martedì 13 dicembre 2016

Sgrunt!

Il No aveva un messaggio, nemmeno tanto sottinteso: “ Andate a…sciare” (e spaccatevi almeno una gamba, così che per almeno il tempo della convalescenza non vi si veda che azzoppati).
Tempo nemmeno 7 giorni, ed eccoli invece ripresentarsi per chiedere la fiducia a un nuovo governo messo in piedi in quattro e quattro otto e senza troppa fatica. Così nuovo da essere capeggiato da un ventriloquo del dimissionario con al seguito la stessa Banda d’Affori, tranne un paio di new entry a dir poco imbarazzanti (per se stessi: noi ormai siamo così avanti da non imbarazzarci più nemmeno se decidessero di esporci direttamente il posteriore, che come si sa hanno double face, opposto e contrario alla faccia che indossano per la patetica foto di rito, dalla quale manca però il jolly, ovvero l’intestataria principale di quel No con cui domenica scorsa pensavamo di averle fatto capire chiaramente che No, costituzionalisti non ci si inventa né ci si improvvisa. Niente, si è defilata pure per la foto: troppo preziosa?).
Scrivevo a chiusura del post precedente che l’unico effetto del No sarebbe stato dover riprendere ad allenarci per dare di qui a (spero) non molto un uguale calcio al successivo figurante.
Eccolo, il rampollo rivoluzionario a vent’anni e piegato a 90° a 60, il cui incarico è uguale a quello del precedente boy scout: portare avanti l’agenda imposta dalla casa madre overseas di cui l’Italia è null’altro che una succursale in franchising dalla quale si deve estrarre valore, energia e beni fino a lasciarla prosciugata e morta nella landa deserta (nel frattempo colonizzata da cinesi e coloured).
Siamo serviti e, a meno di qualche scherzo in classe del solito bullo, perennemente bocciato e perciò schifato ma insieme vezzeggiato da tutta la scolaresca, sappiamo già che tutto proseguirà come se nulla fosse successo, a meno che…
A meno che, non si torni a sparare alzo zero via odiati social per far capire che non è aria, che zitti non si sta più, che data la loro pervicace propensione alla scorrettezza politica, non ci potranno mai più dare lezioni di cosa sia o non sia politicamente corretto.
Se ad assediare le istituzioni sono vanesi di second’ordine, con una percezione di se stessi molto vicina a quella patologia psichiatrica che storicamente finisce per ammorbare tutti i potenti della terra facendone dei pericolosi psicopatici a noi, impotenti a tutto e che di mandarli a casa con i forconi non abbiamo più né voglia, né fisico, né mezzi, almeno il piacere di far loro sapere come li consideriamo e con quale metro li misuriamo.
Senza troppe riserve, e con la sottile perfidia di saperci sgraditi al nobil-homo che ha già iniziato a dar lezioni di bon-ton istituzionale regalandoci la seguente perla:

"..."La politica è confronto, non odio o post verità. Chi rappresenta i cittadini non deve diffondere paure"

Qualcuno ci spieghi cos'é la post-verità per Sua Eminenza e lo aggiorni sulle paure che il Parlamento dispensa a piene mani al Paese da troppi anni e in mille modi, per riuscire più a silenziare le giuste contestazioni che arrivano a lambire l'aula.

Ronf, ronf, ronf…(fra un capitolo e l’altro dell’illuminante La confessione di Sveto, I Fantasmi di Mosca, di Enzo Bettiza, torno a dormire…L’avete letto che dormire a lungo fa diventare più intelligenti? Qualunque cosa voglia dire, ché l’intelligenza non paga e a me bastano la salute e un pàr de scarpe rotte…)

17 commenti:

