giovedì 12 gennaio 2017

Pacho: una delle tante odierne condanne autoeseguite

Questa mattina, sabato 7 gennaio 2017, Pacho, un compagno argentino esule politico in Italia dalla fine degli anni 70, ha deciso di morire sparandosi un colpo di pistola nella sua abitazione nel centro di Brescia.

Eduardo “Pacho” Della Giovanna, nato in Argentina nel 1951, è stato militante, fino al suo scioglimento, dell’organizzazione guerrigliera marxista PRT-ERP in Argentina, Spagna, Messico e Italia.
Fino al 1973 il PRT-ERP era la sezione argentina della IV Internazionale. In quell’anno ci fu la scissione tra l’ala più “ortodossa” (che diventerà il PST) e quella più “guevarista” (che manterrà il nome di PRT-ERP) guidata da Mario Roberto Santucho (assassinato dalla dittatura tre anni più tardi). Pacho apparteneva a quest’ultima corrente.
Esiliato dalla dittatura si stabilì a Brescia alla fine degli anni ‘ 70 e si impegnò in attività di solidarietà con i popoli latinoamericani. In particolare lo si ricorda, accanto a Guido Puletti e ad altri esuli latinoamericani, nella campagna per il boicottaggio dei mondiali d’Argentina del ’78 e nella lotta contro l’installazione dei missili Pershing e Cruise, nel 1981, in Italia. Fu poi presidente di Apasci (Associazione per la pace, la solidarietà e la cooperazione internazionale). Sempre attento alla situazione politica internazionale, Pacho ha partecipato nel corso di questi ultimi anni a iniziative e manifestazioni organizzate dalla sinistra a Brescia.
Prima di spararsi,  Pacho ha inviato, alle ore 6,14 di sabato 7 gennaio 2017, una mail in spagnolo a Radio onda d’urto e ad alcuni altri amici e amiche. Un testo denso di dignità e allo stesso tempo un amaro grido di accusa verso il sistema capitalistico, inumano e feroce.

