martedì 2 agosto 2016

Élan vital

Secondo il Ministro della Salute pubblica svedese Gabriel Wikström, il crollo "vertiginoso" della libido in Svezia è un problema politico.
Si può non concordare? 
Il sesso, cioè la manifestazione più direttamente evidente di una libido in salute, è il primo e più importante capitale di cui dispone un paese.

Lasciate perdere il Pil, la sovranità monetaria, l'euro sì l'euro no, il bail-in e il Fiscal Compact: se la libido nazionale non da più segni di vita, è segno che un paese è in via di auto-estinzione.
Fa ridere?
Forse.
E forse no.
Tempo fa, mi spiace non ricordare dove, leggevo che nella Germania pre-nazista, l'anagrafe registrava un crollo delle nascite e, in più, un crollo verticale della nascita di maschi. Che, incredibilmente o forse no, ripresero a nascere numerosi all'inizio della Seconda Guerra Mondiale diminuendo contestualmente la nascite di bambine.

Lo stesso fenomeno di diminuzione della libido (e della natalità) pare oggi colpire tutti i paesi dell'area europea, con tassi di incidenza diversi.
Secondo il rapporto dell'Atlante mondiale della sessualità citato nel pezzo (e chi sapeva che ne esistesse uno fino a stamattina?), gli italiani fanno sesso appena poco più (ma poco davvero) di tedeschi e finlandesi. Di più ne fanno i croati, i polacchi, i bulgari e perfino gli inglesi. Per dire.
Che il sesso, cioè la libido, sia l'indice più sincero del tasso di serenità sociale di un paese?
Sembra una domanda sciocca, e forse, invece, è meno da spiaggia di quanto sembri.

Se pochi sono oggi perfino i giovani che riescono ad eccitarsi sessualmente senza il supporto di Youporn&Affini, credo che il nostro élan vital stia molto peggio di come ce la raccontiamo: non solo addio mito del caliente maschio italiano, ma il dato spiega forse anche la follia dei figli in provetta delle 50enni e pure di quelli surrogati delle coppie sterili o gaie. 
Non sarà, forse, che la costante auto-repressione del naturale istinto all'auto-difesa contro le ingiustizie sociali (che è sempre pura libido attiva), inizia a presentarci il conto inibendo in noi perfino l'istinto vitale che si manifesta con il desiderio sessuale?
Perché, secondo me, puoi sì sostituirlo con Viagra e pratiche sado-maso per tirarlo artificialmente un po' su, ma sono meri cerotti psicologici, pratiche che fanno quel che possono per consolarci con illusioni estemporanee sulla nostra vitalità finendo però per occultare il problema di fondo, quello che ogni medico di base diagnostica al primo colpo: se scompare il naturale desiderio sessuale, o sei malato grave, o hai esaurito in te la voglia di vivere e ti stai preparando alla fossa.
D'altra parte, come potrebbe essere diversamente?
Se si inibisce per anni la naturale ribellione ai soprusi e alle ingiustizie, se si passano anni e anni a farsi andar giù inetti e criminali leaders politici e governi contro cui un sano istinto vitale ti porterebbe invece a lottare, come può poco a poco non spegnersi anche quella libido che, prima che essere sesso, è il più potente e naturale istinto di sopravvivenza?
 L'assenza di libido, come dice il Ministro della Salute pubblica svedese, è un problema politico perché dice l'assenza di una autentica luminosa voglia di vivere.