  1. se una massa "importante" è consapevole i media e gli organi statali ( tipo la magistratura )si allineano ad essa per evitarsi "ipotesi di reato".
    nella situazione attuale : si sono resi conto che il sistema cosi com'é non "paga" .( hanno tentato di favorire quelli che attraverso la deflazione "vogliono che il denaro non perda valore con il tempo , ma adesso che hanno raggiunto la deflazione attraverso la compressione e distruzione dei salari ...a chi vendono ? )
    potrebbero continuare cosi ma c'è un costo che non possono sostenere " quello della repressione attraverso le forze dell'ordine" ed anche affidarsi a contractor ... costano troppo .
    quindi : non hanno guadagni e non possono permettersi la repressione .
    il rischio per loro è scontare la sollevazione popolare e subire la ricerca della responsabilità.ma se questo rischio non lo percepiscono perché stimano la conoscenza della massa poco " conoscente "?
    in Inghilterra , che sono un po più avanti , ci stanno gia mettendo una pezza perché hanno cercato e trovato uno strumento logico-economico che gli consente legittimità, una correzione all'autoritarismo del mercato praticato attraverso una valutazione al ribasso della sterlina che , secondo gli analisti , potrebbe arrivare in 18 mesi ad avere un rapporto con l'euro di 1a1.
    in italia ( siccome sono idioti ) non stanno neanche cercando uno strumento autoconservativo pur avendo bruciato la credibilità dei media e di tutte le forze politiche che hanno via via utilizzato e questo o perché sono effettivamente idioti o perché ci stimano tali .
    quello che hanno creato è strutturalmente "mantenibile" solo con un imponente apparato poliziesco, grande e ben pagato .
    c'è in verità per loro un'altra alternativa " la carita sussidiante la disperazione, elargita dallo stato " ...serve e servirebbe solo a prolungare l'agonia ma sarebbe percepita come il raggiungimento di un traguardo ...il reddito di cittadinanza dice nulla ?
    la diffusione di conoscenza conta moltissimo ma prima dei sussidi ...cioe adesso.

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    1. 1. ...in Inghilterra , che sono un po più avanti...
      L'Inghilterra, nel contesto del commento, non è un buon paragone: non ha è mai entrata nell'eurozona, e l'aver mantenuto la propria valuta, visto come è andata, le consente ora di aggiustare il tiro senza troppo danno...

      2. ...perché sono effettivamente idioti o perché ci stimano tali...

      Direi l'una e l'altra. hai mai notato come, quando capita di doversi relazionare con chi è portatore di handicap mentale, si tende a portarsi al suo livello nell'intento di farsi capire? E' parte dell'effetto specchio, cioè di quel naturale comportamento che ci fa assumere lo stesso comportamento di chi abbiamo di fronte: usiamo le vocine sceme con i bambini piccoli, trattiamo tutti gli anziani come se avessero tutti la teresina, parliamo a scatti e distanziando bene le sillabe nel parlare a un minorato mentale.
      Gli idioti ci pensano idioti perché non sanno misurarsi con altri che loro stessi. Noi, nel rapportarci agli idioti che mandiamo a ricoprire cariche di governo, fingiamo che siano superman e ci incazziamo con loro come lo fossero davvero.
      Quindi, idioti loro, idioti pure noi (non lo fossimo, li avremmo già presi a randellate, come si fa con gli idioti pericolosi quando provano ad aggredirci...ma a loro lasciamo fare, rassegnati all'impossibilità di averne di migliori)

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    2. 3. ...quello che hanno creato è strutturalmente "mantenibile" solo con un imponente apparato poliziesco, grande e ben pagato...

      Temo si stiano invece attrezzando in questo senso... Magari ne parlerò in un prossimo post, chissà. Però non escluderei che di qui a non moltissimo, diciamo tempo 1 anno e mezzo/due, magari presentando la cosa come parte della nostra "sicurezza", ci trovassimo invece proprio quelle ronde di quartiere che abbiamo contestato in passato ai leghisti e ora, invece (forse, più sì che no), potrebbero essere ronde armate tipo contractor, magari nei primi tempi in versione light, ma una volta sbloccato l'ostacolo psicologico, sarebbero lì, belle pronte a garantire l'ordine pubblico quatriere per quartiere. L'insistenza sul "problema sicurezza" ha già sfondato porte che fino a qualche anno fa ritenevamo inaccettabili, basta un passetto un più e ci siamo. Costi? Tanto paghiamo noi, come paghiamo già telecamere ogni pochi metri, sorveglianza disponibile 24h24 grazie poi a smartphone e satelliti. Insomma, i costi non sono un problema, non lo sono mai stati...

      4. ..."la carita sussidiante la disperazione, elargita dallo stato"...serve e servirebbe solo a prolungare l'agonia

      La nostra, agonia, è già in corso, anche se non ancora per tutti (ma i 4milioni e mezzo di poveri estremi dell'ultyimo Istat sono una buona avanguardia). La "carità sussidiante" è funzionale all'obiettivo controllo totale con discriminazione totale: se vuoi mangiare ti adatti a fare ciò che ti chiediamo, altrimenti la tua morte per fame te la sei voluta e quindi non lamentarti.
      Quando si arriva a quel punto, l'ultimo baluardo di una dignità umana in via di estinzione, la fame gioca brutti scherzi, la pancia è disperazione allo stato puro, la gabbia all'ennesima potenza. Per questo si inventano le motivazioni più fantasiose per non istituire il reddito di cittadinanza: significa considerare la dignità umana un valore da salvaguardare e la libertà di scegliersi un pasto la libertà minima per un umano cui si riconosce il diritto alla dignità.
      Fatti due conti, conviene affamare le persone, renderle dipendenti dalla fame così da modellare la società su basi diverse dove ha valore ciò che chi ti sfama decide lo sia. Ne muoiono nel frattempo a migliaia? Sì, nel silenzio generale e con la cinica conta che, in altri tempi, per ottenre di cambiare paradigma sociale, era necessario mandarne a morire in guerra molti di più.
      Da questo punto di vista gli idioti si sentono umanamente miglioro dei vecchi governanti guerrafondai, motivo per cui dobbiamo loro riconoscenza. Giusto?