ALL’AUTORITA’ LEGALE CHE CORRISPONDA:
Un giorno  (veramente oggi è 07 Gennaio 2017), incominciai a scrivere quello che penso e da qualche maniera  vivo da tanto tempo, anni per essere sincero (e farò il tentativo di spiegarlo, provando ad essere sintetico).
Mi permetto, per evitare interpretazione equivoche, di farlo nella mia madrelingua, dove meglio posso  raccontarvi le mie ragioni, anche se non è facile in queste circostanze.
Vi chiedo di trovare un interprete o traduttore. Grazie.
Io, Eduardo Dellagiovanna (più conosciuto con il soprannome “Pacho” dagli amici) sto per compiere 66 anni (il 30/01/2017); dal Gennaio 2015 tra ferie, permessi retribuiti, cassa Integrazione etc. non sto più lavorando. Impossibile proseguire con le collaborazioni esterne (personalmente “collaboratore della Provincia di Brescia nel settore Trasporto pubblico” tramite Cooperativa Sociale, per la legislazione e i tagli di bilancio politici, per tanto disoccupato “ufficiale” dal Giugno 2015 e riscuoto un sussidio di disoccupazione (INPS-Naspi) che terminerà ad Aprile o Giugno del 2017 non lo so esattamente (oggi non mi interessa più); quindi dopo oltre 34 anni di contributi pensionistici allo stato italiano, con le nuove disposizioni legali in materia (grazie sig.ra Fornero!), io resterei 18 mesi senza la possibilità economica di sopravvivere, dato che non avrei entrate fino al momento in cui la legge mi permetterebbe di percepire una pensione.
La mia possibilità reale di poter trovare un’occupazione oggi in Italia, per “arrivare all’età del pensionamento” è così poco probabile come vincere una lotteria senza possedere il numero vincente.
L’ultimo sussidio che ho ricevuto (il 14/12/2016) è stato di 599,00 euro; come potrete immaginare, è totalmente insufficiente. Quando iniziai a riceverlo era di 880 euro (anche se il mio stipendio sfiorava i 1.300 mensili e già mi costava arrivare alla fine del mese, però pagavo tutte le fatture).
Ho letto su Facebook (non so se sia vero) dichiarazioni di un ministro Italiano che con 350,99 euro si può vivere dignitosamente, lo stesso che dichiarò che i giovani andassero all’estero (questo è verità perchè ha ritrattato pubblicamente), senza commenti…., in tal caso provi lui, che mi risulta incassi qualcosa come 10.000 euro mensili, a spiegarmi come faccio io a pagare 380,00 euro di affitto più luce, gas, acqua, telefono, prestito bancario -180,00 mensile- e mangiare per sopravvivere?, gran sorete…mi piacerebbe pubblicare le mie riflessioni-condizioni di vita (per lo meno queste che condivido con milioni di persone in questo paese e nel mondo) ma credo che mi censurerebbero su Facebook; soltanto per vedere quanti “likes” riceverei…e, naturalmente, che mi risponda anche se io non potrò leggere (la sua risposta) perchè per me sarà “time over”…  
Se a questa situazione aggiungo il mio stato fisico (la cardiopatia e il tumore alla corda vocale) il mio stato psicologico; la mia separazione e posteriore divorzio nel 1997 (?) la mia lenta ma certa dipendenza dall’alcohol (vino per essere chiaro e al tabacco 25/30 sigarette al giorno) la malattia della mia compagna nel 2006 che è terminata con la sua morte quando aveva compiuto 44 anni di vita (2009), l’infarto risolto con 3 by-pass nel 2010; il suicidio della mia seconda ex-moglie in quello stesso anno, il tumore e operazione del carcinoma nella mia corda vocale nel 2013, la disoccupazione…. credo che la conclusione (mi riferisco alla mia azione) era e sarà evidente, l’unica possibile. Forse l’ho cercata con altri mezzi ma è un cammino molto lento per le mie necessità attuali.
Dopo tutto, cosa mi resta?, che io perda amici stretti e sinceri?; ho perso la mia autostima e ciò ha provocato che il mio istinto di sopravvivenza (eros, crolli davanti al mio thanatos), di conservazione scarseggi; quando mi sveglio, ciò che mi spinge ad alzarmi è la mia vescica piena…e l’appetito dei miei gatti.
Psicologicamente, la mancanza di soluzioni possibili e/o reali mi angoscia e deprime. Ha chiamato la mia banca (o la finanziaria) perchè devo due rate del prestito (saranno 3 il 27/01/2017), le bollette che mi arrivano e confesso, non sono cifre esose (chissà per un politico o un occupato sia differente, ma per me 1.000 o 1.00.000 fa lo stesso: qualunque cifra NON POSSO PAGARLA). Semplicemente perchè non l’ho.
Perdonate l’analisi superficiale e ripetitiva del sistema e cause… ma in questo ultimo momento ragiono con i gomiti.
Non ho più voglia di vivere nè incentivi per farlo;la questione sta peggiorando non da giorno a giorno, ma da ora in ora.
Dovrei faremi una visita medica oculistica (è dieci anni che non lo faccio, vedo malissimo!) ma; non ho denaro.
