martedì 6 dicembre 2016

Saltare fuori dal loop

Mi chiedeva poco fa via sms un amico:" Si è mai visto un governo che pone la fiducia (in Senato sulla Legge di Stabilità) per potersi dimettere?".
Eh sì, si è già visto: nel novembre del 2011, con l'allora dimissionario Berlusconi.
Anche allora, le dimissioni furono annunciate qualche giorno prima ma accettate formalmente solo il giorno dopo l'approvazione della Legge di Stabilità (quella volta alla Camera, dopo il via libera del Senato).
Questo per ricordare che, esito referendario a parte (e anche su questo poche illusioni, solo l'infantile piacere di "sentire" di non essere i soli a desiderare di dare un calcio a questo sistema e a tutto il corpo politico italiano e europeo al gran completo), viviamo ormai dentro a un loop dove ogni cosa si ripete uguale a se stessa all'infinito: cambiano le facce (forse), ma cambiano di poco i titoli di Tg e quotidiani. 
Come si diceva, il NO di domenica ha un solo senso, se vogliamo dargliene uno: contarsi, dirsi che siamo abbastanza e che sta solo a noi decidere se continuare a galleggiare muti sui flutti fangosi di queste trite messe in scena da cabaret dell'assurdo, o se invece farci determinati e tentare una Révolution à la Française.
Avrei anche un programmino sintetico e facile: 1. togliere i diritti politici a tutti gli attuali politici: che non solo non possano mai più essere eletti, ma che nemmeno sia più concesso loro di votare (siamo civili, niente ghigliottina per nessuno). Qualcuno sarà anche innocente, non so, ma per sicurezza meglio evitare di trovarsi fra i piedi a governare o a votare persone che, di rispettare il voto dei cittadini, non ne hanno mai voluto sapere. E se non hanno mai rispettato il voto un tempo a loro dato, perché mai farli votare, visto che al voto non credono?; 2. un bel Direttorio à la Française (leggevo su Wikipedia che l'ultimo paese che ancora adotta il sistema direttoriale è la Svizzera, e per me è più che sufficiente come modello di garanzia); 3. gli eletti, a rotazione, dovranno essere considerati meri funzionari dello Stato, con obbligo di fedeltà alle leggi dello Stato e licenziabilità con disonore se beccati ad approfttare della loro posizione per favoritismi e maneggi con il denaro o le leggi.
Il resto si farà, senza fretta, ché di gente che corre al punto da riuscire a esprimersi al più con 140 caratteri, ne avrei piene le tasche.
Come si fa a fidarsi di qualcuno che non ha materialmente il tempo di leggere ciò che firma?
Che non ha il tempo per scriversi ciò che legge?
Che parla per claim autopromozionali e si rivolge ai cittadini come si trattasse di una convention per venditori di pignatte o multiproprietà?
Basta.
Lentezza come valore istituzionale, chiarezza espositiva e almeno studi classici, ché il latino e il greco magari non servono per andare dal fruttivendolo ma forse per capire cos'é e fin dove e da dove arriva l'Europa, sì.
Va be', era per dire che non è finita finché non è finita, e che se domenica abbiamo guadagnato un punto non è il caso di dimenticarlo subito distratti dall'inseguimento delle news sulle lotte intestine nel Pd o giocando a fare gli indovini su chi sarà il prossimo che dovremo mandare a fanculo fra un paio d'anni.
Per me, li ho mentalmente mandati in via definitiva e tutti tempo fa, e di cosa si dicono, di come se lo dicono, delle ragioni che si danno e di star dietro alle elucubrazioni sulle strategie immaginarie che si prefiggono ma poi cambiano e rimescolano all'infinito no, no, no e no.
Basta.
Se si decide per la Révolution à la Française, fatemi un fischio.
Diversamente, ho altro di più interessante da fare (ieri a vedere la strepitosa mostra a Ferrara Orlando Furioso - 500 anni. Oggetti da incanto, dipinti da star male, libri antichi che sono di per sé opere d'arte: andate a vederla, prima che a gennaio chiuda!), che perdere le ore a compulsare l'ultima dopo l'ultima dell'ultima che non sarà l'ultima.
No, grazie: preferisco vivere. 

34 commenti:

  1. Direttorio? Uhm, qui mi sa che rispunta Napolitano col suo swimming pool di dieci saggi, o un clone della Kommissione Europea, che faccia proprio da specchio e reggistrascico a quest'ultima.

    Però l'idea del 'congelamento" dei 900 o giù di lì, non è che mi dispiacerebbe. Trovare 900 rimpiazzi pescando a caso tra terremotati, esodati, disoccupati iscritti al collocamento da più di 1 anno e ex funzionari della Protezione civile e dei Vigili del Fuoco, non dovrebbe portare via troppo tempo.

