domenica 12 febbraio 2017

I deserti

Stamattina l'aria mi dice che la primavera è in arrivo.
Qualcuno contesta questa mia indimostrabile certezza olfattiva, eppure non cedo: devo forse provare ad altri cose che il mio fiuto e il mio istinto sanno senza alcun bisogno di evidenze scientifiche?
Per niente. 
Su alcune cose le mie sensazioni mi sono più precise di uno spettrometro di massa.
Della brutalità della scienza, quando certifica cose che smentiscono la millenaria sapienza dell'uomo, ho imparato da tempo a diffidare.
Da una settimana, per dire, non passa giorno senza che un dolore sordo e solitario mi prenda pensando alla scomparsa di un lago che ho profondamento amato, il Lago di Jablanica.
So con certezza che l'hanno ridotto esattamente come stanno riducendo gli umani del pianeta: mera energia da sfruttare fino alla desertificazione.
Ecco com'era, il lago di Jablanica, fotografato da me medesima mentre in stato di rapimento estatico l'avevo imponente davanti a me:
Per chilometri e chilometri, lungo la strada che da Sarajevo porta verso l'Adriatico, la Neretva (la Narenta dei veneziani), mi scorreva a fianco verso la stessa destinazione.
Il colore verde smeraldo, e la vegetazione incredibile che la contiene e l'abbraccia, me ne ha fatta innamorare. Senza scampo.
Così, continuando a vedere lungo la strada cartelli che segnalavano punti di ospitalità per vacanzieri pescatori, e intuendo da quelli l'accessibilità al fiume, ho costretto chi guidava a fermare l'auto per poter raggiungere quell'ammaliante verde.
Un angolo, niente di più, dove dei bambini locali facevano il bagno come nessuno di noi fa più lungo i fiumi.
Un blu intenso che si estendeva profondo all'orizzonte attorniato da montagne, boschi, casupole sparse.
Non avete idea, se non l'avete visto con i vostri occhi, di quale potente emozione vi può travolgere nell'avere davanti a voi ciò che nessuna foto può rendere.

Una settimana fa leggevo che la diga costruita più a monte, per imbrigliare l'acqua della Neretva, ha ridotto quel bellissomo lago così:
L'angolazione di questa foto, di questo orrore primordiale, forse non è esattamente la stessa, ma il lago è quello di Jablanica, il fiume che lo alimentava è sempre quella Neretva che, per quel che ne rimane, verde in questo tratto non pare più.
Naturalmente, come accade ormai dopo che i danni sono evidenti, la società elettrica che ha i diritti di sfruttamento sulla diga e l'ispettorato alle acque della Bosnja i Erzegovina, additano al lungo periodo di siccità la responsabilità del prosciugamento del lago.

Che volete farci, noi siamo ignoranti, e la scienza al servizio del capitale sa cose che noi umani non possiamo sapere...

Il Lago artificiale di Jablanica ha (aveva) una profondità di circa 80mt e si estende(va) per circa 30Km da Konjic e Jablanica, a sud di Sarajevo.
Una roba immensa.
Se la siccità è riuscita a prosciugare in pochi giorni, di un inverno indubbiamente secco, una roba così, il Brenta che mi scorre sotto casa dovrebbe essere deserto e secco da mesi, visto che la siccità non lo ha risparmiato. 
Il Po, con pari siccità, dovrebbe essere un letto di sabbia, e l'Adige non essere più che un letto di uguale fanghiglia.
Ho visto il letto del Tagliamento prosciugato nei giorni di Natale, ma a monte del Tagliamento c'è la diga di Sauris, una "bestia" posta fra Ampezzo e Tolmezzo, quindi nulla di nuovo e anzi, quasi una conferma di quanto a prosciugare un fiume sia quasi sempre una diga, quasi mai la siccità.

Le dighe sono causa di uguali devastazioni ovunque nel mondo, dove sorgono desertificano la vita tutto intorno, sia quella vegetale che quella animale che quella degli insediamenti umani che lungo i più grandi fiumi del mondo hanno da sempre trovato un ambiente in cui vivere.