Dovrei consultare un dentista (ho vari elementi in auto-espulsione per non parlare dell’igiene dentale) ma; non ho denaro.
Dovrei rinnovare il mio porto d’armi, il passaporto, il vestiario, etc. non ho denaro.
Le fatture già arrivate che dovrei cancellare a Gennaio 2017 (per non parlare di quelle scadute) ma; non ho denaro per saldarle..
Questa è la mia vita oggi in un paese “democratico” (con una costituzione bellissima e disapplicata) dove un parlamentare (destra-centro-sinistra?) -in 1 mese guadagna quanto io non guadagno in 1 anno (ll NASPI non contempla neppure una tredicesima!) e la sopportazione di questa realtà, situazione (non solo in Italia) diventa per mè troppo pesante. Politiche e sistema di governo decidono come devo morire, se di fame o di debiti; mi hanno tolto l’illusione che la vita anche se difficile è bella; non sopravvivo con il sorriso di un bambino o la bellezza di un tramonto/albeggiare; questo sistema mi impone che se non pago e/o non produco, non servo, per tanto scompaio.
Confesso, non mi hanno vinto i militari argentini, ma adesso non ne posso più. Ho sottostimato il nemico (sistema), non lo credevo, non lo immaginavo tanto inumano e feroce ( como direbbe Galeano). In ogni modo non rinnego assolutamente tutta la mia vita militante in Sudamerica. In Italia ho militato per anni in solidarietà e cooperazione internazionale, ho conosciuto la generosità umana di tanti italiani e non solo, ma generosità reale.
Devo chiedere “aiuto” al municipio?, non credo che sia corretto, la mia esperienza di vita per dirlo in qualche maniera (capitemi, non è un momento in cui penso serenamente per esprimere idee e sentimenti): credo che corretto sia che ciò che mangio e consumo, devo guadagnarmelo!.
Possibilità attuali in Italia nella mia situazione di guadagnarmelo: nessuna!!!
Mi dispiace per quegli amici sinceri che mi circondano; non li nomino per timore a non menzionarli tutti e anche alla proprietaria di questa casa, la dottoressa A.V. alla quale devo 7 mesi di affitto non saldato, realmente non se lo merita ma non sono in condizioni di pagare, semplicemente non ho il denaro nè possibilità di averlo.
Chiedo, (neppure so a chi farlo) immagino ai Servizi Sociali del Municipio della Città di Brescia dove vivo e risiedo, dato che sono indigente e non ho familiari in Italia, di essere cremato nel modo più laico, semplice e rapido possibile, al tempo stesso ripeto, mi piacerebbe che i miei gatti non siano sacrificati.
Nessuno mi ha suggerito questa soluzione; è il sistema vigente e la mia impotenza che mi produce ciò che mi porta a prendere questa mia decisione, l’unica possibile. Questo è tutto, sicuramente i miei amici si incaricheranno di dare comunicazione ai miei parenti che ancora ho in Argentina.
Chiedo a tutti, sinceramente scusa per i problemi reali e burocratici che credo (polizia, pompieri, amici destinatari di questo messaggio, etc.)
Dovranno entrare dalla via e utilizzare qualcosa per tagliare la catenella di sicurezza della porta d’ingresso (1° piano, porta a destra -vetri e sbarre, unica), la seconda possibilità è dalla via, la finestra grande all’altezza del balcone del mio vicino che lascerò aperta. Non voglio lasciare un arma alla mercè di qualunque persona che entri nel mio domicilio. Nella cassaforte (aperta, troverete le munizioni).
 (Ricordatevi della mia richiesta per i miei meravigliosi gatti anche se sarà difficile e soprattutto che non li separino dopo 10 anni di vita in comune tra di loro ).
Eduardo (Pacho) Dellagiovanna. – Vicolo del Moro, 15 – primo piano – Città di Brescia (Centro Storico). Per aprire il portone d’ingresso dalla via, dovrete disturbare qualche vicino.
P.S. 1.: Ieri mi ha chiamato la banca: per il 27/12 avrei dovuto pagare 360,00 euro e, è arrivata la fattura dell’energia elettrica e del gas: 108 e qualcosa euro…non li ho.
 Mi restano (oggi 06/01/2017) sul mio C/C meno di 1,85 cent di euro e nel portafoglio niente, ho potuto fumare grazie alla generosità di Elizabetta ieri, al pranzo di Beppe e 50,00 euro che mi ha lasciato Gigio la settimana scorsa….più i pranzi pagati da Livio.
Come si potrà apprezzare, non ho scritto questo in un solo giorno, è quasi come un diario.
Termino con un haiku del meraviglioso scrittore uruguaiano Mario Benedetti:
Dopo tutto
la morte è solo un sintomo,
del fatto che ci è stata una vita…
P.S.2: Chiedo scusa per lo stato della casa (pulizia, ordine, etc.), como immaginerete, è da tempo ciò che meno mi preoccupa.
Condividete questo ultimo messaggio (se volete) con chi considerate gli possa interessare o cancellatelo.
Ancora grazie e chau a tutti. Oggi 07/01/2017. . .
Pacho.
Per favore, chi riceva questo comunicato che informi la/le  autorità pertinenti, non è uno scherzo.
pacho. 