    Di certo me ne farebbe guadagnare un sacco a me che stavolta, in cabina elettorale, avrei altrimenti molta meno scelta e molta più disperazione di Michele, nell'impresa di decidere in quale spazio transennato apporre la mia "X" da analfabeta istituzionale.

    Per Ferrara, più che di tempo sarebbe per me una questione di fortuna. Ma dopo il 4 dicembre dovrà pur venire un 4 gennaio, no?
    Confidente nella fedeltà dei calendari e nel potere immaginifico dei sogni (a disposizione anche dei morti di sonno più kitsch), qui ti saluto e mi confermo tua
    affezionatissima marilù.

    RispondiElimina
  2. Direttorio? Uhm, qui mi sa che rispunta Napolitano col suo swimming pool di dieci saggi, o un clone della Kommissione Europea, che faccia proprio da specchio e reggistrascico a quest'ultima.

    Eh, senza Révolution à la Française è nelle cose che "rispunti Napolitano, ecc": Mattarella non è che il ventriloquo, l'uomo di paglia che senza di lui non avrebbe parole.
    Ma ben per questo solo la Révolution à la Française è l'unica via per mandarlo al parco a dar molliche ai piccioni.
    Bisogna portare la situazione a un punto zero, se non vogliamo continuare a mangiare briosches o, peggio, a stringere buchi nella cintura chini a ogni scudisciata inflitta...
    Sì, verrà un 4 gennaio, e se la fortuna ti assiste (conterei sulla Befana, la Fata Turchina in altre vesti), avrai tempo fino all'8 per vedere cose che noi umani, prima della troika, riuscivamo a immaginare, quindi a realizzare, di una bellezza da far di nuovo sognare (pensa che vi è esposto quello che si ritiene l'Olifante originale, il corno magico di Orlando, un paio di spade una delle quali potrebbe benissimo essere l'originale Durlindana, che ci sarebbe molto utile oggi, e dipinti e arazzi rarissimi a vedersi sempre a tema battaglia di Roncisvalle, Angelica ecc.).
    Cose belle, belle, belle...

    RispondiElimina
  3. "e se la fortuna ti assiste (conterei sulla Befana, la Fata Turchina in altre vesti) (...)"

    Quando parlavo di fortuna, intendevo proprio al singolare. A volte si può non essere ridotti a mangiare solo brioches eppure ritrovarsi con una -- diciamo così -- mobilità ridotta per i più svariati motivi (che non specifico singolarmente, ma che non includono certo l'evitare di offrire lavoro a fate o befane sana-bugiardi).

    Poi vabbe' lo sanno tutti che le cose perdute si trovano solo sulla Luna a portata di ippogrifo, ma ho l'impressione che, anche andando alla mostra di Ferrara, non troverò esemplari utilizzabili dell'alato destriero.

    Resta sempre la Grande Bellezza per consolarsi: questo è vero, e rimane più vero del vero anche se l'ha (quasi) detto pure Renzi, alla fine del suo discorso di dimissioni.

    Ciao Ross, a presto rileggerti.
    marilù

    RispondiElimina
  4. nulla é più politico , cioè operante mediante "scelte niente affatto neutre" e prive di "alternative tecnico-economiche" , di un governo tecnico che "attui politiche fiscali ed economiche imposte dall'Europa"
    la dose di ipnosi di cui sono affetti mooooltissimi italiani é talmente massiccia da averne modificato la psiche profonda.
    c'é un format ideologico che si chiama vincolo esterno ma l'informazione mediatica ha trasformato in "questione morale"
    il referendum accelera i dettami economici Ue, accelera la questione morale , non a caso si parla di responsabilita inderogabili da approvare "prima" di eventuali elezioni.
    questi dettami extranazionali , ai quali si attribuisce inderogabile senso di responsabilità ( questione morale )sono contrari all'art 3 della nostra costituzione e dovrebbero essere chiamati "furto" "appropriazione indebita" attuati da "associazione a delinquere "