Tempo fa, leggendo uno dei libri più appassionanti degli ultimi anni, Imperi dell'Indo, di Alice Albinia, scoprivo per la prima volta come le grandi dighe arrivino a desertificare fiumi la cui storia si perde nella notte dei tempi, come prosciughino ed estinguano con l'acqua intere culture e interi ecosistemi.
La fame dell'uomo moderno di energia sta disidratando il pianeta, cosa che dovrebbe preoccuparlo molto più dell'attuale necessità di energia.

Le dighe sull'Indo, come racconta Alice Albinia nel suo libro, hanno fatto scomparire culture che sul grande sacro fiume si sono sviluppate vivendo del fiume per secoli, hanno ridotto in miseria ambiente e popolazioni lungo tutto il suo lunghissimo percorso. 

Da quella lettura, non ho smesso di provare dolore, vero dolore fisico a ogni notizia di costruzione di nuove mega dighe in giro per il mondo (a questo link un po' di materiale sui danni delle mega dighe).
Progetti faraonici che distruggono ogni vita là dove si innalzano presentati sempre come soluzioni indispensabili per migliorare la qualità della vita umana (forse è tempo di rivedere la nostra idea di cosa sia meglio per l'uomo, magari basandoci su tempi lunghi, più che su quelli del "tutto e subito" attuali).
Molti diranno che l'energia è necessaria, e che questo giustifica lo sfruttamento di ogni risorsa possibile.
Io penso che questa nostra dispendiosa vita è possibile grazie alla fame e alla morte di altre persone, di fiumi, di pesci, di animali, di vegetazione, di ogni microclima che ogni grande fiume regala da sempre all'uomo.

Forse aveva ragione F.S. Fitzgerald nel dire (in Tenera è la notte), che chi andava a combattere in guerra era convinto ad: "...andare in guerra per la “patria”, (che) fosse per loro andare a combattere per proteggere un panorama che un certo giorno li aveva emozionati, certi luoghi visti in un giorno di gita con le persone care, certe piazze o certi caffè a loro cari perché lì vi avevano vissuto un qualche momento felice...".
Se già fa male sapere quale distruzione portano le grandi dighe in giro per il pianeta, vedere cosa ha fatto la diga di Jablanica al "mio" lago, e quindi alla mia amata Neretva, mi fa sentire in lutto, come mi avessero rubato uno di quei panorami emotivi senza i quali, come scrive Fitzgerald, nessun soldato un tempo sarebbe andato in guerra, senza il quale oggi mi sento un piccolo essere atrofizzato perché reso incapace di combattere per la mia terra emotiva, per ciò che mi fa sentire umanamente felice e senza la cui bellezza tutto mi diventa arido, in ogni senso possibile.