L’omaggio al compagno Pacho
Da oggi pomeriggio (mercoledì 11 gennaio) è possibile salutare Pacho presso la Casa del Commiato in via Bargnani, 25 (Fermata Metro S. Eufemia) a Brescia dalle ore 8 alle ore 19 orario continuato. L’ultimo addio verrà dato nello stesso luogo venerdì 13 gennaio alle ore 16.00 indi proseguirà per il Tempio crematorio di Brescia.
Per coprire le spese per il funerale è stata aperta una sottoscrizione, si può contribuire con bonifico sul conto corrente Iban IT 44 P O5216 11201 000000094408.
Bic Swift BPCVIT2S
Causale:Funerale Pacho


Ripreso da Tlaxcala

8 commenti:

  1. mi ha sempre straziato il "sia di me quel che volete".
    forse aveva smesso da tempo di essere un uomo ,ed in quanto tale, un fine di per sè auto suffiiciente ed auto esplicativo....era diventato un mezzo attraverso il quale si pagano bollette affitti ecc. e , venuta meno la funzione di mezzo non ci sono fini...

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    1. ...era diventato un mezzo attraverso il quale si pagano bollette affitti ecc. e , venuta meno la funzione di mezzo non ci sono fini.

      Sentenziò Pancia Piena convinto ancora di stabilire da sé, in quanto "uomo", sia i mezzi i fini...
      Pazienta, ce n'é per tutti: è solo questione di tempo e, appunto, di mezzi, che mi auguro tu abbia a sufficienza così da non dover chiedere mai...

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  2. Terribile leggere: "non mi hanno vinto i militari argentini ma adesso non ne posso più".

    Però capisco molto bene il senso d'impotenza che assale di fronte al moltiplicarsi delle malattie personali, delle morti, subìte o procurate, di persone intensamente amate ma trasportate via da una corrente contro cui è impossibile nuotare, non importa quanti allenamenti e muscoli si abbiano alle e sulle spalle.

    Forse anch'io, invece che coi gomiti, ragiono con una pancia troppo piena, ma mi sarebbe piaciuto poter leggere che Radio Onda D'urto e altre associazioni avessero pubblicato simili annunci per promuovere sottoscrizioni a favore di Pacho quando era vivo e assediato da sofferenze e debiti senza numero, invece che per pagare i suoi becchini (con tutto il rispetto per il loro lavoro, non meno rispettabile di quello dell'umile vescica che ci sveglia puntuale al mattino, senza chiedere in cambio che un po' d'acqua, magari gratis, dalla fontanella pubblica).