    RispondiElimina
  5. in buona sostanza il NO ha impedito la costituzionalizzazione di uno statodi fatto che attualmente é incostituzionale , illegale.
    ma la Ue prende comunque i soldi negati dal no ma accessibili attraverso il vuoto di governo che ha imposto la veloce approvazione di una legge di stabilità invisa da molti ma resasi necessaria per "non turbare i mercati"
    seguirà , probabilmente a marzo , una manovra correttiva ( una bella patrimoniale con cui si approvigioneranno dei soldi negati dal l'imposizione del fiscal compact ma utili a ricapitalizzare le banche a cui contribuiranno anche quelli che per via del bail in ne sono obbligati ) ad operazione effettuata le svenderanno .
    e di tutto questo renzuccio non avrà colpa ...anzi... ci saranno anche quelli che diranno " avete visto ? " ....tutti quelli che hanno approvato la legge di stabilità non potranno chiamarsi fuori o meglio , tutti avranno la parvenza di quelli che " non potevamo non farlo " e tra tutti questi anche il famigeratissimo pd.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...tra tutti questi anche il famigeratissimo pd
      Il testo della legge di stabilità ha ricevuto l’ok dal Senato con 173 voti favorevoli e 108 contrari.
      Direi che forse è il caso di segnarsi i nomi dei 113 senatori del Pd (113) ma anche quelli degli altri che hanno contribuito a far raggiungere la maggioranza al voto di fiducia perché la legge fosse approvata in una mezz'oretta, come se il destino del paese fosse meno importante del bilancio che in realtà ne determina le sorti.
      Ma sono dettagli: come al commento di Anonimo h. 7.21, il tradimento del paese arriva da più lontano ed è stato possibile grazie a politici che magari ora non siedono più né alla Camera né al Senato, ma magari a Bruxelles o ben occultato in qualche Fondazione, in qualche Partecipata, in qualche board euro-americano.
      Sono loro il problema?
      No: tutti possiamo subire tradimenti una prima tragica volta. Ma quando i tradimenti sono reiterati nel tempo senza alcuna reazione da parte del tradito, silenziosamente si acconsente a essere traditi, il più delle volte per quell'amor del quieto vivere che cala la responsabilità ultima di quel silenzio complice sulla testa di un generico e micidiale "l'ho fatto per i figli", "lo sopporto perché non saprei dove altro andare..." ecc.
      Come dicevo, solo uno scatto d'orgoglio e di rispetto di sè, cioè una Révolution à la Française, può ormai far giustizia di ogni tradimento e ogni ingiustizia patita fin qui in un silenzio complice...

      Elimina
    2. Scusa Ross, ma a me risulta che il Senato abbia approvato ieri, 7 dicembre, per direttissima, a scatola chiusa e senza discussione in aula il ddl 2611, ovvero la legge di Bilancio per il triennio 2017-19, con 166 voti favorevoli, 70 contrari e 1 astenuto. Vergogna ulteriore: dalla semplice somma aritmetica dei votanti, risulta che all'approvazione della legge erano presenti 237 senatori su 315. E gli altri 78 senatori? Tutti a casa con l'influenza?

      Almeno questo si ricava dalla lettura del sito ufficiale del senato: http://www.senato.it/home; le stesse cifre sono riportate da questo quotidiano online, all'indirizzo:

      http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2016/12/8/Legge-di-Bilancio-2017-Manovra-di-Stabilita-approvata-al-Senato-nuova-governance-farmaceutica-ultime-notizie-oggi-8-dicembre-2016-/736611/

      Ciao

      marilù

      Elimina
    3. Grazie Marilù per la precisazione: il dato sul numero di senatori votanti l'ho preso da altra testata online, evidentemente meno affidabile e precisa di quanto pensassi.
      Correggo il testo...

      Elimina
    4. Cioè, ritieni corretto il testo del mio precedente commento...
      Che poi, quell'astenuto, si sa chi è?
      Mi fanno sempre un effetto straniante gli astenuti alle votazioni in aula: capisco la strategia (ci sono ma non ci sono, non voto e quindi non mi assumo responsabilità...).
      Starsene proprio a casa no, eh?
      Va be', torno alla lettura, buon pomeriggio..

      Elimina
    5. No, non so né il nome dell'astenuto, né quello dei 70 benemeriti che hanno resistito al virus stragista e sono rimasti alla votazione. Stessa ignoranza circa i 166 incalzati dal pungolo dell' "emergenza! Si salvi chi può!". Un po' speravo che me li indicassi tu, i nomi, con l'altra tua fonte.

      Pazienza. Mi auguro che, tra rifacimenti di legge elettorale e cincischiamenti vari, qualcuno abbia il tempo di formare un nuovo partito da presentare alle prossime elezioni.

      Ciao Ross, buona lettura.
      marilù

      Elimina
    6. Pausa lettura per risolvere lenigma votanti: qui link al sito del Senato direttamente alla pagina dei votanti, nome cognome e voto...
      (almeno sapere come si chiamano quelli che giocano a palla con i nostri umani destini, ti pare?)

