lunedì 30 novembre 2015

L'umana stupidità

Agli inizi del secolo scorso Freud non avrebbe faticato a diagnosticare come patologico chi gli avesse detto di volersi sottoporre volontariamente a un trapianto di utero per realizzare il "sogno" di mettere al mondo dei figli pur se maschio o donna sterile a cui hanno già asportato l'utero.

La follia della scienza (priva di coscienza) che trova sostenitori nell'ex reparto psichiatrico ora liberalizzato, è confermata da: 
1. il fatto che per la sperimentazione si siano già offerte come cavie molte donne non fertili o che hanno già subito l'asportazione dell'utero per precedenti patologie (ma non ne hanno ancora avuto abbastanza di dolore e ormoni a quintali?); 
2. il fatto che la sperimentazione si proponga di offrire anche ai maschi il diritto al "sogno" di una maternità in proprio; 
3. il fatto che a queste cavie volontarie non basti sapere che l'utero del "sogno" sarà necessariamente  da donatrice morta per desistere e fuggire inorridite.

In più, un iter pre e post chirurgico e farmacologico da discesa agl'inferi, con chilate di farmaci di ogni genere (anti-dolore, anti-rigetto, anti-infezioni, anti-infiammazioni, pro-ormoni, ecc.).
Finita la fase sperimentale, immagino l'obiettivo della sperimentazione "scientifica" sia di commercializzare poi la procedura sul mercato dei sogni dell'umano demente standard. 
E che cliente privilegiato, cioè colui che potrà permettersi un simile costosissimo trattamento di macelleria volontaria pur di avere un figlio, sarà un qualche miliardario convinto, come lo sono tutti i suoi pari, che avere tanti soldi equivalga di per sé ad essere al top dell'intelligenza.
Magari sarà lo stesso che, in preparazione del trapianto di utero da cadavere, si nutre con cibo strettamente vegano nonché strettamente biologico: attento alla salute e al benessere del corpo (che si accinge a macellare), non vuole avvelenarsi con pesticidi nella sua insalata e certo mai mangerebbe carni rosse o salumi, che oggi si sa pieni di farmaci e ormoni e quindi cancerogeni.
Ora, come lo definireste uno disposto a farsi squartare, pagando, per farsi cucire dentro un pezzo di cadavere? 
E se lo stesso, pre e post squartamento volontario, assume volontariamente ma obbligatoriamente chili di quei farmaci e ormoni che evita nel salame perché quello, oddio, quello è cancerogeno?
Fosse ancora in vita Freud, ho pochi dubbi che lo qualificherebbe come demente patologico.
Per me, che sono di manica larga e tutto sommato tollerante con la follia, si tratta di individui a tali vette di stupidità che l'umano, nel corso della sua lunga storia, raramente ha raggiunto. 
Però, avendo la "ricerca scientifica" odierna scopi diretti a "rendere possibili i sogni", le aberrazioni naziste allora innominabili diventano oggi promozionabili e vendibili per "migliorare la qualità della vita di chi è più sfortunato".
Poi, si sa: di fronte al futuro bambinello nella culla della sacra famiglia tutti son pronti a mettersi il cuore in mano mandando il cervello in soffitta a far polvere. 
Che si tratti di umanità semi-demente o di mera stupidità umana, non si dice mai, nemmeno a se stessi, fosse mai che ti spiano i pensieri e ti scoprono pensare "politicamente scorretto".
 

7 commenti:

  1. Il problema è che non abbiamo più il senso del limite, su niente.

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    1. Magari si trattasse "solo" di senso del limite. A me pare che il "tutto è possibile", quando riguarda il rapporto fra scienza, medicina e corpo, il limite è il limite oggettivo del proprio corpo e della propria umana natura.
      Corpo il quale, se non è cambiato qualcosa e me lo sono perso, dovrebbe essere un tutt'uno di mente, corpo (senza volermi inoltrare nel terreno ispido dello spirito).
      Ma oggi è solo la mente a regnare e dettare legge: voler far figli a 60 anni o se sei maschio e se non hai l'utero o sei sterile, è "obbligare" il proprio corpo a subire qualunque violenza pur di soddisfare i "sogni" della mente. Che, come si sa, spesso mente.
      Ma non c'é verso di fermarsi ad ascoltarlo e accettarlo, il proprio corpo.
      Bisogna, è imperativo, cambiarlo, farne qualcosa di altro rispetto a ciò che è.
      E questo non è solo mancanza del senso del limite, è follia, violenza contro se stessi nell'illusione di un volere/potere che somiglia sempre più a un nazismo controp se stessi molto più spietato di qualunque Mengele.
      Però siamo "politicamente corretti" e anche democratici, sia chiaro.
      Vegani ma anche contro gli ormoni della carne, che fanno male, ma pro ormoni per maternità impossibili che bisogna rendere possibili a ogni costo.
      Trovo tutto questo feroce, folle...

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  2. Ma, infatti, nel "senso del limite" entra perfettamente tutto il tuo discorso: se io sono maschio, non potrò partorire un bambino, né allattarne uno. Trapiantarmi un utero è una violenza di incommensurabile bruttezza ed è qui che parlo di limite: quello saggio, quello "greco", quello che ti fa serenamente accettare i tuoi limiti ed a non desiderare di prevaricarli. Sarebbe come volersi far trapiantare le fusa per somigliare, chessò, ad un gatto o la proboscide per somigliare ad un elefante. Qua non siamo nemmeno nell'autodeterminazione, bensì nel senso più distruttivo dell'anarchia. Ed è un circolo vizioso dal quale, per sua definizione, non si esce.

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    1. La "saggezza", quella cui ti riferisci e che riconosco come univrsale ("greca" ma anche cinese, indiana, asiatica, ecc), temo sia ormai roba di nicchia (si può dire?)...
      Oggi, pure la saggezza la puoi comprare in formato tascabile, con quelle due / tre citazioni da tenere in tasca per scambiare due fesserie all'ora dell'aperitivo mentre continui a sodomizzzare il tuo smatphone con cavetti di vario uso e natura...
      Giuro che se scopro un varco spazio-temporale che mi consenta di scivolare via da questo mondo di dementi allo sbaraglio, esco...vado...e non torno...

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  3. Siamo arrivati alla realizzazione di Frankenstein......

    Mirkhond

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    1. All' "auto-realizzazione" di Frankenstein. Il che sta a dire che i "sogni" dell'umanità sono quelli che ho sempre considerato incubi.
      Però c'é a chi piace e c'é pure chi convintamente li difende come "diritti".
      Fatemi uscire, indicatemi la strada...

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  4. L'idiozia va come il pane.
    Unico problema, non nutre né il corpo né la mente.
    Ma il punto, molto semplicemente, è che la summenzionata (idiozia) fa fare un bel po' di quattrini a chi ciancia di scienza, di diritti e di libertà senza sapere neanche dove tutto ciò stia di casa.
    Ma fa tanto postmoderno.
    Almeno Frankenstein, alla fine si incacchiava... noi invece sopportiamo tutte 'ste scemenze.
    Salludus
    Riccardo

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