Sento spesso dire che gli immigrati africani fanno tanti figli senza mai porsi il problema di chi poi li sfamerà (accusandoli di scaricarli di peso sulle nostre magre tasche).
Ma i figli, da che mondo è mondo, sono l'unico capitale di cui può disporre un povero: figlia come un coniglio perché l'istinto di sopravvivenza è in lui più forte che fra gli umani civilizzati, è l'istintiva e indomita speranza nel futuro che faceva figliare come conigli gli italiani del dopoguerra i quali poi, raggiunto un apparente e precario benessere, hanno spostato la libido sull'accumulo e il consolidamento di capitale riducendo via via il numero di figli così che meno fossero le bocche che se lo sarebbero poi dovuto spartire.
Il che può avere un senso,in una logica evolutiva: superati i gradini base della scala di Manslow, l'essere umano affrancato da fame e miseria può dedicarsi a migliorare se stesso e la società in cui vive, non ha più bisogno di figliare mettendo in conto ai figli-capitale la sopravvivenza degli anziani e la cura dei campi da cui ricavare il pane per tutti. 
Ai miseri della terra, a chi non ha più che la propria vita, le sovrastrutture culturali, che sono conquista del benessere, sono d'intralcio e finiscono per predominare oggi, invece, nonostante la nostra nuova realtà oggettiva: sembriamo aver dimenticato che prima viene la vita, senza la quale non è data speranza; poi viene tutto il resto.
E la vita, ai suoi minimi ma decisivi termini, è libido.
Cioè sano autentico istinto sessuale e desiderio di sopravvivenza.
Che se si da malato o carente, dice di noi lo stato di salute fisica, mentale e...sociale.
Quando latita troppo e troppo a lungo, ci sta dicendo che ad essere ammalato non è il sesso in quanto tale, ma lo spirito vitale, di cui la libido sana è segno.
E non c'é Viagra, Youporn o sesso selvaggio che possa guarire uno spirito afflitto il quale, anarchico per natura, non prende ordini da nessuno.
Esegue, al più. Proprio come fa una meccanica pillola che ti spegne il mal di testa ma nulla ti dice su cosa quel mal di testa abbia causato finendo per danneggiarti intanto il fegato.
Più interessante che allarmarsi per i figli surrogati o la costante progressione di tendenze all'omosessualità, che è sì libido ma sterile, sarebbe chiedersi cosa diavolo si nasconde dietro a questo, cosa stia succedendo alla nostra linfa vitale, che fine abbia fatto in noi (e perché) l'istinto di sopravvivenza.
Non come europei o come occidentali o come cristiani (che sono tutte sovrastrutture culturali), ma come umani che abitano l'Italia e l'Occidente in genere.
Forse qualcosa in noi sta registrando una perdita di senso così irreparabile da spingerci verso l'auto annientamento come si auto distrugge la pianta infestata da invisibili parassiti?
Parassiti, vi dice qualcosa?
A me dice: politici inetti, governi eterodiretti da banchieri e finanza.
Dice che, se a ogni ingiustizia che mi fa venire voglia di prendere il fucile sistematicamente cancello in me anche il solo pensiero di effettivamente farlo, chinandomi invece ogni volta al volere dei predoni di stato globalizzati e globalizzanti, i parassiti mi hanno già colonizzato non solo l'anima, ma finanche la libido.
Che muore, nel silenzio del flusso vitale in corpi pur palestrati, pur veganizzati, pur youpornizzati ma spenti, senza più luce vitale propria.

16 commenti:

  1. Ciao Rossana,

    non credo che il sesso praticato dipenda dal tasso di democrazia di un Paese, o dalle ingiustizie della società. Altrimenti è da mo' che ci saremmo estinti sulla Terra!

    Però che il calo della libido sia anche una questione politica è un discorso che trovo sensato. A proposito, com'è stato misurato?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nemmeno io penso che il "sesso praticato dipenda dal tasso di democrazia di un Paese": il sesso praticato è tutto, compreso quello che immagino sia difficile far entrare in uno studio del genere.
      Però, forse, se invece che di "sesso" parliamo di ciò che lo comanda, cioè di libido, qualcosa sull'evoluzione umana società ce lo può raccontare.
      Abolirei poi la parola "democrazia" dal contesto, essendo il sesso anarchico e, fin qui, più o meno (apparentemente) libero da legislazioni e governi. E però, mi vorrà pur dire qualcosa il fatto che il sesso, cioè quanto di più intimo e personale un essere umano esprima, sia oggi la cosa più globalizzata, venduta, scambiata, praticata, ragionata, speculata, oggetto di ribaltamento di senso e schiavitù nel mondo, o no?
      La libido è energia allo stato puro, è creazione e distruzione del mondo, quella che imbrigliata e dominata porta all'ascesi i santi e liberata a Wall Street determina la sorte degli umani a Roma e Atene...

      Com'é stato misurato non lo so, bisognerebbe leggersi tutto il libro che, grazie alla tua domanda, ho scoperto ora essere stato pubblicato nel 2013, e quindi che i dati non sono recentissimi.
      Il tema è comunque sempre attuale, e non è male ragionarci sopra...

      Elimina
  2. Beh, però i soprusi e le ingiustizie sono sempre esistiti e onestamente non credo che 100 o 1000 anni fa fossero più rari e inusitati di oggi, anzi. Quanto al fatto che il sesso è quanto di più intimo ci sia, beh, immagino sia in larga misura una questione culturale e anche personale. Credo comunque che da sempre sia - oltre che praticato - scambiato, discusso, monetizzato e così via.

    Detto questo, tutto sommato il 2013 non è un secolo fa, e molto di quello che era vero allora probabilmente lo è ancora oggi, e il tema comunque è interessante.

    Z.

