giovedì 15 ottobre 2015

Una generazione di inetti

Il tema cui accenna Natalino Balasso in un post riproposto oggi su CDC, è così serio da risultare difficile valutarne appieno la portata.
Arrivavo alle stesse conclusioni di un suo commentatore ( Nieuport il Giovedì, 15 ottobre @ 10:12:45 BST) giusto un paio di settimane fa ragionando su un fatto che osservo quasi quotidianamente.
Oltre la siepe del giardino dove abito, c'é un "campetto" dove alcune mamme portano i bambini a "giocare". 
Fra questi, quest'estate e fino a un paio di giorni fa, un robot umano di circa 3 anni che viene portato lì abbinato a una sorta di motoretta elettrica. Il pargolo zomboide gira ogni giorno in tondo sulla piazzola in cemento in origine destinata al cesto da pallacanestro. 
Se ne sta seduto su questo arnese elettrico fino a che non gli si scarica la batteria. E' il suo bzzz bzzz che attira la mia attenzione e lo cronometro per il fastidio del rumore, altrimenti non ne avrei notizia. Rumore elettrico che mediamente significa circa 40 minuti di un bzzz bzzz bzzz ininterrotto nelle mie orecchie, più o meno. Per il resto è come assente. Viaggia in un’orbita circolare, da solo, mentre la madre seduta sulla panchina chiacchiera con altre mamme soccorrendo il pargolo ogni qualvolta si mette a urlare senza articolare sillaba quando incontra un ostacolo che gli blocca l'arnese elettrico: un rametto d'albero, un sassolino, un muretto. La madre si alza, lo rassicura premurosa e dolce, toglie l'ostacolo che blocca la ruota e torna a sedersi. E lui a starsene solo e in silenzio, a girare in tondo su un attrezzo che fa bzzz bzzz ma non gli fa muovere un solo muscolo donandogli però uno sguardo ipnotico e come perso nel vuoto.
E questo ogni giorno, in due ondate: al mattino verso le 11 e nel pomeriggio intorno alle 16.
Immagino che per la mamma si tratti di un "Lo porto al parco a giocare".
Per il bambino immagino l'incentivo per spostarlo da casa sia "Andiamo a fare i giri in motoretta".
Ma non gioca: sta ne seduto sul suo trabiccolo a girare in tondo e in silenzio, tranne quando urla perché nemmeno di scendere a togliere un ostacolo se ne parla.
Di contro, a fianco a me abitava fino a poco tempo fa un bambino, stessa età, figlio di due extracomunitari (ne parlavo qui). Aveva un’uguale motoretta, non però elettrica, solo di un simile plasticone ma usato (penso si trattasse di un recupero da isola ecologica aliena, non di un oggetto nuovo). L’ultima estate in cui abitava qui "usava" il trabiccolo di plastica come arma contundente da scagliare contro porte, muri, arbusti (la mia siepe): lui non pedalava, trascinava a mano l’oggetto con ruote (facendo un fracasso infernale) e se incontrava un ostacolo di qualsiasi tipo glielo sbatteva con impeto contro per toglierselo dai piedi senza fargli tanti salamelecchi.
Attila, Gengis Khan in miniatura, l’avevo pronosticato allora.
Ecco, riflettevo che quando questi due bambini coetanei saranno adulti, il primo magari diventerà bravissimo a usare tecnologie o a ragionare di fino ma il secondo, se se lo trovasse un giorno fra i piedi, ci metterebbe trenta secondi a stenderlo di brutto con la forza fisica e una maggior concreta esperienza nel valutare l'ambiente in cui si trova.
Stiamo allevando una generazione di mollicci fighetti, mi dicevo qualche giorno fa. Magari atletici sportivi da palestra tirati su a garette competitive, che servono a sviluppare l’ego ma non l’astuzia psico-fisica utile alla sopravvivenza, decisamente poco preparati alla vita vera, quella dove puoi anche scegliere di fare di un bambino un mistico pacifista il quale sopravviverà però solo fino al giorno in cui incrocerà il cavernicolo Gengis Khan il quale, se ti trova sulla sua strada e gliela ingombri, ti mena a sangue comunque la pensi sul migliore dei mondi possibili.
Al dunque, con queste novelle madri gentilissime e tenerone, così attente al biologico e all’ambiente da tirare su tanti bravi ragazzini adatti a costruire il futuro mondo migliore che hanno in testa ma non è dato in natura, siamo destinati a scomparire proprio perché non riusciamo a coniugare realtà e filosofia esistenziale.
Non che sia sbagliato educare i figli alla non violenza o preferire immaginarli scienziati dediti al miglioramento della qualità di vita piuttosto che razziatori o validi manovali ma, poiché sulla terra da che mondo è mondo convivono yin e yang, bene e male insieme abbracciati, bisognerà ben tener conto che scegliere la non violenza non fa per questo sparire la violenza dalla faccia della terra.
E con la violenza altrui, prima o poi, dovremmo farci i conti anche se passiamo la giornata a gambe incrociate a invocare nel nostro cuore un OM Shanti Shanti Shanti…

