martedì 17 novembre 2015

I'm quite confused

Abdeslam Salah, indicato come uno dei terroristi del massacro di Parigi, pare abitasse a Bruxelles, nel quartiere Molenbeek.
Leggo che il blitz delle teste di cuoio andate lì per "stanarlo", dopo aver bloccato l'intero quartiere e circondato il palazzo al n° 47, dove pare abitasse, si sono calati dal tetto, bardati e armati proprio come nei film sulle prodezze delle forze speciali, ma lui non era in casa.
Una signora del quartiere, un avvocato che Abdeslam qualche volta aveva aiutato a portare la spesa e che lo ricorda come "un ragazzo gentile", pare abbia detto a un giornalista che Abdeslam Salah non abitava più al 47 assaltato dalle forze speciali, e che si era trasferito da mesi in una piazza vicina.
Sul quartiere Molenbeek si legge (su Lettera 43):
Una sola la regola: vivi e lascia vivere. La porosità totale di Moleenbek ne fa quindi il nascondiglio ideale per chi arriva da fuori e vuole passare sotto traccia, oltre a una precedente amministrazione comunale, guidata per 20 anni dal socialista Philippe Moureaux, che è stata profondamente lassista nei confronti della comunità islamica per averne i voti. E così sono arrivati i predicatori estremisti e la radicalizzazione: dalla moglie di uno dei killer del comandante Massoud sino a Sharia4belgium (un’organizzazione terroristica accusata tra le altre cose di reclutare combattenti per combattere il jihad, ndr), e ora i jihadisti dell'Isis. Lunga la lista: Mehdi Nemmouche, il franco-algerino autore della strage al Museo ebraico di Bruxelles; Abdelhamid Abaaoud, il cervello della cellula di Verviers ancora latitante; Amedy Coulibaly, che ci ha comprato le armi per il massacro all'Hypercacher; Ayoub El Khazzani, l'autore della mancata strage sul treno Thalys Amsterdam-Parigi. Ultimi, i kamikaze del Bataclan.
Sempre Lettera 43 riporta che Molenbeek è:
Un distretto di nemmeno 6 chilometri quadrati, con una delle densità di popolazione più alte, dove l'età media è 34 anni e la disoccupazione giovanile sopra il 40%. E dove ci sono 24 moschee, di cui solo quattro riconosciute.
Mi chiedo: ma se Molenbeek è quartiere ideale per il reclutamento jihadista, perché diavolo i francesi vanno per vendetta a bombardare la Siria?
Che c'azzecca (Di Pietro ci sta tutto) la Siria con i terroristi cresciuti nel Molenbeek che hanno fatto il massacro a Parigi, se quelli stanno tutti fra Francia e Belgio?

Ultima: continuo a sentire alla radio che ancora non si ha certezza sull'esatto numero dei terroristi implicati nell'eccidio di Parigi ma anche che danno la caccia all'ottavo uomo.
Quindi sanno con certezza chi è l'ottavo uomo pur senza sapere esattamente in quanti erano.
Poi, giusto per giocare d'anticipo sul prossimo attentato, ci comunicano di aver eseguito arresti e fermi di sospetti terroristi, di aver trovato un'auto con un kalashnikov rivelatosi poi un'arma giocattolo, di essere pronti a sospendere Schengen e rimettere in uso le vecchie frontiere europee per serrati controlli anti-terrorismo.

Si decidano, lor signori: se i terroristi sono in Siria, non si vede perché sospendere Schengen.
Se invece stanno tutti a Bruxelles (o in Francia), sospendere Schengen non ha senso.
Basterebbe infatti militarizzare il Molenbeek e magari qualche banlieues parigina, per sconfiggere definitivamente l'Isis e il terrorismo visto che, a quanto pare e a quanto confusamente ci raccontano, vengono tutti da lì e sempre lì tornano: nel bel mezzo dell'Unione Europea dove hanno sede le più importanti istituzioni europee.
Com'è che non temono attentati in casa, vista la vicinanza quasi condominiale con i covi dell'Isis?
La Francia dichiara guerra e va a bombardare la Siria.
Quindi è in guerra con la Siria.
L'Italia...l'Italia...l'Italia...
I'm quite confused...

P.S. 18.11.15 h. 13.41
Questa è in tema Molenbeek, e mi pare interessante.
Da Il Foglio:
"L’Italia aveva arrestato e poi rilasciato l’imam fondamentalista di Molenbeek
Parigi, 18 nov 09:34 - (Agenzia Nova) - L’Italia ha perso l'occasione di impedire almeno temporaneamente di nuocere all’imam fondamentalista franco-siriano di Molenbeek (Belgio), Bassam Ayachi, sospettato di aver indottrinato alcuni degli autori e dei complici degli attentati del 13 novembre a Parigi? E' quel che rivela la stampa italiana, secondo cui il 62enne che ha la doppia cittadinanza francese e siriana fu arrestato l'11 novembre 2008 a Bari a bordo di un camper sul quale i Carabinieri rinvennero materiale propagandistico di Al Qaeda: accusato di aver creato una rete di immigrazione clandestina, fu arrestato e condannato; ma poi fu rilasciato dalla corte d'appello.
Leggi l’articolo del Monde..."