    PS: secondo me le singolari vicende delle vite dei santi dipendevano soprattutto dall'assenza di qualsiasi forma di psicoterapia...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...i soprusi sono sempre esistiti...
      Vero, e da sempre hanno lo scopo di sottomettere la carne per piegare lo spirito, cioè appunto la libido, cioè la fonte individuale (e quindi sociale), al volere del più forte (economicamente, militarmente, socialmente, spiritualmente).
      E dove non arriva la frusta, che costruisce la "questione culturale", o insieme a questa, arriva il credo, cioè la norma che giustifica la frusta che piega la libido anarchica, la forza che non conosce norme né leggi che npn siano la vita e quindi la sopravvivenza.
      E non cito la frusta a caso: tutto l'armamentario erotico non è che riproduzione dell'originario dolore che piega la carne per rapinare lo spirito.
      Dice:" Ma la frusta porta al piacere estremo...". Vero, quello dell'ultimo tentativo della libido di sopravvivere: fra la morte e la vita, fra il dolore e il piacere, vi sono pareti sottilissime. Chi tenta di superarle sperimenta gratis e volontariamente la potenza della libido minacciata che tenta i suoi ultimi guizzi confondendo piacere e dolore nel tentativo di sopravvivere. Oltre quel punto, avviene il collasso del sistema corpo/mente: pur di non patire l'estremo dolore, ci si piega a divenire sub-umani, cose, oggetti...

      Credo comunque che da sempre sia - oltre che praticato - scambiato, discusso, monetizzato e così via
      Sì, ovvio, altrimenti non saremmo qui a parlarne. Ma il sesso non è che una delle manifestazioni della libido, la meno cruenta (quando il sesso non è cruento) e quella che più facilmente si presta ad essere manipolata culturalmente. Di base, il sesso è istinto di sopravvivenza. Tutto il resto (piacere, perversioni, atribuzioni sentimentali ecc), sono sovrastrutture culturali che - come dici sopra - cambiano a seconda della cultura di un paese o di una società.
      Ma restano sovrastrutture culturali, per quanto capaci di influenzare la percezione del piacere o le sensazioni di "benessere", nulla di più.
      La mente interpreta e decodifica informazioni sulla base dei nostri credo, e questi hanno valore positivo o negativo in base alla nostra personale esperienza emotiva e all'ambiente culturale che riconosciamo come "nostro".

      ...le singolari vicende delle vite dei santi dipendevano soprattutto dall'assenza di qualsiasi forma di psicoterapia
      Santi (e asceti) conoscevano (e conoscono) la psicoterapia senza alcun bisogno di darle un nome. La pratica ascetica è (da quel che ho letto in proposito) un percorso che porta a educare la mente a separare idealmente il coincidere dello spirito con la carne. Credo sia questione di lunga pratica, molta determinazione e conoscenza delle tante tecniche che consentono di capire bene cosa è corpo e cosa è mente e come le due interagiscono fra loro.
      A volte, leggendo testi buddisti, si rimane sorpresi dalla profondità della conoscenza che antichi yogi e sadhu avevano della psicologia umana, ben prima che arrivassero Freud&Friends.
      Esistono parecchi testi (e avanzatissimi studi scientifici) sull'argomento, che mettono a confronto psicologia e Buddhismo, evidenziando a volte la superiorità delle conoscenze del secondo rispetto al primo.

      Elimina
  3. L'"impronta biologica" detta la presenza massima di 30 mil. d'italiani, ce ne sono oltre 60, ridurli è una mera questione di mancanza di libido? Ben venga!
    Lo studio dell'incipit del mio commento è basato sulle regolazioni della "natura selvaggia" che in ogni modo tiene costante il numero degli animali che vivono in una specifica porzione di territorio, in altre parole la conclusione insiste sulla presenza di un uomo per ettaro di superficie.
    In Italia ci sono circa 30 mil. di ha, conseguentemente ci dovrebbero vivere un pari numero di esseri umani. Questo fenomeno vogliamo chiamarlo calo della libido, perché no?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La "natura selvaggia" che applica la ragioneria per ragionar della libido?
      Bellissmo...
      Se qulcuno ha già "pensato" che il numero di umani con diritto alla vita va stabilito in base agli ettari disponibili, abbiamo bello che risolto il problema della pagnotta e dell'ettaro a testa.
      Non che sia nuova, eh? Già sentita e credo perfino sperimentata un secolo fa in Inghilterra, credo.
      Poi di quell'ettaro di terra bisgnerà capire cosa farne, se è solo un ettaro ideale o se ci si può piantare l'insalata, perché il cosa ne fai o ne puoi fare è importante.
      Se invece è un ettaro simbolico, cioè un calcolo ragionieristico per stabilire il limite max di popolazione, bisognerà porsi subito un altro problema ragionieristico: cosa ne facciamo dei 30 mln che avanzano? E se quelli poi non figliano o figliano troppo, come facciamo con gli ettari che avanzano o quelli che nuovamente verrebbero a mancare?
      La cosa paradossale è che oggi, grazie ai media e al benessere (per quanto in calo), invece che evolverci sul piano umano (diventare migliori nel senso spirituale/filosofico/sociale), siamo alla taccagneria eletta a sistema scientifico, al mondo diviso con la squadra del geometra, alla società misurata e pesata con il bilancino del farmacista.
      Tracce di evoluzione (nel senso sopra chiarito), nessuna.
      Ah: quella per cui se la mancanza di libido serve a ridurre gli italiani ben venga, è libido in fase distruttiva: non posso avere ciò che è meglio per me, quindi tanto meglio se si sfoltisce la concorrenza e mi rimangono più ettari di pascolo...