14 commenti:

  1. Bhe non farebbe una piega, non fosse che oggi è proprio il bambino che ragiona di fino a mandare droni finanziati dalle proprie aziende a bombardare la casa del cavernicolo.
    Questo senza nemmeno uscire di casa.

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    1. Essendo il "cavernicolo" figlio in realtà di cervelli fini millenari, sa attendere e patire fino al giorno in cui il giocattolo, cioè il drone, se lo compra su internet e prima ti rende il servizio sulla casa, poi viene direttamente ad assicurarsi che l'inventore del giocattolo sia debitamente privato delle mani (o degli occhi, fa ìstèss) con cui manovrarli di nuovo fino a casa sua.
      Diciamo che è solo una questione (per ora) di tempo, occasioni e disponibilità economica ma, alla lunga, l'utlima parola non sarà del drone ma di chi può contare sulla propria resistenza fisica, psicologica e culturale.
      Noi siamo troppo mollicci su tutti e 3 i fronti, per questo mandiamo i droni per evitare di farci pestare di brutto...

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    2. A essere mollicci non sono o saranno solo i bambini, ma anche tutti gli italiani inferiori ai 65 anni, che sono cresciuti in un periodo economico favorevole. Chi li educa a essere mollicci i bimbi? Evidentemente altri genitori mollicci. La nostra è una cultura basata sull'individualismo, sul consumismo,sul buonismo sfrenato, sull'amoralità e menefreghismo. Lo straniero cattivo che distrugge tutto davanti a se non lo fanno mica entrare i bambini mollicci Il suo post vede il dito ma non la luna. La luna è che siamo tutti coglioni ma non lo vogliamo ammettere, perchè nulla vieta di educare i nostri figli come facevano i nostri nonni.

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    3. No no, la vedo eccome la luna. E infatti sono totalmente d'accordo con lei. Diciao che a volte si circoscrive un tema perché si finirebbe per scriverci un romanzo, specie quando si tratta di temi così cruciali come il cosa siamo diventati e perché.
      Pensi che, a proposito di riflessioni recenti fra me e me, qualche giorno fa mi dicevo che pure per gli attuali quarantenni al potere abbiamo delle responsabilità: sono infatti figli proprio di quei 65enni cui accenna, che pur essendo la prima generazione cresciuta fin qui in un mondo di pace non ha pensato (con le ovvie eccezioni, che ci sono sempre) che a se stessa. Cosa giustissima, tranne che non basta tirar su figli e farli laureare per fare un mondo miglioe del precedente.
      Abbiamo una classe politica di semi-analfabeti, con laurea, insofferenti al pensiero complesso e capci di inventarsi che la Costituzione è così bella che va cambiata a tempo di tweet e in 140 caratteri.
      E' una catena dell'inettitudine, a ben vedere, che parte da lontano e non salva nessuno, nemmeno i novantenni che pensavamo saggi e invece sono ambigui traditori...

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    4. si scusami non volevo offenderti, forse effettivamente anche i novantenni sono traditori anche se hanno l'attenuante di aver vissuto la giovinezza in mezzo alla guerra e aver sofferto la fame.

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    5. Nessuna offesa, ma i novantenni cui mi riferivo non hanno nemmeno l'attenuante della fame e della guerra, visto che l'hanno scampata da imboscati in attesa di voltar gabbana in base al vento che tirava appena la guerra è finita.
      Insomma, gli uomini inetti di domani mica sono orfani, hanno un paio di generazioni di padri alle spalle che hanno tracciato loro un destino da inevitabili mollicci...