Sentite cosa scrive Alice Albinia a proposito della devastazione dell'Indo provocata dalle dighe che lo spezzano più volte lungo il suo percorso:
Ogni anno milioni di uccelli migratori provenienti dall'Africa orientale, dall'Asia e dall'Europa volano seguendo il corso del fiume che, per gli ornitologi, è la "rotta migratoria internazionale numero 4". Alcuni uccelli entrano nella valle dell'Indo dai passi Karakorum, Khyber e Kojak, come i guerrieri islamici medievali e i contrabbandieri del ventunesimo secolo; altri per l'estate si fermano ai laghi del Sindh, come fanno i pescatori e i nomadi; altri ancora, durante la stagione calda, migrano dall'Himalaya verso occidente, per poi tornare a oriente verso l'inverno. L'Indo è frequentato da uccelli di mare, fiume, palude, deserto, collina, foresta e montagna. (..) Nelle loro migrazioni annuali gli uccelli seguono probabilmente le rotte aperte dai loro pionieristici   antenati dopo la fine dell'ultima era glaciale. Questo fenomeno è presente nelle primissime testimonianze culturali lasciate dagli uomini che vissero lungo la traiettoria di volo degli uccelli, non a caso un antico motivo della poesia indù è la similitudine fra il viaggio dell'anima verso Dio e quello delle oche che migrano fino al lago Manasarovar. (...) Mano a mano che il fiume si riduce, si riduce anche il numero dei fenicotteri, dei pellicani, delle oche. Il tratto inferiore dell'Indo venne colonizzato per la prima volta dall'Homo sapiens dopo la migrazione che lo portò fuori dall'Africa circa ottantamila anni fa. Quarantamila anni dopo, fu questo fiume che gli esseri umani attraversarono per raggiungere l'India, e che risalirono verso nord, andando a popolare Tibet e Asia centrale. In tempi più recenti, l'Indo inferiore ha nutrito milioni e milioni di uomini, i quali a loro volta hanno provveduto a trasformarlo. Ma nel Tibet la popolazione autoctona non ha alterato in alcun modo il fiume. I drokpa studiano l'arrivo  e la partenza degli uccelli migratori dalle terre dove i loro animali pascolano da tempi ancestrali, ma non li uccidono mai, né li mangiano. Così come non mangiano i pesci del fiume, non hanno recinzioni per i loro terreni, non mietono e non seminano. La differenza fra i drokpa e i costruttori di dighe è illuminante. Se una diga è il simbolo supremo del tentativo degli uomini di controllare la natura, i nomadi dell'altopiano del Tibet sono un modello di armonia.

La Bosnia i Erzegovina mi ha fatta innamorare per una simile armonia, per il verde intenso dei boschi, le montagne folte di vegetazione, i possenti fiumi che la attraversano creando scenari spettacolari nutrendo pesci, uomini, uccelli e vegetazione. 
Un paese ricchissimo, rigenerante per l'anima di chi, come me, arrivava dai moderni deserti industriali del Nord-Est, che pure qualche piccolo angolo di natura rassicurante lo conserva, sempre più a fatica.
Il Lago Jablanica è scomparso non per la siccità, ma per mano dell'uomo predatore, lasciando la mia Bosnia come nuda, indecente, sconcia, senza vita. 
Di questo mi sento certa come del fatto che l'aria stamattina profumava di primavera.

Forse piano piano un po' d'acqua tornerà a ricoprire le sabbie e il fango, forse fra qualche tempo sembrerà di nuovo un panorama rassicurante per l'anima di chi attraversando la Bosnia avrà a scorrerle a fianco la Neretva, ma mai più il panorama sarà davvero come prima. 
Solo, l'occhio pian piano si abituerà ad altri colori, a verdi più sbiaditi e ad acque non più così intensamente verdi, a un lago meno profondo e al colore meno blu delle sue acque, a scambiare un rivolo d'acqua per un fiume e un invaso, controllato a scopo sfruttamento, per un lago.
Ma quella natura intatta, quelle acque dei fiumi bosniaci hanno saputo ispirare il mio spirito mentre l'attraversavo, gli uomini che su quel fiume ho visto nuotare bambini e gli uomini che hanno pescato dalle sue ricche acque fino a ieri, mai più rivedranno il loro mondo vivendo le stesse potenti emozioni che solo un ambiente che pare immobile nel tempo, nel pieno della sua autentica bellezza, sa comunicare a chi lo guarda arrivando a toccarlo fin dentro l'anima, rigenerandola.
I deserti non inaridiscono solo la terra, inaridiscono l'anima.
Ciò che l'uomo fa alla terra, la terra lo fa all'uomo. 
Se siamo consapevoli di un indossolubile doppio legame fra l'uomo e l'ambiente in cui vive; se riusciamo a vedere come l'impoverimento della terra corre parallelo all'impoverimento dell'uomo; se intuiamo come nel perdere progressivamente la bellezza e la sapienza dei nostri panorami del cuore lentamente stiamo perdendo contatto con la parte più profonda di noi stessi, allora forse iniziamo a comprendere che la vera ricchezza, il vero benessere, la migliore qualità di vita per l'uomo è nell'aver cura delle proprie terre. 
Quelle da cui per millenni i nostri padri, i nostri antenati, hanno ricavato il pane e sulle quali ha sviluppato culture e civiltà che stiamo perdendo immolati al cieco profitto di chi crede - da cieco - che la ricchezza siano i denari e il cemento.
Come ricordavano i saggi nativi americani ai predatori delle loro terre, quando non ci saranno più terre coltivabili e fiumi, cosa nutrirà l'uomo, i bit delle foto di cibo sullo schermo mentre ingoieremo pillole sintetiche di cibo virtuale (ci mangiamo la natura per cagare cemento, come suggerisce lo street artist Nemo)?
Per risentire l'odore della primavera nell'aria è necessario fermarsi, ascoltare il vento e respirare l'aria a adsl ferma e smartphone chiuso.