      Elimina
    7. l'aspetto fenomelogico é senza dubbio importante ma meno di quanto si pensi.
      sapere dell'impegno del signor Einaudi , ormai morto , della profonda ignoranza dei cialtroni di Ventotene , ormai morti , può essere certamente utile a conoscere le fondamenta .
      io , che ebbi modo di appurare i firmatari del fiscal compact e di tanto altro, gente con tanto di nome e cognome resi pubblici a futura memoria da chi si occupa di econometria , so per certo che quel che conta é conoscere la direzione della macchina piuttosto che il nome del costruttore e solo perché questa continua nella sua direzione .
      certo , anch'io conosco la voglia di ghigliottina ma...
      ma , non sono meno colpevoli quelli che attualmente preconfezionato i pensieri della massa , li vedo e non me ne sfugge uno/a , sono presenti in ogni pseudoprogrammadinformazionetelevisiva . questi adesso promuovono la responsabilità , quella che serve la Ue .questi guidano la macchina agendo sulla precomprensione .
      anonimo 7'21

      Elimina
    8. perche niente si può fare senza accertarsi di aver reso la massa inutile o inconsapevole o dalla visione distorta fino al punto di tifare per i macellai .
      serve consapevolezza , serve diffondere consapevolezza dei modi in cui il potere opera .
      per questa ragione subito dopo il risultato referendaria moltissimi pseudogiornalisti di alto rango hanno presenziato tutti i possibili spazi televisivi , per guidare le idee.
      anonimo 7'21

      Elimina
    9. @anonimo 7'21
      Ti nomino ufficialmente guru, e non sono ironica né scherzo.
      Fermare quelli che guidano la macchina agendo sulla precomprensione (questa ti merita il mio imperituro rispetto) è ciò che intendo con l'auspicio di una Révolution à la française: via tutti i politici, vecchi, nuovi o recenti che siano, e con loro via i servi che fanno loro da ventriloqui.
      Per dire: leggeo ieri quanto riportava Messora sul fetentissimo consiglio all'Italia del tettesco di accedere al Mes, così da meglio poter imporre con il ricatto del debito e della troika quelle manovre indispensabili per rendere il paese appetibile sul "mercato".
      Chi altri l'ha data? Nessuno.
      La maggior parte delle notizie che sono davvero di pubblico interesse devi scavartele in rete (scavartele, perché anche la rete è diventata un putridaio nel quale è difficile navigare senza uscirne puzzolenti), e arrivano quasi sempre da persone che sono semi-sconosciute ai più.
      Significa che la rete è comunque buona e il resto dei media no?
      Per niente: significa che nella rete scavando (forse) trovi qualcosa, negli altri media manco l'ombra e se mai solo "guidatori della macchina".

      In questo momento la news sono le consultazioni: ce ne importa davvero qualcosa?
      Lo scopo è trovare il modo di mandare avanti le carcasse serve il cui compito è realizzare ciò che è nei programmi dettati da oltre oceano e dalla UE.
      Finché ci saranno servi a occupare tutti gli spazi utili, possiamo al più fare dell'ironia per non morire di noia.
      Intanto, il tempo passa, la rana bolle, noi siamo immobili nella illusoria difesa di ciò che è già stato ipotecato.
      Meglio darsi a letture più appassionanti delle news, cui ormai riservo giusto un paio di veloci carrellate di titoli con letture a volo di quelle che non mi sono già note.
      Grazie anonimo, dell'invito a una maggior consapevolezza cui aggiungerei, anche se la prima dovrebbe comprendere anche la seconda, un sano spirito di osservazione, un saper guardare a largo spettro anche le cose più minute inserite nel grande quadro globale...

      Elimina
  6. ma se ...
    se elaborassi un post sul concetto di "precomprensione" e con questo spiegassi più di quanto qui gli si é attribuito ?
    tu , per favore , mi togli la qualifica di guru ?
    anonimo 7'21

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Qualifica di guru solo temporaneamente sospesa, in attesa di un tuo post sulla "precomprensione" che produrrai per tutti noi, così che possiamo fare un passo avanti nell'ardua impresa di dipanare la surrealtà odierna...
      (dico sul serio, tu scrivi il post e poi ti tolgo la qualifica: promesso)

      Elimina
  7. 1- Premessa.
    Siediti e mettiti comoda.