    Ciao, Ross.
    (Arrivederci, Pacho)
    marilù

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    1. La schiavitù, come insegna Kevin Bales (v. post linkato a lato in Evidenza), è tale solo quando sussistono precise condizioni: il ricatto esistenziale, e un debito che costringe ad accettare la schiavitù di un lavoro senza il debito estinguersi mai.
      Gli "aiuti" a chi è in difficoltà vanno bene: aiutano a superare un momento che ci si augura breve e superabile.
      Ciò che ci racconta lucidamente Pacho nella sua testimonianza è che la condizione di schiavitù è non solo fra noi nei fatti, ma che abbiamo difficoltà a riconoscerla come tale perché da una parte ragioniamo come era normale fare fino a prima della sua comparsa: sei in temporanea difficoltà economica, chiedi aiuto agli amici e poi, quando le cose torneranno a girare, ripagherai i tuoi debiti. Dall'altra, la condizione di povertà ((oggi sono circa 4 milion le persone che in Italia sono estremamente povere, cioè non hanno mensilmente quanto necessitano per sopravvivere), ci viene presentata come "aiuto che bisogna meritarsi", con la tendenza ad applicare anche da noi quel welfare in stile Hartz IV che sta facendo in Germania strage di dignità umana.
      Se per vivere chiunque necessità di un tetto, luce, acqua, gas, abiti e sapone, bisogna fare i conti della serva e dirsi che per avere mensilmente di che vivere dignitosamente ogni persona ha bisogno di una cifra minima e certa ogni mese.
      Mettiamoci nei panni di Pacho: 500€ in mobilità che sarebbe finita ad aprile prossimo, cifra con la quale non riusciva nemmeno a pagrsi affitto, bollette e un pasto al giorno. Aveva amici che spesso lo invitavano, ma nessuno può davvero pensare di campare di inviti a pranzo o a cena per il resto della vita, no? Se ha una dignità, una persona vuole poter decidere dei propri pasti e dei propri costi, non dipendere per il resto della vita dalla generosità altrui...
      Se con quei 500€ non arrivava a pagarsi le proprie riddottissime necessità mensili, che ne sarebbe stato di lui quando ad aprile glieli avessero tolti perché finita la mobilità?
      Mi dirai: ci sono le associazioni, le integrazioni al reddito (max 500€ al mese da Inps, e non sono per chiunque li chieda, bisogna "avere i requisiti), ecc.
      E curarsi i denti? No, non è gratis: gratis sono solo etrazioni e dentiere, il resto si paga e si pagano i materiali. A 66 anni, dopo una vita di lavoro, come si può chiedere a un uomo di cedere la propria dignità per avere comunque una vita che dipende dalla pietà e dalla generosità altrui?
      Hartz Iv offre in Germania oggi circa 500€ (pare sia la cifra che in Ue hanno deciso deve bastare per campare), ma con l'obbligo di accettare qualunque lavoro venga proposto, vedendo bene di non ammalarsi troppo spesso (2 influenze di seguito, ho letto, costituiscono sospetto di frode, per cui decurtano di una penale l'importo; se manchi al lavoro o ritardi, altre penali; se ti lagni, penali o sospensione del contributo: bisogna essere docili e assertivi, nel Nuovo Mondo, per guadagnarsi la mera sopravvivenza come asino da traino).
      Ciò che è terribile è che non vogliamo vedere il fondo delle tragedia che si svolgono in silenzio intorno a noi; e che quando le notiamo, ricorriamo ad antichi rimedi non più sostenibili: chiedi aiuto agli amici per un po', non puoi farci affidamento per sempre. Povero, impoverisci anche loro, prima o poi...
      Ciò che sta succedendo, è che la povertà è il mezzo per piegare ogni residua dignità.
      Se chi ti da il pane lo condiziona al merito, fa né più né meno che ciò che fa lo schiavista: applica il ricatto per importi il pagamento di un debito che non ha alcuna possibilità di estingiuersi.
      Niente estinzione del debito (che si rinnova a ogni pagnotta), obbligo di lavoro fino alla fine, uguale schiavitù.
      Pacho aveva chiaro questo. O almeno l'ho chiaro io mentre lo leggo ripensando a molte cose che vedo succedere intorno a me: ricatti esistenziali, per quanto ben mascherati da bontà e generosità, rimagono ricatti schiavisti

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    2. E Pacho, che da una dittatura era scappato, forse aveva quella lucida capacità di vedere gli esiti della propria condizione e di un certo modo, apparentemente generoso, di risolvere i problemi di chi è sbattuto fuori dal sistema produttivo, soprattutto se questo accade quando l'età non è più quella della ribellione ma quella delle sintesi e conclusioni: ricatto.
      Nessun uomo che abbia una dignità e una storia politica alle spalle, può accettare il ricatto esistenziale come condizione per una sopravvivenza da schiavo sottomesso a una visione del mondo che ripugna.
      Meglio un colpo di pistola, sono totalmente con lui.
      Nessuna carità gli avrebbe garantito altrettanta dignità.
      C'è un punto oltre il quale bisogna fare delle scelte, e lì viene fuori chi sei e in cosa credi.
      Bisogna sapersi piegare, flettere, rendersi duttili, mai lasciarsi spezzare.
      Se arrivi a quel punto, meglio spezzarsi da soli, almeno quello...

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  3. "Bisogna sapersi piegare, flettere, rendersi duttili, mai lasciarsi spezzare".