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    6. Scusate non capisco, c'è una disoccupazione giovanile altissima, una frustrazione generale mai vista prima dove i giovani continuano a prendere pesci in faccia. Non mi sembrano così viziati. Quelli "mollicci" fanno armi e bagagli e vanno a pagare la pensione di altri vecchini di stati diversi. Poi la violenza è un valore? Parole come onore, rispetto, dedizione, fatica e determinazione non sono andate perdute, si manifestano solo in modo diverso.
      Comunque pure Dostoyevsky nel "L'idiota" faceva dire ad un personaggio che i giovani di quel tempo erano perduti ed inetti, penso che sia normale pensarla così quando non si fa più parte della gioventù.

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    7. 1. "...c'è una disoccupazione giovanile altissima...Quelli "mollicci" fanno armi e bagagli e vanno a pagare la pensione di altri vecchini di stati diversi.."
      No, per favore: non ne usciamo più se davvero crediamo a queste sconcezze. Nessuno paga la pensione a nessun altro, tranne a quelli che se ne destinano una lucrosissima senza aver fatto altro che vendersi l'anima prestandosi a posti di comando da dove pontificano cosa dobbiamo pensare mentre ci cavano a tutti il pane di bocca per stivarlo nelle loro dispense. La pensione oggi la fottono ai vecchini in ogni parte del mondo occidentale, perfino nella democraticissima Ammmerica, quella dove i vecchini andavano fino a ieri a morire benestanti in Florida, la stanno decurtando e quindi rubando. Smettiamola di replicare ciò che ci suggerisce il pappagallo: chi oggi ha già una pensione se la vedrà decurtata fino all'indigenza; chi non ce l'ha difficilmente ne vedrà una in grado di mantenerlo a una vita decente. I giovani non la vedranno mai. E la canzone che il problema sono le pensioni che oggi pagabno ai vecchi serve solo ad abituarli all'idea che se dovranno lavorare fino a 90 anni è solo perché i loro nonni sono stati ingordi mentre la realtà è che i contributi che i loro nonni e loro stessi hanno versato e verseranno, se li mangeranno i fra loro amministratori pubblici e politici che magnano magnano magnano e però van sempre a pescare nel piatto di chi ha appena due tenticchie fredde.
      Basta.
      2. "...Poi la violenza è un valore? Parole come onore, rispetto, dedizione, fatica e determinazione non sono andate perdute, si manifestano solo in modo diverso."
      No, la violenza non è un valore, e tuttavia esiste. Ciò che intendo dire nel post è che forse è appena il caso di ricordare a noi stessi che non ci salveremo dalla brutalità della violenza per il fatto di non ritenerla un valore: solo se siamo consapevoli che esiste possiamo essere dei veri non violenti. I quali, secondo il maestro della non-violenza, devono sempre tener allenato il corpo e la mente tutti i giorni, aver cura di sé perché quando si è in lotta, fosse anche solo per essere veloci nel sottrarsi ai manganelli o proteggerci meglio dai colpi di questi, dobbiamo avere muscoli e mente preparati. La resistenza passiva non è stare a prendersele senza un lamento, ma essere pronti al colpo e poter contare sulla forza mentale che ci impedirà di arrenderci subito per il timore di non farcela.
      Quanto al prendere armi e bagagli, per favore, non è un discorso che tiene. I bagagli si son sempre fatti, ogni generazione ha visto qualcuno partire per altri lidi in cerca di altre speranze. E questo in ogni parte del mondo verso ogni altra parte del mondo. Solo oggi però si sentono e si leggono le storie degli espatriati eroi per forza con in più la lagna che pagano la pensione ai vecchietti estranei. Ma dai...sù...Se non si è contenti di partire non bisogna farlo. Punto. E se lo si fa, lo si faccia con il cuore gioioso e la mente aperta al mondo, non con lo sguardo all'indietro. Sai quante migliaia di italiani sono andati a lavorare in giro per il mondo? tantissimi. E molti di loro son morti senza veder mai una pensione. Si chiamava povertà, allora come oggi.
      3. i vecchi che danno sempre degli inetti ai giovani è in parte vero ma oggi purtroppo è pure in parte motivato e proprio per la ragione dell'alta disoccupazione giovanile: allora i vecchi vedevano inettitudine nel progresso che migliorava le condizioni di vita delle nuove generazioni. Oggi i vecchi vedono le nuove generazioni regredire su quei diritti che pensano acquisiti (sanità, scuola, pensioni, ecc) e temono che l'eccessiva morbidezza di arattere dei giovani, dovuta certo a migliori condizioni di vita, potrebbe rivelarsi un boomerang, visti i tempi che corrono e stanno facendo regredire l'occidente verso un nuovo imbarbarimento sociale.
      E' tempo di ripassare i fondamentali della lotta non violenta e della resistenza passiva. Che sono atti politici forti, non roba da mollicci.