    2-"Chi vuol comprendere un testo è anzitutto disposto a farsi dire qualcosa da esso:
    una conoscenza ermeneuticamente educata deve pertanto essere sin dall'inizio sensibile all' "alterità del testo". Una tale sensibilità non presuppone però nè una obiettività neutrale, nè tantomeno un oblio di sè,ma include e tematizza l'acquisizione dei propri presupposti e pregiudizi."
    (H.G.Gadamer - )
    "L’interpretazione in quanto tale non è mai un fine ultimo. Si interpreta al fine di comprendere. Ma a sua volta il comprendere, a differenza del conoscere puro e semplice, ha un carattere pratico, cosicché esso porta in sé le ragioni per cui si vuole comprendere. Anzi queste ragioni precedono il comprendere e contribuiscono a determinare e ad orientare la precomprensione. ( per questo non hai trovato nientaltro oltre a messora ?io credo di si ! )
    L’interpretazione come attività acquista un senso proprio perché avviene all’interno di una preliminare comprensione, che è il vero e proprio luogo del «senso». Ogni attività ha un significato solo all’interno di una totalità di senso. Di conseguenza la comprensione precede e condiziona l’interpretazione che a sua volta la sviluppa, la corregge e la libera dai fraintendimenti."
    p.s. elaborero quanto ho promesso , mi ci vuole un pochetto , intanto spero proprio che sia stato compreso quanto appena qui sopra espresso .saluti.arriverò.
    anonomo 7'21

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fin qui ci sono, e ti seguo...

      Elimina
  8. Il problema è la "comunicazione"?

    quanto oggi si impone, più che mai di scambiarsi informazioni( perche è evidente che l’accesso ad esse dipende dalle ragioni di chi vuole comprendere e che queste determinano la “ricerca”) è l'accesso alle tecniche di analisi culminante nel concetto di "precomprensione", intesa come "anticipazione del senso" dell'interpretazione anteriore, cioè "pregiudiziale" ( si potrebbe dire : e chi non vuole comprendere ? lo si lascia li dov’è ? oppure bisogna spronarlo a cercare altro ? è giusto ? considerando il “ritroso reticente” comunque parte di una comunità sociale , è giusto quantomeno dirgli che con moltissima probabilità ha degli obblighi sociali imprescindibili , "il sapere inteso come dovere sociale" )
    anonimo 7'21

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...è giusto quantomeno dirgli che con moltissima probabilità ha degli obblighi sociali imprescindibili , "il sapere inteso come dovere sociale"

      Ai tempi delle fake news e della post-truth, ti si potrebbe obiettare che "il sapere inteso come dovere sociale" il "ritroso reticente" lo apprende ogni sera davanti alla tv, e con ciò che sa potrebbe certamente continuare a sentirsi parte di "una comunità sociale" senza null'altro dovere a nessuno.
      Basta?
      Leggevo poco fa la risposta dello Zar alle accuse della Cia di aver favorito l'elezione di Trump: "Credevano anche che Saddam Husein avesse le armi chimiche".
      Sappiamo quando sappiamo cosa dice la Cia o quando sappiamo cosa risponde Putin?
      So solo di non sapere (come si dice) e sono certa solo del fatto che ciò che dovrei sapere nessuno lo farà mai dire in tv né lo metterà mai in bocca né a Putin né alla Cia.
      So che sono schermaglie fra potenze diverse, ognuna delle quali gioca una sua mano davanti alla "comunità sociale" mentre l'altra, la mano dietro la schiena o affondata nella tasca dei pantaloni, o tiene una pistola carica o si gratta allegramente i "cosi"...
      La "comunicazione" è come un grande gioco planetario: tutti possono giocare, ma la posta rimane fuori dalla portata dei fans, ben chiara solo ai contendenti "eletti" a giocare ogni partita per conto della "comunità sociale" che, ritenuta ininfluente e mantenuta ignorante, tifa senza sapere cosa davvero si stanno dicendo gli "eletti"...

      Elimina
  9. manca il commento n°17 a cui seguiva il 18 che adesso é il 17...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Recuperato, grazie per la segnalazione (pare che Blogger, non si capisce per quale ragione, ti sposti di default nei commenti spam...grrrr...)

      Elimina
  10. 19
    gli strumenti non sono così facili e “scontati” da maneggiare, e se li si ignora ci si arrende alla legge del “più forte costituito”, cioè di chi detenendo il potere crea “volontariamente” asimmetria strutturale…..
    domani o dopodomani , i miei ospiti m'impongono attenzione ...manterrò quanto ho promesso , un pezzetto per volta ...
    c'è tanto da dire ma anche tanto da non dire , io , come mi insegnano i miei " fratelli e sorelle" , vivo il tempo in cui non è più necessario dire ed anche non dire per evitare " ritorsioni" , quindi dico , anzi , dirò .
    anonimo 7'21