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    3. 5. la diffusione di conoscenza conta moltissimo ma prima dei sussidi ...cioe adesso

      Concordo, conta più del pane oggi e più della gallina domani.
      Basta non aspettarsi una conoscenza simultanea e uguale per tutti: ognuno ha i suoi tempo e le sue tappe. Qualcuno è già arrivato, altri arriveranno, altri ancora non ce la faranno prima che sia troppo tardi.
      Però una cosa ho so: bisogna imparare a camminare un passo dopo l'altro senza aspettarsi orizzonti, perché quelli non sono più visibili, solo immaginabili. Deve bastare...

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  2. una chicca e poi smetto , giusto per capire da dove arriveranno i soldini per mps e unicredit e per capire che quando via media inizieranno a rompere i coglioni con le pensioni troppo alte ...
    boeri , quello dell'inps :
    "Chi percepisce pensioni più alte ha un tasso di mortalità più basso della media nazionale e questo ci dice che interventi perequativi sugli assegni in essere avrebbero un impatto sul sistema pensionistico ancora più forte, diventando una forma di risparmio importante".
    sembrerebbe logico , vero ?
    ma il " Fiscal Sustainability Report "della Commissione Europea,dice altro .
    A sentire loro, i merdia, noi abbiamo un debito insostenibile, e soprattutto invecchiamo troppo, sicché, siccome nessuno ci paga i contributi, dobbiamo importare risorse, non per abbassare i salari, ma per alzare le pensioni.
    Perché se da un lato abbiamo la Commissione Europea che autorevolmente certifica la sostenibilità a lungo termine del nostro debito per quattro anni di fila, e dall'altra abbiamo il coro unanime, senza una singola voce dissonante, dei merdia che ci esortano a sacrifici in nome del dissesto delle nostre finanze?
    A quanto pare, noi di risparmi "importanti" non abbiamo bisogno, secondo la Commissione e secondo un'analisi descrittiva dei principali indicatori di sostenibilità.
    Ma allora perché Boeri ci tiene così tanto a realizzarli, questi risparmi "importanti", al punto di esprimerne l'insopprimibile esigenza in un modo oggettivamente infelice, che sembra alludere alla necessità di sottrarre risorse a chi ne ha abbastanza per campare, in modo da porre fine ai suoi giorni, e al peso di essi sull'erario?
    Eh già! Pare proprio che, considerando 209 paesi fra quelli elencati nei World Development Indicators per i quali entrambi i dati sono disponibili, fra reddito medo pro capite e speranza di vita alla nascita ci sia una certa correlazione. I soldi non danno la felicità, forse, ma certamente danno più tempo per godersi la propria infelicità.

    Ora, considerando che secondo la Commissione Europea noi, anche senza bisogno di "tagliare" soldi (e anni di vita) ai pensionati avremmo già un sistema pensionistico sostenibile, tutti questi tagli a cosa serviranno mai? Avranno forse qualcosa a che vedere con quei quattro o cinque miliardi che servono al Monte dei Paschi di Siena, o con quegli altri tredici o quindici che servono a Unicredit, e che a quanto pare adesso, dopo aver preso un paio di batoste elettorali, l'Unione Europea è così generosa da accordarci di provvedere con fondi pubblici (mentre prima della Brexit e del no al referendum i nostri risparmiatori potevano tranquillamente impiccarsi)?
    ma se dessimo fuoco ai giornali ed alle televisioni? invece li finanziamo !

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    1. Perché se da un lato abbiamo la Commissione Europea che autorevolmente certifica la sostenibilità a lungo termine del nostro debito per quattro anni di fila, e dall'altra abbiamo il coro unanime, senza una singola voce dissonante, dei merdia che ci esortano a sacrifici in nome del dissesto delle nostre finanze?

