυση βιωσιμότητας χρέους -- per rendersi conto che un file in greco di quel testo non è reperibile in rete. Compaiono diversi articoli che probabilmente contengono un riferimento a quel titolo, ma non l'esatto corrispettivo, provvisto di grafico, dell'originale in inglese. Per lo meno, nè io nè Mr. C. siamo stati in grado di scovarlo.

      Diciamo che questa "assenza eccellente" ha, tra gli altri dettagli/avvisaglie, messo sul chi va là il Mister nostrano e, dopo aver letto i suoi commenti sull'altro blog, anche me. Perché va bene fidarsi del proprio leader politico di riferimento, ma l'essenza della vera democrazia è imprenscindibile non tanto dalla conoscenza universale della lingua inglese, quanto piuttosto dalla massima trasparenza e correttezza da parte di chi governa, soprattutto quando per assicurarle a un vastissimo numero di potenziali votanti basta un semplice click.

      Si può sempre obiettare, a me miseranda italiana sottomessa al misteriosissimo Patto del Nazareno: "da che pulpito viene la predica!". Vero, ma la differenza fondamentale sta nel fatto che io nemmeno per sbaglio mi sognerei di acclamare Renzi e Berlusconi come i salvatori della patria e paladini indiscussi dell'autentica democrazia.

      Mi sono dilungata di nuovo troppo troppissimo, scusa.
      Grazie ancora di tutto e di ogni cosa, ricambio il tuo abbraccio e a presto rileggerti.
      marilù

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