    RispondiElimina
  11. «Il controllo economico non è il semplice controllo di un settore della vita umana che possa essere separato dal resto; è il controllo dei mezzi per tutti i nostri fini. E chiunque abbia il controllo dei mezzi deve anche determinare quali fini debbano essere alimentati, quali valori vadano stimati […] in breve, ciò che gli uomini debbano credere e ciò per cui debbano affannarsi».
    (F. von Hayek da "Verso la schiavitù", 1944).
    "I fini del controllo economico, cioè della "grande società" governata dal mercato, implica il controllo dei mezzi necessari per tutti i fini che il "mercato" intende perseguire: cioè, di tutti i mezzi che consentono di determinare "ciò che gli uomini debbono credere e ciò per cui debbono affannarsi".
    Siccome questi "fini", implicano dei "valori" centrali, questi ultimi, come proiezione "etica" e, al tempo stesso, socialmente dissimulata per non far percepire direttamente alle masse i fini stessi sono riassumibili in concetti che si impongano in via normativa.
    Cioè come regole di un super-diritto, identificato nella "Legge", in contrapposizione alla meno importante e costantemente monitorata, nella sua conformità ai valori (e ai fini), "legislazione", produzione normativa statale da assoggettare alla forza della Legge stessa.
    "La formazione dell’opinione pubblica nel bar, nella strada, nella piazza, o anche nei meet-up telematici o nei social network, anziché all'interno di un sistema di istruzione e formazione pubblica, vincolato alla imparzialità (art.97 Cost.) ed alla libertà (art.33 Cost.) sancite dalla Costituzione (art.97 Cost.), ha maggiori probabilità di portare a questo: a opinioni informali, luoghi comuni indiscussi, espressione di una cultura inconsciamente condivisa e frutto di un processo di apprendimento passivamente riassunto in slogan, totalmente privo di autonoma riflessione razionale, basata cioè sulla diretta capacità di conoscere e valutare i fatti assunti nella loro effettiva rilevanza: un processo, come tale, artificiale, che dipende dai gruppi di cui si é parte, dalla staticità del loro livello di formazione-informazione, con opinioni formulate in serie, e corollari incapaci di evolvere i postulati, data la chiusura, abilmente indotta dal sistema mediatico, alla inoculazione di nuove informazioni che alterino il rassicurante quadro semplificato che li ispira."
    anonimo 7'21

    RispondiElimina
  12. E' chiaro adesso perchè, in una contrapposizione solo apparente (gestione di informazione e, pretesa, "controinformazione", cioè nulla più che un prodotto artificialmente differenziato, immesso sul mercato dallo stesso "cartello"), si possa dibattere su Berlusconi sì o no, debitopubblicobrutto come causa della crisi e di taglio delle tasse da finanziare con tagli alla spesa, senza essere presi a pernacchie a furor di popolo? In fondo, si tratta di una "gabbia". E non hanno intenzione di aprirla.
    Ma, in realtà, il controllo dei mezzi e l'obiettivo totalizzante di determinare ciò che "gli uomini debbano credere e ciò per cui debbano affannarsi", sta raggiungendo il suo livello ottimale e "finale": quand'anche la gabbia fosse aperta, nessuno penserebbe VERAMENTE di uscirne per tornare alla "vita libera" e nemmeno avrebbe la forza di concepirla. Al più, si riunirebbero in un'altra forma di cattività (una "gabbia" con annesso cortile per l'ora d'aria), sempre delimitata dai "controllori".

    Nella formula rituale il giuramento del governo :

    "Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni “nell'interesse ESCLUSIVO della nazione”

    Le ragioni che conducono alla nascita di questo nuovo governo e a questo (re)incarico sono state esplicitamente indicate dal Capo dello Stato nella sua dichiarazione finale al termine delle consultazioni:
    "Il nostro Paese ha bisogno in tempi brevi di un governo nella pienezza delle sue funzioni. Vi sono di fronte a noi adempimenti, impegni, scadenze che vanno affrontati e rispettati. Si tratta di adempimenti e scadenze interni, europee e internazionale"

    gentiloni in un tweet il 02/08/12012 ore 09.22 :
    "@CarloCattaneo esatto,dobbiamo cedere sovranità a un'Europa unita e democratica "
    anonimo 7'21