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  3. @anonimo Qui stiamo parlando di mollezza sociale non solo del popolo italiano ma anche della civiltà occidentale. Si parla di giovani solo perchè i cosidetti vecchi vogliono scaricarsi la coscienza dando la colpa ai giovani. Ma i giovani sono cresciuti dai vecchi. Se i giovani sono molli è solo perchè sono cresciuti da vecchi molli. La civiltà occidentale farà la fine di quella dell'impero romano, giustamente.

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    1. "...Se i giovani sono molli è solo perchè sono cresciuti da vecchi molli."
      Appunto: non fa una piega.
      Però non si può fare nemmeno un tutt'uno né della vecchiaia né della giovinezza.
      Perché poi, per fortuna, esistono giovani che pur magari cresciuti mollicci sanno andarsene con i pugni in tasca per il mondo decisi a prendersi la parte che a loro spetta di avventura, di creatività, di inventiva e anche, perché nulla arriva mai per opera dello spirito santo a chi si mette di traverso al mondo, senza paura delle possibili sconfitte, del possibile dolore, dei possibili fallimenti.
      E ci sono vecchietti che mai hanno smesso di lottare e che nell'educare i figli non hanno mai dimenticato i fondamentali: ti voglio bene ma fuori dalla porta ci devi andare da solo, ché il mondo bisogna conquistarselo soprattutto quando il potere fa di tutto per privarti del tuo diritto a farne parte a pieno titolo e alle tue condizioni.
      Insomma, se molte sono le colpe della generazione ex sessantottina, quella che ha tirato su figli mollicci la vediamo tutta schierata al potere o nelle fabbrichette. Gente brava eh? Ma rari sono i figli di quella generazione che possono brillare di luce propria. Rarissimi. In tutte le classi sociali.

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  4. ovviamente non si fa di tutta l'erba un fascio però se lo stato dell'italia è questo, ciò è dovuto proprio dalle vecchie generazioni, che spesso hanno gozzovigliato per i loro egoismi lasciando le nuove generazioni con i cerini in mano. Il debito o le gozzoviglie qualcuno le deve pagare, non esistono pasti gratis. Ecco diciamolo gli errori dei padri ricadono sui figli

