sabato 21 maggio 2016

Genio italico in modalità On

"...Negli ultimi decenni l'Italia ha avuto una gestione "leggermente miope" della globalizzazione e dell'internazionalizzazione. "La classe dirigente per anni ha detto che la globalizzazione era un pericolo e chi andava all'estero ad aprire fabbriche faceva solo il furbo". Invece la globalizzazione "è una grande occasione e l'Italia può esprimere la sua grande forza".  Da Rainews.it
Non so chi gli scriva i testi o se, come si usa, prima di prendere la parola si fosse fatto un aperitivo a stomaco vuoto.
Il fatto è che si ha sempre più l'impressione che le spari a braccio affidandosi a una sorta di malriposta fiducia nella sua idea di italica creatività: spararle in fretta e spararne tante, così da frastornarsi da solo al punto da non riuscire più a sentire se stesso mentre parla.

Bisogna ammettere però che a volte c'imbrocca: come non essere d'accordo con lui là dove dice che l'Italia ha avuto una gestione** "leggermente miope"?
Avrei parlato di cieca furia distruttrice ma è sabato, e bisogna accontentarsi del mezzo servizio.
Dove poi parla invece di "classe dirigente che per anni ha detto...che chi apriva le fabbriche all'estero faceva il furbo", dico che si tratta di autentico genio italico.

Se infatti mi intende con classe dirigente i governi che l'hanno preceduto, che la delocalizzazione delle aziende italiane l'ha sponsorizzata e finanziata, sta velatamente dando dei furbi ad amatissimi personaggi come Monti, Fornero, e chi per loro. 
Cioè tutta gente sua, voluta e imposta dal suo stesso Pd con in testa quei 2 PdR i quali, uno prima l'altro ora, ancora giusto un mese fa esaltavano da una parte la sacra Resistenza nonché la "Costituzione più bella del mondo" che da quella è nata. 
Dall'altra, grazie al triplo salto mortale garantito dalla teresina in modalità On, che con l'età è sempre operativa, incitavano gli italiani a votare Sì allo stravolgimento di quella stessa Costituzione in ossequio a fantomatiche esigenze di crescita e sviluppo.
Cioè in ossequio all'interesse superiore di quelle Corporations che quelle riforme le chiedono ormai da anni perché funzionali all'agognata firma del Ttip, possibile solo se anche l'Italia attua quelle modifiche costituzionali senza le quali le due diverse sovranità, Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza e Superiore Legge del Mercato, entrerebbero in conflitto permanente fra loro. 
Ma il genio rignanese lo sa, e lo dice pure, a modo suo, cioè sparandole in fretta così da non sentirsi mentre parla. 
Tant'é che, con grande trasparenza e indubbio sprezzo del pericolo, aggiunge che "...se non passano le riforme", il Paese sarà ingoverrnabile e diventerà "il paradiso terrestre degli inciuci".
Chapeau!
Di meglio non poteva fare per convincerci che a questo tipo di sviluppo e crescita servono le riforme costituzionali: a dare definitivamente in mano alle classi dirigenti delle multinazionali la gestione non miope, ma ben mirata, della vita dei sudditi italiani.

** gestione / governo - uno dopo l'altro, nella stessa frase, così che si confonde un termine aziendale con un altro che evidentemente ha per lui lo stesso significato. Il Paese come Azienda e il governo come gestione amministrativa dell'Azienda Italia

- Nel pezzo dice: "l'Italia vincerà negli ultimi dieci anni se avrà l'intuizione che..."
E' la prova provata che non sente ciò che dice. Come vincerà...negli ultimi dieci anni?
Grazie al ritorno al futuro? 
Staccatelo dalla bottiglia...

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