    RispondiElimina
  13. manca il precedente

    RispondiElimina
  14. "...bisogna impedire qualunque interpretazione che un giorno possa far pensare a sovranità trasferite o comunque delegate. Ecco perché al termine «appartiene», come pure al termine «emana», preferisco il termine «risiede».
    Gli organi attraverso i quali la sovranità e i poteri si esercitano nella vita di un popolo, sono organi i quali agiscono in nome del popolo, ma che non hanno la sovranità, perché questa deve restare al popolo. Ecco perché è preferibile il termine «risiede» in confronto a quello di «appartiene».
    Quell'«emana», originario, dà il senso di una sovranità che si può trasferire agli organi i quali la esercitano; quell'«appartiene» dà un senso di proprietà; mentre il termine «risiede» consolida il possesso; non la proprietà. Il popolo, cioè, rimane possessore di questa che è la suprema potestà democratica.
    Può sembrare una sottigliezza, ma sottigliezza non è. La verità è un'altra. Esistono fra gli uomini due categorie di persone di fronte ai problemi costituzionali: quelli che credono nelle Costituzioni e quelli che non credono nelle Costituzioni.
    Per quelli che non credono nelle Costituzioni, cioè che pensano che il giorno che avessero la maggioranza farebbero quello che vogliono, un'affermazione di principio può sembrare una sfumatura, e non ha importanza; ma per coloro che, come me, credono profondamente nelle Costituzioni e nelle leggi, ogni parola ha il suo peso e la sua importanza per il legislatore di domani.
    Noi ci dobbiamo preoccupare del documento che facciamo, guardando verso l'avvenire, cioè dando norme sicure ai legislatori di domani, in modo che la volontà di oggi non possa essere violata per improprietà di linguaggio, voluta o non voluta che sia."
    (Dai lavori dell'Assemblea Costituente: intervento dell'on.Lucifero nella seduta del 22 marzo 1947)
    anonimo7'21

    RispondiElimina
  15. non viviamo fatti imputabili ad una crisi economica ma piuttosto ad una crisi istituzionale
    anonimo7'21

    RispondiElimina
  16. Ricordate qual era il problema? Non far saltare le banche tedesche, perché fortemente interconnesse col sistema finanziario statunitense. E allora? E allora, prima di smantellare l'euro, bisogna ricapitalizzare le banche del Nord. E i soldi chi ce li mette? Ma, semplicemente i cittadini dello stato più ricco fra i membri dell'allegra brigata: l'Italia. E lo faranno spontaneamente? Ma che domande! No, certo che no! canalizzare verso le banche del Nord le risorse spremute ai cittadini del Sud, via imposte e contributi ai fondi salvastati. E perché gli italiani dovreb bero accettare una cosa simile? Ma, anche questo è piuttosto ovvio: semplicemente, si prenderanno delle misure tali da mettere in crisi terminale il loro sistema bancario fiaccato da cinque anni di crisi economica ininterrotta. Poi, al momento di ricapitalizzare il sistema bancario, confidando nella conclamata incapacità culturale ed etica del governo italiano di ritornare a una valuta nazionale, sara fin troppo semplice proporre il ricorso al MES come unica soluzione praticabile.
    come mai ? perché anche la corte costituzionale tedesca ha stabilito che per i tedeschi " non può esserci nessuna unita europea " e a bruxelles ne hanno preso atto.
    quindi raschiano il fondo del barile prima che l'euro finisca la sua corsa.
    anonimo7'21

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @anonimo 7'21
      Intanto grazie: per la scrittura chiara in passaggi che, li scrivessi io, che non sono così spericolata, allungherei la cosa al punto da non capirmi da sola.
      Poi, su ciò che scrivi, e citazioni a parte (di von Hayek non so nulla, tranne quel poco visto su youtube che mi ha fatto ronfare con induzione all'incubo), diciamo che più o meno mi è chiaro.
      Anzi, mentre ti leggevo, ripensavo ad alcune mie riflessioni simili già a partire dal dicembre 2010, ultima chiamata utile per "fare qualcosa" prima dello sprangamento definitivo della gabbia.
      Perché dicembre 2010?
      C'erano le contestazioni dei book-block romani della Sapienza, ricordi?
      A un certo punto salirono sui tetti, e alcuni politici (mi pare Veltroni, ma forse sbaglio), si agitò al punto da sfidare una gamba rotta per andare a parlamentare nel tentativo di farli scendere.
      Ecco, quello è stato il momento della fine.
      Il movimento dei book-block, che negli anni successivi fu imitato anche in altre città europee (Madrid, Londra, ecc), aveva forse trovato la formula creativa capace di attirare l'attenzione mettendo in crisi la coscienza di qualche politico (ed era un buon punto di partenza).
      Fecero quello che fu per me l'errore più tragico, accettarono di scendere e l'invito di Napolitano ad andare a parlare con lui: fine.
      In quel momento mi è stato chiaro che una generazione di studenti, con l'attenzione dei media e del Presidente della Repubblica, che anziché tenere il punto per ottenere dei risultati, scende per essere ricevuto dal Presidente-Padre, non avrebbe mai avuto le palle di farla davvero una rivoluzione: troppo perbene, troppo rispettosi, troppo "democratici".
      Poi, sull'onda lunga di quelle fallite proteste, ci fu l'altro tentativo pasticciato dell'ottobre 2012: una pena da ridere.
      Ne scrissi un post, dichiarando morta ogni dignità e ridicolo ogni tentativo di protesta fatta da rivoluzionari che vanno all'arrembaggio attrezzati con tendina canadese e cerotti, da bravi bambini giudiziosi armati di brioschina per il risveglio mattutino dopo la dura notte nel sacco a pelo termico.
      Resta il fatto che anche a sapere òe cose, anche a ragionarci provando a trovare vie creative per sgusciare fuori dalla gabbia, temo che sia prima necessario sapersi pronti a ogni più dura evenienza. Si è forse mai visto un pollo uscire dal recinto preoccuato di salvarsi le penne del magnifico culo?
      Spennati, ma vivi. O morti.
      Perché a nulla vale sapere come stanno le cose, se quel sapere non spinge a rischiare il tutto per tutto per di cambiarle (o raddrizzarle).
      Resta l'ironia, timido e inutile passatempo per rivoluzionari a tempo perso.
      Di più non vedo all'orizzonte...