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    1. Concordo, ma a patto che anche qui puntualizziamo: quando parliamo di debiti e gozzoviglie, ricordiamoci che questi sono attribuibile solo ai vari governi e amministratori pubblici, insieme a grandi aziende, non agli "italiani" intesi come famiglie o persone.
      I singoli hanno responsabilità sul piano educativo e sul piano culturale/sociale (si sono limitati a seminare e coltivare il proprio orticello privato dimenticandosi quelle lotte civili che dovevano vigilare sulla cosa pubblica), ma non sono certop attribuibili ai singoli le abbuffate del potere che hanno devastato le casse dello stato.
      Capisci dov'é l'inganno?
      Quando il politico indica i privilegi di cui gli italiani hanno goduto, sposta la nostra attenzione su quelli che, mentre fallivano le aziende (costruite dai padri) o si svendevano le aziende di stato (a multinazionali straniere), mentre si attingeva alle casse dell'Inps per sanare i buchi della BNL o si decideva di finanziare con la stessa cassa i licenziati Fiat o si finanziava la Fiat stessa perché minacciava licenziamenti, che ha poi fatto comunque dopo aver incassato i soldi dello stato, la gente comune, le persone, continuavano a pagare tasse, contributi e imposte, questi sì poi sono andati a finanziare le gole profonde di amministratori pubblici e politici.
      Insomma, quando additiamo le generazioni precedenti di aver gozzovigliato dovremmo ricordare che la generazione precedente ha avuto la forttuna di crescere in quel dopo guerra in cui l'Italia bisognava ricostruirla e tutti avevano qualcosa da fare o inventare per guadagnarsi il pane e magari anche la villetta. Ma tutti, chi più chi meno, pagavano tasse e balzelli allo stato. Non è stato regalato nulla ai cittadini che non fossero quei diritti alla pensione dopo anni di versamento contributi o quello alla slaute per cui venivano fatte trattenute apposite in busta paga.
      Ma nessuno ha gozzovigliato sulle spalle dello stato, mentre è certo e documentato da scandali su scandali che lo stato ha mancato completamente nella gestione del denaro pubblico di cui si è servito per finanziare le opere più strampalate che garantivano grandi aziende spesso con sede all'estero così che non venivano a essere nemmeno tassate. E' lì che si sono creati i grandi evasori, mica con quelli che evadevano il caffè del baretto sotto casa.
      Non dobbiamo mai dimenticare la storia di questo paese, se vogliamo davvero capire dove siamo finiti e perché.
      Ripeto; la generazione dei padri ha avuto una via spianata (magari anche più faticosa) ma ha combattuto e preso legnate per avere quei diritti che oggi sono stati cancellati come lussi.
      Chi ha gozzovigliato sulle spalle del paese, impoverendolo, sono stati Fiat (che ha goduto di incentivi e contributi dello stato per poi farsi paladina del libero mercato quando non ne ha più avuti), le banche (non so se conosci il grande scandalo della BNL, cercalo e scoprirai che fino ad allora le casse dell?Inps erano belle grasse grazie ai tanti contributi di chi lavorava), tutto il grande manifatturiero che barattava posti di lavoro in cambio di benefici fiscali mentre creava conti esteri su èaradisi fiscali per non pagare un cents di tasse).
      Quindi, quando parliamo delle generazioni precedenti che hanno ridotto il paese in miseria lasciando i cocci rotti ai giovani di oggi, attenzione a ricordarsi di chi stiamo parlando, non certo di chi questo paese ha fatto diventare la 5a potenza mondiale (fino a pochissimi anni fa questo eravamo) grazie a inventiva, lavoro, voglia di sperimentare nuove strade di business nel mondo.
      Poi sono arrivati i banchieri e hanno iniziato a spolpare il paese con la finanza assassina dettando compit per casache prevedevano (e prevedono, ché non è finita), lo smantellamento di ogni azienda produttiva e di ogni diritto sociale.
      E lì, qui, noi oggi siamo.

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    2. Insomma, se oggi i giovani sono con niente davanti a sé come prospettiva, non è perché i vecchietti sono stati ingordi. Non certo tuo padre né il mio, che hanno passato la vita a lavorare e se oggi hanno qualcosa se la sono sudata.
      I vecchietti ingordi devi sempre visulaizzarli ai piani alti, quelli che a 90 anni sono ancora seduti in parlamento per intascare retribuzione e privilegi e, dall'alto di questi, dopo una vita da imboscati doppiogiochisti e venduti, vengono a dirvi che se i giovani oggi sono privi di prospettive la colpa è dei loro padri mangioni. Col cavolo! Loro, hanno sempre mangiato a sbafo e continuano a farlo. Non "gli italiani" che incassano 1.200€ di pensione dopo 40 anni di fabbrica.
      E sono sempre quei novantenni (o ottantenni, ma sempre privilegiati e imbaoscati a depredare soldi dalla tetta dello stato), che oggi pretendono che in pensione la gente vada a 67/70 anni: visto che loro si pensano lavoratori fino a 90, pensano che la loro vita equivalga quella di un panettiere che lavora di notte e dorme di giorno o quella di un camionista, che per tirar su oggi di che vivere passa la vita sulla strada rischiando la vita sua e pure quella degli altri, tanto gli tocca macinar chilometri.
      Facciamoli questi distinguo, non continuiamo a ripetere a pappagallo per sintesi ciò che finisce per sembrarci vero ma non lo è affatto.

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