      Vedo solo io un collegamento con il punto 4. del mio precedente commento? Si tratta di cose distinte, da una parte le banche da salvare, dall'altra i conti (delle pensioni, ma anche i bilanci dello stato, le spese per gli armamenti, le scuole, i trasporti, la viabilità, ecc.,) che devono tornare. Lo scrivevi tu stesso qualche commento fa: il denaro è un mezzo per il fine. E se il fine è quello di cambiare paradigma sociale, cioè valori, assetto sociale, ecc., le banche si salvano con prestiti (Mes?) utili ad aumentare quel debito pubblico che già tanto e bene è fin qui servito per raggiungere risultati eccellenti: morti di fame impiccati a pagare debiti al fisco costretti a vendersi (letteralmente: leggevo oggi di una donna, mi pare di Verona, che con un'agenzia di traduzioni, con contratti con i tribunali, con aziende, avvocati, ecc., non incassando abbastanza si è indebitata con Equitalia per circa 50mila euro. Che sta ripagando facendo la prostituta, cioè battendo il marciapiede la notte con le nigeriane mentre di giorno va a fare la traduttrice per il tribunale. Mi pare che sia un buon esempio di quanto sta accadendo a molti, visto che, per campare, in un modo o nell'altro tutti ci prostituiamo per pagare tasse immonde e costi correnti per coprire i quali gli attuali stipendi, quando ci sono, non bastano più)

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    2. Alla fine, non riesco a scordarmi gli accenni ale guerre evitate dall'Unione Europea citate qualche anno fa da Merkel a sostegno delle politiche economiche europee. Il senso è quello già citato: " Ci dovete essere grati, perché in altri tempi, per godere dei cinquantanni di pace che avete goduto in Europa, si sono fatte guerre fratricide. Ora noi guerre non ne vogliamo, però combattere è necessario. Quindi, se vi sembra di essere tornati ai tempi di guerra avete ragione, solo vi risparmiato la vista del sangue sui campi di battaglia".
      Naturalmente, come ai tempi di guerra, i poveri mangiano ciò che scovano di commestibile nelle immondizie e i malati si affidano alla bontà divina, che la vita non è una garanzia per nessuno in tempi di guerra...

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    3. La Merkel, naturalmente, non ha detto proprio così, ma il senso era quello che ho liberamente interpretato...

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    4. ...tutti questi tagli a cosa serviranno mai? Avranno forse qualcosa a che vedere con quei quattro o cinque miliardi che servono al Monte dei Paschi di Siena

      Sì, anche, ma forse non solo.
      Poi mica è la prima volta che l'Inps corre in aiuto alle banche. M'è giusto tornato in mente che il salvataggio della Bnl per il caso "Atlanta" fu possibile proprio grazie ai fondi dell'Inps. Ma sono cose vecchie che forse nessuno ricorda più, e però ne scrisse Un libro inchiesta dettagliatissimo, con documenti originali pubblicati, Alan Friedmann _ La Madre di tutti gli affari, che non so se si trovi ancora in circolazione...

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  3. L'intelligenza non paga. Ma neanche l'ignoranza che nel rugby - sport duro ma leale - è considerata un elogio. Un bel placaggio di quelli ignoranti, diceva il mio allenatore. E noi abbiamo placato con un bel NO. Ma neanche essere ignoranti paga.

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    1. No, neanche l'ignoranza paga. Diciamo che però, vista l'ignoranza (il non sapere) delle istituzioni, che l'ignoranza del popolaccio dovrebbero attrezzarsi per sconfiggerla (l'ignoranza non è che il frutto bacato di un potere ignorante), è lecita, giustificata e perfino protettiva. Cosa che invece l'intelligenza (il sapere) non consente: nessuno ha la pelle più scoperta di chi sa e nulla può comunque, esattamente come l'ignorante, che grazie al velo che appanna la sua mente finisce per vivere con meno fisime e minori mal di stomaco.
      L'ignoranza, di questi tempi, è terapeutica...

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  4. per l'italia il rapporto tra "saldo primario e pil " è talmente positivo che " non ci sono conti da far quadrare "
    puoi metterci dentro tutto e ci hanno messo dentro tutto.
    per la commissione eurpopea è stato impossibile nasconderlo , è un dato troppo grande .e...neanche da credere ,siamo mooolto meglio della germania,gli effetti della "globalizzazione" potremmo abbatterli in un attimo.
    non è una crisi economica ma una crisi istituzionale .

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    1. Odiare i mascalzoni è cosa nobile"
      Marco Fabio Quintiliano (Calagurris 35 d.C. Roma 96 d.C.).