      Elimina
    2. Ross, grazie del link per i partecipanti alla seduta del senato con cui è stata approvata la legge di bilancio. Ti rispondo con notevole ritardo, perché nei giorni scorsi o non ho avuto tempo per il pc, o ho preferito sfogliare altre pagine web, francamente nauseata dal fracasso mediatico post-referendario e pseudo-politico (nel quale non includo neanche per sbaglio il tuo blog, ma proprio solo tutta la classe di quegli argomenti, per cui ho provato una vera e propria crisi di rigetto. L'età fa brutti scherzi, con o senza tagli alle pensioni...io poi da casalinga, al massimo dovrei poter riscuotere un'assicurazione -- tanto per non esulare troppo dal mondo di ippogrifi e durlindane).

      Approfitto per ringraziare anche i vari anonimi che nel frattempo sono interventui su questi temi, e che con la loro competenza e acutezza, mi hanno risollevata dalla insorgente refrattarietà agli stessi da cui mi sentivo afflitta, ultimamente.

      Ciao Ross, buone letture e...scritture, le quali ultime farò in modo di non perdermi, nel limite del possibile.
      marilù

      Elimina
    3. io anonimo 7'21 ringrazio e senza astio consiglio: prima di "parlare" pensa , a lungo , e non vedrai insorgere proprio nulla, anzi .
      saluti
      p.s. propongo una riflessione sul termine sorgere ? naaaa...buon natale .

      Elimina
    4. Ah Capitan Nymus, non metto in dubbio che lei sia un esperto di ...risurrezioni, oltre che di molto altro, per fortuna (almeno mia, che neppure mi sogno di nascondere la mia vasta ignoranza). Certo sa come emergere e come immergersi di nuovo, senza troppe lungaggini, e senza neanche il più piccolo svarione sintattico o grammaticale; anche questa è una forma di sicurezza che, di questi tempi, consola.

      Auguri di Buon Natale anche a lei.
      marilù

      Elimina
    5. anonimo = per lo spirito di decentralizzazione con cui gli sviluppatori sono spinti a collaborare tra loro .
      ...si decide di utilizzare lo sviluppo collaborativo analizzando le interazioni con gli altri .
      sono 2 i modelli di collaborazione ed interazione per lo sviluppo :
      uno , il modello a cattedrale ,viene realizzato da un numero limitato di "esperti" che provvedono a scrivere in quasi totale isolamento. l'interazione prevede "essere esperti , sapere cos'è una cattedrale, chi puo lavorarci, con quali mezzi, quale forma deve avere, non è possibile multidisciplinarità , c'è un fine condiviso da raggiungere ".
      2, il modello a bazaar ,gli utenti possono interagire e "se ne hanno le capacità" possono modificare e integrare lo sviluppo. Lo sviluppo è decentralizzato e non esiste una rigida suddivisione dei compiti e delle competenze, una buona volontà può modificare e integrare qualsiasi parte dello sviluppo. In sostanza lo sviluppo è molto più diluito e libero, da qui il nome di modello a bazaar.
      UNO è orchestra sinfonica con tanto di spartito , non ci si improvvisa...
      DUE è free jazz , a patto di saper suonare e sapere se si è in grado di suonare .due si affida alla competenza multidisciplinare ma conta sull'autocensura degli incompetenti.

      quello di sopra è l'utilizzo del "modo di sviluppo" del kernel di Linux , essendo il sistema molto valido è usato in "alcuni" blog per sviluppare altro da un sistema operativo , viene usato per sviluppare pensiero .

      c'è poi anche chi usa la rete per "raccogliere tutto quanto crede possa rappresentarlo/a " e sui rappresentanti esprime idee opinuioni congetture emozioni ...un po' come se il web fosse l'evoluzione delle mura della stanzetta dell'adolescente e quindi c'è bisogno della firma d'autentificazione come ci sarebbe bisogno della chiave d'ingresso in stanzetta...
      ...

      Elimina