      Elimina
    2. Sono soddisfatto di averla divertita.
      Pensavo all'eugenetica astrale invece ho scritto d'impronta biologica studiata ed analizzata, a quel che mi risulta, per primi dagli austriaci.
      La vulgata recita che: "Tutte le strade portano a Roma", io ho scelto le due che m'intrigano maggiormente del perché del calo della libido.
      Non ritengo comunque che il tema e le mie due proposte si possano sviscerare in un blog.

      Elimina
    3. Su CdC ho letto il commento dell'internauta che si firma fobia1984 e mi sembra che non sia molto lontano dalle mie idee.

      Elimina
    4. Ho visto il commento, e non è molto lontano nemmeno dalle mie. Temo però sia già difficile comprendersi pur restando su cose più o meno note, e ritengo impossibile allargare il discorso oltre un certo limite di accessibilità.
      Ci sono livelli di comprensione diversi, conoscenze diverse e sensibilità diverse, e tutte vanno rispettate e comprese senza giudizio. Anche quando le intuiamo insufficienti...

      Elimina
  4. Più che calo della libido lo chiamerei naturale regolazione demografica. Il nostro gene egoista fa molta fatica ad essere se stesso e sta diventando un gene altruista: Prego faccia lei io ho un calo della libido.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nulla contro la naturale regolazione demografica, se frutto di un'evoluzione culturale globalmente condivisa.
      Temo che invece siamo al "gene egoista", e quindi ancora nel regno dell'ignoranza, cioè della non conoscenza.
      Per questo tutto è così confuso e difficile, per tutti, libido o non libido...

      Elimina
  5. Evito di commentare, vorrei scrivere 4 pagine a riguardo, comunque sia siamo in declino, lo descrive molto bene Emmanuel Todd, un Antropologo e Demografo francese nei suoi studi e libri scritti, fu uno dei primi, già nel 1976, come giovane ricercatore, ad anticipare il crollo dell'unione sovietica, osservando come punto principale il calo demografico.
    Per noi Europei il discorso potrebbe essere molto più ampio, andando ad analizzare l'Ingegneria sociale che l'Impero ha applicato ormai da più di mezzo secolo nei nostri confronti, senza dimenticare l'impatto delle droghe e altre diavolerie sulle popolazioni....

    https://it.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_Todd

    https://fr.wikipedia.org/wiki/Yann_Moncomble

    Due autori su cui riflettere.

    Saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Evito di commentare, vorrei scrivere 4 pagine a riguardo

      Se volessi invece poi scriverle, le 4 pagine, sarei più che felice di leggerle.
      Interessanti i 2 autori che segnali, che non conoscevo...Provvederò

      Elimina
    2. Yann Moncoble la pensa esattamente come il sottoscritto, dato che sono più anziano.

      Elimina
  6. Dipende tutto dal livello e la qualità del desiderio...
    ...cosa consumare e quanto amministrare...dove si proietta nell'altro la propria brama e quando invece si osserva "innamorandosi"...
    "L'articolo" è vagamente pendente verso il maschietto...il viagra non lo metterei in conto...forse forse il mondo femminile ha aggiunto atteggiamenti (più che ruoli) che spesso sono in contrasto con i ritmi stessi femminili...la donna dinamica oggi, ha aumentato la statistica sugli infarti...50anni fa decisamente meno...
    Questo vivere di oggi...sempre più virtuale...nasconde l'evidenza...odori sapori sempre più lontani...senza quella danza che la si può chiamare: corteggiamento...

    Slobbysta

    RispondiElimina
  7. http://www.hescaton.com/wordpress/lultimo-uomo-il-piu-grande-pericolo-per-la-democrazia/

    RispondiElimina