martedì 5 gennaio 2016

Nudi davanti a Dio (ma non in San Pietro)

Un tizio entra in San Pietro e si spoglia nudo.
Uno si sarebbe aspettato lo portassero in un posto caldo, ché a stare nudi in questa stagione è da eroi ma si rischia la polmonite.
Invece no: lo portano subito all'ospedale psichiatrico. Perché?
Forse perché ha trasgredito alle regole sociali che impongono di coprire il corpo del peccato nel luogo considerato la "casa di Dio"?
Se si denudava in Piazza Navona secondo me finiva uguale: uno che si spoglia in pubblico è pazzo di default, giusto?
(A meno che non sia un turista che si spoglia per farsi un bagno nella fontana di Trevi, ché allora è solo il "solito turista scemo").
Eppure, mi chiedo: non si era a suo tempo denudato davanti al Papa anche San Francesco?
Oggi metterebbero in un ospedale psichiatrico pure lui? 
Di nudo, in chiesa, può starci solo il Cristo, coperto appena da uno straccetto drappeggiato sulle vergogne?
Nudi possiamo presentarci davanti a Dio (e dopo morti), ma non davanti ai preti? 
Nel dominio dei preti (San Pietro) vale più il decoro di un abito sopra la carne che il decoro dell'anima che ogni corpo è?
E poi, mica era davvero nudo 'sto tizio: aveva ancora scarpe, calze e pure lo zaino, no? 
Scherzo perché la cosa mi turba...
Mi chiedo se non sia che il corpo nudo è pazzo mentre l'abito che lo ricopre determina il nostro grado di sanità mentale.
In una scala fra il nudo e un completo griffato noi riveliamo al mondo fin da subito tutte le nostre glorie o tutte le nostre miserie.
E se il povero è straccione perché non vale nulla (c'é quella teoria mai tramontata per cui i poveri lo sono per loro difetto), un corpo nudo non può che situarsi al gradino più basso dell'accoglienza umana, essere nudo è appunto essere un pazzo.
Non partire nemmeno dalla scala di Maslow nella classifica dell'umana gara per il successo.
Stare nudi è stare al di sotto del primo gradino sociale considerato, stare sotto lo zero umano degno di considerazione statistica. 
Scrivono si tratti di un barbone.
Forse si è stufato di indossare gli abiti della sua miseria e voleva potersi mostrare a Dio com'é, senza classificazioni sociali determinate dal vestito conforme.
Pazzo.
Come se Dio contasse qualcosa a San Pietro, lì dove valgono le leggi di un conformismo all'ennesima potenza per cui un barbone può al più mettersi in coda nelle retrovie per avere il generoso piatto di minestra ringraziando con tre pater, ave, gloria senza diritto nemmeno al bacio dell'anello papale.
Per quello è richiesto non solo un abito, ma l'abito buono delle grandi occasioni (e tanto più coperto, tanto più adeguato).

1 commento:

  1. Complimenti per il post d'esordio del 2016 che, pur essendo "bisesto", sembra promettere bene per quanto riguarda la produzione!
    Eh già. L'abito non solo fa il monaco, ma pure i mona...
    Auguri!

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