martedì 24 novembre 2015

Merde au sucre

Eunews riporta:
"...il premier Charles Michel annuncia che la minaccia resta “seria e imminente” e che il livello di allerta 4, il massimo, resterà in vigore nella capitale fino a lunedì prossimo (livello tre nel resto del Paese). Però le scuole e la metropolitana di Bruxelles potranno riaprire mercoledì, pur se con qualche misura di sicurezza in più....(e che)...la notizia che 17 dei 21 fermati tra ieri e oggi nelle battute antiterrorismo condotte in tutto il Belgio sono stati rilasciati, e che solo uno di loro è stato al momento, inquisito per reati riguardanti il terrorismo, probabilmente con i fatti di Parigi".
E continua:
"Dunque una domanda si impone: cosa è cambiato rispetto a questi giorni? Quasi nessun presunto terrorista è stato trovato, il livello di allarme resta altissimo, al massimo livello possibile, fino a lunedì prossimo. In base al livello di allarme, il quattro, scuole e metro sono state chiuse e lo resteranno anche domani. Ma allora cosa cambia mercoledì? Apparentemente nulla, dunque o l’allerta quattro è eccessivo, oppure il governo ha fatto una scelta che sembra poco responsabile.
Ragionavo in queste ore che, se lo scopo della militarizzazione di Bruxelles è quello di stanare i presunti terroristi o loro fiancheggiatori, e visto il dispiegamento di forze da stato d'assedio, il tutto si sarebbe potuto fare in un paio d'ore.
Stesso obiettivo potrebbe essere raggiunto, nello stesso tempo e volendolo fare, in Francia e in qualunque altro paese europeo in cui si ritengano esservi nuclei o singole persone intenzionate a organizzare altri attentati.
Forse che le forze dell'ordine non sanno dove abitualmente trovano rifugio persone che hanno qualcosa di losco da nascondere?
Forse che i servizi segreti non sanno già chi sono e dove sono le persone sospette che sarebbe il caso di mettere in gabbia prima che gli venga la tentazione di nuocere?
Invece, la Francia fa passare una legge che restringe la libertà e il godimento dei diritti civili ai propri cittadini (quindi punendo i cittadini, più che i presunti terroristi), mentre da subito avvio alla guerra annunciata a poche ore dagli attentati, ché le vendette si consumano calde, nella Francia dei palati fini.
L'Italia sta valutando ovviamente uguali restrizioni, ma senza un attentato in proprio sarà dura farle passare così temporeggia, e nel frattempo ci distrae con la fuffa sulla faccia del terrorista n° 1 che questi si cambia ogni mattina prima di mettersi in movimento, oggi verso la Siria, domani verso la Germania, dopodomani verso chissà dove, raccontandoci dettagliatamente che il monstre dalle mille facce ad agosto era prima a Conegliano, prima ancora a Bari, ma che poi è passato anche per Como, così che il nord Italia sia coperto in egual misura. Come se il sapere dove si trovava lo scorso agosto il terrorista n° 1 fosse utile alla sua eventuale cattura oggi; come se sapere che in agosto era in Italia dovesse farci sentire parte in commedia nel clima da allarme sicurezza e allerta massima dal quale altrimenti ci potremmo sentire esclusi&umiliati nel nostro orgoglio nazionale da prime donne appassite.
Chissà, magari poi verrà fuori che fra gli arrestati (e subito rilasciati) in Italia, qualcuno aveva fatto un'innocente benzina al terrorista in transito presso un distributore di Como. O che magari un Autogrill vicino a Conegliano gli ha servito un toast rinsecchito del quale il terrorista si è malamente lamentato minacciando l'Italia di tric à trac e bombe a mano, così che eccoci servita una più che ottima ragione per entrare anche noi, italiani tutti d'un pezzo petto in fuori e pancia in dentro, nel gioco della paura e della guerra sacrosanta contro il Male per cui la maggior "sicurezza", in cambio va da sé di minore libertà, diventa accettabile e anzi lo scambio è perfino sollecitato dagli stessi cittadini perché, sia chiaro, i rilevamenti statistici dicono che la quasi totalità del "popolo italiano" è ovviamente d'accordo (lo è anche senza chiederglielo, perché va da sè che bastano due tabulati di un'indagine statistica taroccata su un qualunque talk show per avvalorare che tale è senza ombra di dubbio la "volontà degli italiani").

Ma non è una farsa, anche se potrebbe sembrarlo.
Sembra (a me) più la predisposizione dei pezzi sulla scacchiera in vista di una partita che fin qui è rimasta allo stadio delle schermaglie pre-gioco.
L'abbattimento dell'aereo russo ai confini fra Siria e Turchia di oggi potrebbe però segnare la prima mossa d'avvio lanciata da uno fra i molti giocatori che si contendono interessi nell'area mediterraneo-balcanica.
Noi, intesi come poveri pirla usati come megafoni sociali a scopo distrazione totale dagli eventi in corso sulla scacchiera, non siamo che misere vite illuse e impotenti, come lo sono sempre state le popolazioni civili in tutte le guerre bastarde ordite dai potenti da che mondo è mondo.
Però, in questi social dannati che ci impegolano nella rete c'é comunque un aspetto positivo: possiamo dircelo fra noi (finché ce lo consentono, e quindi ancora per poco), che siamo arcistufi di essere usati e beffati da dei cialtroni ai posti di comando.
Anche andassero a zappare i campi, moriremo comunque tutti di fame, perché questo è ciò che sanno fare: nulla.
Bravi a spandere boria e vanità senza esserne richiesti, quando arriva il momento si rivelano per quel che sono: delle nullità capaci solo di spandere merde.
Però lo fanno setacciandoci sopra quintali di zucchero a velo, così che quando arriviamo alla merde sottostante abbiamo ormai imboccato il cucchiaio e ci restano solo due opzioni: ingoiare o sputare.
Siamo proprio a quel punto, credo.
Il gusto è ripugnante, lo zucchero è sparito e ci rimane ormai solo la merde.
Ingoiare o sputare, a nous de choisir...

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