Qui, se vi va di leggerlo, un pezzo da Vandana Shiva, datato ma sempre attuale sul tema delle risorse idriche, le dighe e l'impoverimento materiale e spirituale del business mondiale sull'acqua

19 commenti:

  1. Fosse solo quello in Bosnia...
    BOSNIA Le mappe dei bombardamenti con uranio impoverito..
    http://www.peacelink.it/disarmo/a/1225.html

    Certo l'uomo è un cancro per la Terra...beh non tutti...I nativi americani erano in armonia...

    Slobbysta

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    1. Ho letto da qualche parte, nei giorni scorsi, che qualcuno sostiene che la vera ragione di quanto è successo in Bosnia fosse proprio il riuscire a creare le condizioni per mettere le mani sulle risorse idriche del paese (e non solo quelle idriche). Certo viene facile crederlo, visto il numero di dighe costruite e in progetto sui fiumi bosniaci, tutte gestite, progettate o con diritti di sfruttamento in mano ad aziende estere (anche italiane).
      La cosa che sempre mi colpisce è come poi si trovino sempre politici in loco pronti a svendere il paese per quattro palanche con la "nobile" ragione di renderlo pià moderno, efficiente, meno arretrato.

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    2. no , in bosnia la guerra fu fatta per co-stringere l'heartland ed impedire qualsiasi futuro.
      p.s. il sogno : da lisbona a Vladivostok ,relega tutto il resto a " isola ininfluente "
      p.p.s. il maggior numero di persone sulla maggior parte delle terre emerse dove ci sono la gran parte delle risorse mondiali e su cui insiste da migliaia di anni la cultura del mondo , questa è heartland

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    3. ...in bosnia la guerra fu fatta per co-stringere l'heartland ed impedire qualsiasi futuro

      Forse. O forse, considerando con un certo disincanto l'interesse per lo sviluppo di alcune società, francesi, tedesche e italiane, molte delle qauli impegnate o a progettare dighe, o a realizzarle, o a ottenere diritti di sfruttamento, viene da pensare che lo svilippu da bloccare fosse quello di una possibile direzione storica verso est, così che rompendo certi equilibri e sventolando bandiere blu stellate promettendo scatafasci di euri, nella rete sono caduti interessi che impediscono espansioni sul lato est spingendo sul lato nord/ovest.
      Se uno pensa alla lunga (e affascinante) storia dei Balcani, se appena ne ha intravvisto qualche km dal vivo, non fatica a rendersi conto di quanto queste terre trasudino meticciati culturali unici e storie di occupazioni che hanno lasciato un indelebile segno.
      Fra tutte le occupazioni, temo che quella finanziaria sia la più perversa. Perché fra il tempo in cui si cede a un patto e quello in cui si verifica che era un patto assassino, passano anni e almeno una generazione.
      Così quella che eredita non è più quella che ha fresca memoria, e tirarsi fuori da patti scellerati costa in sangue quel che si pensava di avere di ritorno in moneta sonante.
      Sono i tradimenti più di successo, quelli che si praticano illudendo i gonzi con i sogni di guadagni e progresso.
      C'è cascata la civile e acculturata Europa intera, figuriamoci paesi che hanno altra diversa cultura dove i patti si fanno con una stretta di mano e a chi tradisce si taglia la gola.
      Tra i due sistemi, quello acculturato e civile e quello dal taglione, a me pare meno feroce il secondo: chiaro e netto.
      Noi parlamentiamo, trattiamo, discutiamo...e intanto passano gli anni e i campi vanno in malora e i fiumi si seccano.
      Spero per la Bosnia (ma anche per gli altri bellissimi paesi intorno), che resistano alle tentazioni e se patti devono fare, li facciano con chi gli somiglia, non con gli illusionisti che sventolano bandiere a stelle d'oro in campo blu.