8 commenti:

  1. Bisognerebbe capire chi sono i veri mandanti di questi attentati....

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    1. Vero, ma un paio di cose possono facilmente essere chiarite:
      1. Se si tratta dell'Isis, questi sono finanziati da 40 paesi (come diceva ieri Putin al G20, senza che nessuno abbia osato smentirlo), di cui molti paesi europei
      2. Se si tratta di terrorismo islamico europeo non legato all'Isis, dove questo nasca, cresca e si trovi, si sa: basterebbe mandarci qualcuno davvero interessato a stroncarlo.
      Il punto è che tutto questo "terrorismo" a me ricorda molto il vecchio "terrorismo" degli anni '70/'80, che poi si scoprì essere infiltrato e finanziato da qualcuno (la Cia, ad esempio) interessato ad usarlo per creare le condizioni utili a impedire l'avanzare di un rinnovamento culturale e sociale in Europa, che infatti non si ebbe mai, tranne qualche semino caduto che ancora oggi fatica a germogliare, tanto è stato brutalizzato...

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  2. Col pretesto della lotta al terrorismo, la nostra libertà viene sempre più ristretta, nel viaggiare, nell'esprimersi contrariamente ai nuovi dogmi del potere liberal-capitalista.
    Ezio Mauro dice che ci colpiscono perché siamo liberi.
    Ma liberi da che cosa?
    La libertà e la democrazia si fanno sempre più autoritarie in nome della libertà.
    E c'è già chi invoca una maggiore stretta alle libertà concrete.
    E molti pensano che la colpa sia dei musulmani.
    A meno che per libertà non s'intende il libertinaggio e il fregare i poveri........

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    1. Quando sento dire che per la "sicurezza" dovremmo rinunciare a un po' di libertà, so per certo che stanno facendo ilfunerale alla verità. Ci propinano a puntate racconti che non hanno alcuna relazione con la realtà davanti ai nostri occhi, e pretendono che crediamo a ciò che ci raccontano pena l'esser considerati contro l'interesse dello stato.
      Ma lo stato non esiste più, abbiamo ceduto la sovranità per "più Europa", no? Ora dobbiamo cedere la libertà per più "sicurezza".
      Da loro, questo è evidente.
      Ciò che ci stanno dicendo è che non abbiamo speranza, che i poveri saranno sempre di più e dovranno pure fingere di essere contenti.
      La solita vecchia storia, oggi su scala planetaria.
      Ma la libertà è in noi, nella nostra comprensione della verità. E prima ce ne rendiamo conto, prima inizieremo a proteggerla per salvarla.

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    2. sono totalmente d'accordo.

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  3. Il fatto che Edward Snowden avesse nel 2009 spifferato come i servizi stessero creando un gruppo di terroristi fantoccio in Siria ed Iraq (http://www.infowars.com/nsa-doc-reveals-isis-leader-al-baghdadi-is-u-s-british-and-israeli-intelligence-asset/)… Il fatto che Hillary Clinton (probabile futuro presidente USA) abbia ammesso che l’ISIS è una creatura dei servizi segreti americani (http://www.theatlantic.com/international/archive/2014/08/hillary-clinton-failure-to-help-syrian-rebels-led-to-the-rise-of-isis/375832/)… Il fatto che il senatore John McCain sia stato fotografato in più di un occasione con il famigerato Al Baghdadi (https://tg24siria.files.wordpress.com/2014/08/liveleak-dot-com-50ec6ffd7b3a-mccainsyria1.jpg)… Il fatto che se non l’occidente non arriva in Siria in fretta i soldi del più grande investimento petrolifero del secolo sfumano (http://www.linkiesta.it/it/article/2012/08/18/altro-che-primavera-araba-la-guerra-in-siria-e-per-il-gas/8852/)…

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    1. Già, i fatti. Quelli che vengono oscurati dalla mente, pur conoscendoli, quando diventiamo prede dell'emozione che siamo sollecitati a produrre in noi con gli "attacchi terroristici" prontamente seguiti dalle bombe...
      Tenere sempre attiva in noi la paura del ba bau, di quando in quando confortata da "fatti terroristici", serve a non far entrare in azioni la nostra capacità di restare concentrati sui fatti.
      Grazie per i link a documenti sempre utili da ripassare...

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