      Si dobbiamofareleriforme perché “ce le chiede l'Europa, ce le chiedono i mercati, oggi c'è la globalizzazione, oggi c'è la Cina, oggi c'è il debitopubblicobrutto”.

      Poi leggi t dati, e scopri che gli italiani e gli ungheresi hanno i debiti pubblici più sostenibili d'Europa, scopri che l'Italia ha un ingente avanzo primario che non si è particolarmente ridotto nemmeno durante la recessione, scopri che gli italiani potrebbero mangiarsi viva la globalizzazione a colazione.

      Poi ascolti i giornalisti che descrivono il tuo paese come il peggiore del mondo, che la globalizzazione ci schiaccia, da soli siamo troppo piccoli per affrontarla e quindi dobbiamo cedere sovranità ad autorità superiori. A quel punto è difficile non odiare i tuoi simili.
      In pratica per dire che la posizione dell'Italia è ottima in partenza e sostenibile nel futuro, i signori della Commissione Europea la mettono cosi:
      "l'Italia è in una posizione budgettaria che non da luogo a sfide di sostenibilità nel lungo termine".
      Non era più semplice scrivere che la sostenibilità attuale e futura è, alla luce dei dati attuali, assicurata?

      il prof. Felice Roberto Pizzuti, prof. di Economia Politica all'Università "La Sapienza" di Roma, nonchè redattore dell'annuale "Rapporto sullo Stato Sociale", in modo tale che ci rendiamo conto, noi profani, che davvero i "merdia" distorgono la realtà. Dice infatti il prof. Felice Roberto Pizzuti:"Anche in Italia si è verificata la stessa illusione statistica; attualmente la spesa sociale è pari al 28,4% del Pil, in linea con i valori medi europei. Tuttavia, se confrontiamo il valore pro capite, il nostro paese registra un forte e crescente divario negativo: fatto pari a 100 il valore medio dell’Unione a 15 nel 1995, quell’anno il dato italiano era 84,1, ma da allora è calato fino a 75,8 del 2011. In tutti i paesi europei, tranne l’Irlanda, la voci di spesa più importante è la previdenza (15,1% nell’EU-16); questa voce in Italia è pari al 18,8%, in Francia al 16,5% e in Germania al 13,6%. La superiorità del nostro dato previdenziale di 3,7 punti rispetto alla media europea è tuttavia viziata da diverse disomogeneità presenti nelle statistiche. Ad esempio, l’Eurostat include nella spesa pensionistica italiana i trattamenti di fine rapporto (pari all’1,7% del Pil) che non sono prestazioni pensionistiche. C’è poi che le spese pensionistiche sono confrontate al lordo delle ritenute d’imposta, ma le uscite pubbliche sono quelle al netto. Tuttavia, mentre in Italia le aliquote fiscali sono le stesse che si applicano ai redditi da lavoro per un ammontare trattenuto pari a circa il 2,5% del Pil in altri paesi spesso sono inferiori e in Germania sono addirittura nulle cosicché i confronti operati al lordo sovrastimano i nostri trasferimenti pensionistici che, in realtà, non sono affatto anomali. In ogni caso, dopo le riforme del 1992 e 1995, fin dal 1998 il saldo tra le entrate contributive e le prestazioni previdenziali nette è sempre stato attivo; l’ultimo dato, del 2011, è di ben 24 miliardi di euro. Dunque, il nostro sistema pensionistico pubblico non grava sul bilancio pubblico, anzi lo migliora in misura consistente (pari a sei volte le entrate Imu sulla prima casa!).”

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    2. in buona sostanza , eventuali tagli sulle pensioni ci farebbero male.

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    3. In buona sostanza, i tagli sulle pensioni servono a tirar fuori i soldi per mantenere i carrozzoni della sussidia-carità, cioè le migliaia di ong, coop, org, che nuotano nel mare magnum dell'assistenza ai poveri, extra comunitari e migranti clandestini compresi...

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  5. Pensiamo al fatto che, oltre al costo esoso dell'accoglienza di cui, proprio mi sfugge il senso (es.: ci dicono che il rimpatrio costa caro e quindi, in mancanza di accordi con i paesi riceventi, per la ripartizione delle spese, e noi non ce le possiamo accollare interamente, quindi ce li dobbiamo tenere. Finale? Spenderemo X volte il costo del biglietto.) Ci sono costi infinitamente più esosi, e ovviamente, taciuti. La nato , a seconda delle fonti, ci costa tra 55 e 75 milioni di euro... al giorno. Ripeto: Tra i 55 e i 75 milioni di euro al giorno.

    Mondo cane

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    1. non viviamo disagi imputabili ad una crisi economica ma istituzionale.

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