sabato 31 dicembre 2016

Lenticchie e cotechino

Cotechino e lenticchie prima dell'avvento dei cuochi superstar
Ciò che più irrita in queste ore che precedono il rito del cenone di Capodanno è realizzare come, anche in questo campo, il furto del pane dei ricchi, rispetto alla necessaria e quindi autentica fame dei riti culinari plebei, abbia trovato anche qui il modo di fregarli.
Cotechino e lenticchie sono per definizione cibo povero: il primo veniva (e viene ancora) realizzato con residui di lavorazione del maiale non altrimenti utilizzabili: cotenne, scarti del taglio delle carni e nervetti, il tutto infilato in un budello del maiale stesso.
Le lenticchie, così come i mille tipi di fagioli e i ceci, ecc., erano il pasto che garantiva nutrimento ai poveri (ma spesso non ai poverissimi) negli antichi inverni privi di frigoriferi.
Ora, negli anni dei cuochi superstar e del riciclo alimentare come assoluzione dell’anima senza fame fighetta, cotechini e lenticchie vanno via di firme e di costi conseguenti.
Come a dire che in tempi di nuovi poveri dalle tavole parche per necessità, i ricchi sfottono i poveri appropriandosi anche dei loro abituali scarti nobilitandoli e facendone prelibatezze gourmet , così da essere inaccessibili a quei poveri che da sempre se ne sono nutriti. 

Poveri a cui hanno prima rubato il maiale dalla stalla; poi, sbattendolo in fabbrica a illuderlo di una emancipazione sociale a base di proprie case pagate con mutui e indebitamenti finiti di saldare giusto ieri (parlo di quella generazione che i campi e le stalle ancora le ricordano abitate da nonni e zii).
Oggi, arrivando a rubandogli dal piatto anche quei cotechini e quelle lenticchie che i poveri di oggi, avessero nonni e zii ancora le vecchie stalle, potrebbero sfamare senza dover ricorrere alle pietose mense dove, chef stellati e idolatrati, giocano a sfornare come prelibatezze servendo quei cotechini come ostie sconsacrate in fettine invisibili che nessuno di loro, vuoi per ragioni vegan-etiche, vuoi per ragioni neo-miserabili, può più permettersi di portare in tavola.
L'idea di cotechino e lenticchie dello chef superstar Massimo Bottura

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