venerdì 27 novembre 2015

La serata del cittadino delatore

Nella serata di ieri una residente del quartiere Roraingrande di Pordenone pare abbia chiamato i carabinieri per segnalare la presenza di Salah Abdeslam in una palazzina accanto, dove pare "risiedono persone sospette".
Partita la caccia all'uomo, i carabinieri hanno isolata la palazzina in tenuta da guerra e sorvolato la zona con gli elicotteri perché hanno ritenuto "credibile" la segnalazione.
Dopo aver evacuato alcuni condomini ed eseguito un controllo approfondito, l'operazione si è conclusa con un nulla di fatto: nessun arresto e tutti a letto.

Non è la prima, la signora pordenonese che ha scatenato ieri l'inutile caccia all'uomo che non c'é, a segnalare il terrorista più ricercato d'Europa nei propri paraggi.
Qualche giorno fa è successo a Civitanova Marche.
Prima ancora il terrorista era stato segnalato all'Auchan di Mestre ma anche a Venezia, dove non è mancato l'allarme per la classica "borsa abbandonata" che, ovviamente, è fin da subito sospettata di contenere una "bomba" (e a nessuno che venga più in mente, come prima ipotesi, che c'é chi le borse se le perde davvero).

A parte il fatto che il procurato allarme andrebbe punito per legge così da disincentivarlo, mi chiedo se la psicosi da war on terror che sta trasformando placidi cittadini in cani da tartufo, non sia anche esito dello starsene da anni a seguire senza successo "Chi l'ha visto?".

Al punto da essere ormai diventati una minaccia vagante che può colpire chiunque, questi psicopatici da teleschermo non si fermano al pensiero di partecipare in prima persona a una vera caccia all'uomo in cambio di un bel quarto d'ora di notorietà in paese.
Già mi ha sempre impressionato il farsi gli affari altrui per diletto dei teledipendenti, ci mancava ora la nuova serie del terrore dal vivo per scatenarli garantendosi in più il brividino da paura finta e aggravando la pre-esistente sindrome impicciona
Avanti così, e trasformare in gratuiti delatori per conto della nuova Stasi nostrana ogni teledipendente sarà un gioco da ragazzi: non si salverà più niente e nessuno.

Poi mi chiedo: ma le forze dell'ordine, che certamente chiederanno almeno di descrivere il supposto Salah Abdeslam al telefono, prima di bardarsi da guerra e scaldare i motori degli elicotteri, che alzarli in volo costa una cifra, su quale foto segnaletica basano il confronto con le descrizioni telefoniche del delatore principiante?
Sulla prima foto pubblicata dai media, quella dove ha la faccia del ragazzino perbene ma con l'occhio da strafatto cronico? 
Su quella che la smentiva due giorni dopo aggiornando il terrorista in un "attualissimo" ritratto in b/n, con tanto di parrucca e occhiali da spia farlocca stile film anni '70?
Oppure sull'ultima pubblicata, quella in cui ci viene indicato invece a colori, mosso e sfocatissimo, dove compare totalmente pelato e con la faccia da babuino?

Perché poi c'è questo che mi perplime della sfrontata certezza di chi perfino chiama i carabinieri segnalando la presenza del terrorista sotto casa: non si ha certezza di dove sia, che faccia abbia, dove sia diretto né, tantomeno, chi sia o se davvero esista un "terrorista" in fuga per l'Europa.
Come diavolo ci si salva da una minaccia fin qui solo raccontata che non bastano a fermare retate, città militarizzate, autostrade chiuse e allarmi che mobilitano presidi armati e sorveglianza perfino sulle playstations?
Poi è ovvio che, se dopo 2 settimane di caccia spietatissima non si trova nessuno, un aspirante delatore finisce per convincersi di avere il temuto terrorista proprio sotto al letto.
O no?

4 commenti:

  1. Hollande ha deciso di sospendere alcune libertà e garanzie costituzionali in nome della lotta al terrorismo.
    In Italia ci si appresta a fare lo stesso?

    Mirkhond

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    1. Sì, direi che lì stiamo arrivando, anche se l'informazione non ha in questo paese la stessa rilevanza sui media(e già questo dovrebbe dirci qualcosa) che ha in quelli francesi , questa pare essere la direzione...

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  2. La cosa più raccapricciante della vicenda è che, pur essendo comprensibile l'isteria dettata dalla paura del momento, manca di fondo l'unica imprescindibile analisi: e cioè che l'ISIS è stato, nei fatti, creato e finanziato dagli stessi a cui stiamo domandando più sicurezza. E, come scrive Mirkhond, c'è il reale pericolo che in Francia come altrove si adottino misure fortemente restrittive della libertà individuale in nome di una sicurezza che, per primo, l'Occidente ha messo in pericolo.
    Non so se pensare questa storia come più grottesca o raccapricciante.

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    1. Per me la seconda, anche se evito di approfondire i miei stessi pensieri nel timore di scoprirmi ostaggio, reale, di un mondo guidato da pazzi cui Freud imporrebbe la camicia di contenimento...

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