    Di certo questo Pacho l'aveva imparato bene durante la dittatura del feroce e inumano Videla, in Argentina. Ricordo di aver letto, tanto tempo fa, della straordinaria, commovente rete di solidarietà che si era creata in quella nazione, rete grazie alla quale questi perenni fuggitivi, oppositori irriducibili del regime argentino, peggio che schiavista, sanguinario sterminatore senza coscienza, passavano di casa in casa, o meglio di soffitta in soffitta, di cantina in soppalco, una casa di amici dopo l'altra, come tante Anne Frank o altrettanti, preziosissimi monumenti storici al diritto di autodeterminazione e libertà di parola custoditi con la più grande e gelosa cura da finti sostenitori della "junta", nelle cui virtù e necessità avevano in un primo tempo creduto per poi pentirsene amaramente -- e attivamente, anche se con la massima astuzia e circospezione.

    Ma qui il punto è un altro. PAcho non era più un giovane aitante e in salute, era un sessantaseienne particolarmente malandato; non solo i denti erano molto malmessi ma anche la vista era quasi del tutto andata. E la cecità -- o quasi cecità -- è una croce davvero pesante, specie se vissuta in quella indigenza e in quella solitudine in cui Pacho era sprofondato.

    Non voglio affibbiare a nessuno colpe addizionali, rispetto a quelle che certo adesso staranno rodendo l'anima agli amici che, comuqnue, invitandoilo a pranzo o costringedolo a prendere di tanto in tanto la banconota da 50 o cento euro che gli ficcavano in mano, o lasciando trascorrere mesi e mesi senza ricevere (e nemmeno chiedere) l'affitto dovuto, si sono preoccupati e occupati di lui, in molti modi e a più riprese. Ecco, non voglio mettermi a fare il teste d'accusa a sproposito, però non posso lo stesso fare a meno di chiedermi: ma la dottoressa A.V., lodevole titolare di quell'affitto pazientemente e discretamente non riscosso, non poteva, magari in occasione degli auguri (e del cesto-regalo, chissà?)di Natale proporgli una visita da quel suo amico dentista e/o oculista, tanto bravo e che sarebbe stato felicissimo di conoscerlo e nell'occasione anche visitarlo e curarlo, prescrivendogli (e magari anche fornendogli) le medicine necessarie alla sua guarigione e/o gli occhiali capaci di farlo sentire meno sperduto e imbranato?

    Magari la mia è una domanda retorica, perché esiste la concreta possibilità che la dottoressa A.V. tentativi simili, e anche con più tatto di quello prospettato da me, li abbia fatti a dozzine, sempre però incontrando la immutata resistenza di Pacho, o meglio del suo orgoglio.

    E l'orgoglio non c'entra con la dignità, quanto piuttosto con -scusa la brutalità -- con la malattia mentale, con la depressione che in queste circostanze pianta le sue nubi nere sull'anima e non vuole saperne di sloggiare. Perché se, come ipotizzi, si fosse trattato di lucida e ben ponderata decisione ispirata a dignità, Pacho avrebbe dovuto sentirsi confortato dal fatto che, come scrive nella mail d'addio, per ben 35 anni aveva versato contributi a uno stato che adesso si rifiutava, da ladro matricolato, di resituirglieli, e che quindi si trattava di ovviare, con mezzi di fortuna, all'ennesima dittatura, stavolta appena un po' più ipocrita e defilata, che gli era capitato di dover affrontare nella vita.

    Tuttavia ribadisco che comprendo bene come lo sfinimento, l'età avanzata e le molte malattie fisiche siano un enorme impedimento all'adozione di questo semplice e umile pragmatismo. Ci vogliono amici davvero testardi, anzi proprio rompiscatole, per riuscire nell'impresa, a queste condizioni.

    Vorrei precisare meglio, restare un po ' più a lungo qui, ma devo scappare, gli impoegni mi chiamano.

    Ciao Ross, buona giornata e buon tutto.
    marilù

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  4. ,... cosa rimane di #eduardoDellagiovanna dopo questi pochi mesi dalla sua assenza-presenza?... sarei curioso di capire cosa si stia faccendo, si fa per la sua #memoriaStorica come cittadino italiano,...

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