domenica 30 agosto 2015

Sarà la polenta?

Oppure l'alto tasso alcoolico?

O magari si tratta di una di quelle sindromi rare per cui, data una zona, è lì più frequente che altrove il tasso di centenari da una parte, quello di alcoolizzati da un'altra e quello dei poveri di senno da un'altra ancora.
Chi lo sa?

Vero è che pensavo che con Gentilini a Treviso fosse finita l'ondata di idiozie da ricovero sparate da un sindaco veneto.

Invece, leggo oggi di questo Mr. Formaggio (e Topo Gigio?), Sindaco di Albettone, paesino perso sulle colline vicentine che pare conti ben 2.500 abitanti (e conoscendo la zona, avrei detto perfino meno) il quale, armato di fucile a pompa legalmente detenuto e platealmente esibito, dichiara di star lavorando a una tassa sui gay, cioè sugli omosessuali.

La motivazione: 
«visto che una coppia gay - ha detto Formaggio - (1.) non avrà mai dei figli, e che (2.) la nazione ha bisogno di nuovi bambini italiani, più coppie gay ci saranno e meno figli si avranno. In pratica (3.) la coppia gay si esaurisce con i due componenti, non ci saranno figli che continueranno a pagare le tasse e a portare avanti lo sviluppo della nazione». «La tassa - ha aggiunto - potrebbe servire per aiutare le famiglie con figli. Io ho tre figli e sono orgoglioso della mia famiglia»
Capisco che con appena 2.500 abitanti far cassa per il Comune è dura, soprattutto in un paesino di collina dove la scomodità scoraggia nuovi abitanti e la crisi non facilita nuovi insediamenti produttivi, ma mettersi a sparare cazzate armato di fucile a pompa per attirare l'attenzione dei media nazionali sulla propria disperazione non mi pare esattamente la miglior pubblicità per invogliare un eventuale turismo collinar/gay friendly che potrebbe risollevargli le finanze comunali.

Poi ci sono quelle motivazioni da cattiva digestione, prova evidente di pessima alimentazione, pochi studi e rare letture di quotidiani, fossero anche locali.

Perché, giusto per stare sul tema, si tratta di sparate ampiamente smentite dall'attuale fittissimo dibattito sulla maternità delle coppie gay.
Vediamo in ordine i 3 punti di forza del nostro primo cittadino armato:

1. la coppia gay non avrà mai figli 

Be', insomma, non è proprio così.
Da mesi non si parla d'altro che del diritto dei gay ad avere figli da maternità surrogata, o non ne ha sentito parlare? Metta giù per un momento il fucile e imbracci per due secondi un quotidiano, prima di far altre figure pellegrine.

2. la nazione ha bisogno di nuovi bambini italiani 

A parte che parlare di "nazione" appollaiati sul Municipio di Albettone fa ridere, che a malapena gli si consentirebbe di citare che so? la provincia, la regione a farla davvero grande. Ma la "nazione"?
Va be', passi. Ma sui "nuovi" bambini italiani mi sa che sta prendendo un granchio grande come l'Albettone: che altro sarebbero infatti i "nuovi" bambini italiani se non, appunto, i figli da maternità surrogata delle coppie gay?

Gli altri bambini, anche restando su coppie rigorosamente italiane come prescritto dal fucile a pompa, sono infatti bambini fatti alla vecchia maniera, quindi non certo definibili come "nuovi bambini" ma, al più, come bambini standard.  Sta inconsciamente incentivando la maternità surrogata senza saperlo?

3. la coppia gay si esaurisce con i due componenti, non ci saranno figli che continueranno a pagare le tasse

Sarà mica che sta chiedendo esplicitamente alle coppie gay che intendono avere figli di trasferirsi tutti ad Albettone?
Magari il suo inconscio spera di aumentare la cittadinanza offrendo loro, in modo indiretto così che non lo si capisca al volo, cittadinanza e residenza protetta albettonese? A volte il diavolo ci mette la coda e si dimentica i coperchi: pronostico un massiccio inurbamento di coppie gay con prole nella verde cittadina collinare a breve brevissimo. 
Claim della campagna: Albettone - Il Paese Italiano Gay Friendly. 
Prevedo perfino la nascita di un bollino a marchio depositato da apporre sul cartello di inizio territorio comunale e su tutte le campagne promozionali del turismo family gay friendly in rete. 
Dato il contesto collinar-agreste, avrebbe a mio avviso un discreto successo.

Poi si sa, il numero è forza decisiva e potrebbe perfino capitare che dalla tassa sulle coppie gay si passi alla tassa sugli ex sindaci con fucile a pompa. Con tanti saluti al sindacone armato.

Tornando alla polenta, alimentazione tipica della povertà veneta fino agli anni '50, si diceva dalle nostre parti (venete) un tempo, che chi mangiava troppa polenta era destinato a diventare un polentone.

Cioè un po' ritardato, un po' lento di comprendonio per via del povero apporto nutritivo dell'esclusiva alimentazione a base di farina di mais.
Non era raro, fino a qualche anno fa, vedere girare per i paesini di montagna i poveri eredi della polenta a pranzo e cena.

Aumentando di botto, con l'aumentare delle fabbrichette venete, la quota proteica, oggi abbondante di carne suina insaccata o ai ferri ma sempre con polenta, potrebbe essersi prodotta quella variazione di cui sopra per cui dal polentone veneto si è passati direttamente al suinone veneto il quale, riconoscendosi evoluto rispetto al polentone che lo ha preceduto, prontamente si candida a sindaco così da poter emettere pubbliche suinate subito riprese dai media nazionali a riprova della moderna suinite endemica regionale.





Data l'odierna performance del nostro, l'ipotesi non ci sembra così azzardata.

Nessun commento:

Posta un commento