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    4. "viene da pensare che lo svilippu da bloccare fosse quello di una possibile direzione storica verso est,"

      heartland è tutta la terra che c'è tra lisbona e Vladivostok compreso la bosnia ( compreso l'est , tutto l'est ...)
      ciao

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    5. Ok, sembri sapere di cosa parli. Forse di una riedizione aggiornata di questa heartland?
      Se così fosse, e potrebbe senza stupirmi per niente, mi diventerebbe anzi ancora più chiara la posizione attuale non solo dell'UE, ormai totalmente appiattita su Wasgington (di cui la Nato sembra il braccio esecutivo), ma di tutta la politica sulla sponda nordafricana (frantumare e disperdere popoli e culture aiuta a limitare i danni di eventuali future possibili reazioni?)

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    6. esatto ....
      devi usare un mappamondo
      devi considerare tutti i tipi di ingerenza ,in ogni luogo, guerre comprese ,e non devi tralasciare il ruolo delle ong.
      devi guardare all'europa occidentale e conoscere il ruolo dei partiti negli stati che ne fanno parte.
      devi guardare alle nuove infrastrutture asiatiche , intendo porti , ferrovie , strade , rotte aeree .
      devi dare un occhiata alla quantità di dismissione di debito usa da parte della cina
      devi dare un occhiata alle linee di percorrenza dei gasdotti .
      devi considerare i nuovi partenariati economici ma anche militari dell'area euro asiatica.
      devi considerare che i ricchi dell'intera area siamo noi , gli europei , non vogliono ( e non lo vogliono da un bel pò di anni ) che si crei la naturale saldatura ...
      tutto gli é lecito affinché questo non accada perché...sarebbero sono una periferia ininfluente .

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    7. Grazie, prezioso anonimo...Questo dettaglio (dell'heartland) che non conoscevo, ha per me il valore di un'ultimo essenziale pezzo di un puzzle che vado componendo nella mia testa da qualche anno (tutto è iniziato dalla lettura de Il Grande Gioco di Hopkirk, e da lì non mi sono ancora fermata con le letture su queste aree e queste terre.
      Ora mi vado perfino convincendo che molto di quanto sta succedendo ora è collegato a qualcosa decisa o successa negli anni subito prima e subito dopo la Grande Guerra.
      Sento che lì è successo qualcosa (deciso qualcosa), che mi spiegherebbe ogni altra cosa successa e decisa da allora.
      Sì, considero ogni riga da e suggerita, e seguendo quel filo tutto pare incastrarsi perfettamente.
      Grazie.

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    8. da yiwu west (cina ) a Londra in treno , per le merci , é da pochissimo reso possibile.
      BRICS , SCO , EEU , AIIB , NDB
      ai più non dicono nulla , eccetto forse BRICS.
      ma negli USA sanno a cosa servono
      chi li ha realizzati conta su un deterrente , l'unico che sentono ..., le armi atomiche e milioni di fanti...
      chi vuole il multipolarismo adesso , non solo adesso é in grado di realizzarlo , ma può anche difenderlo...
      p.s. ai mai dato una occhiata alle fotografie dell'evolutissimo programma di dedesertificazione che portava avanti el Gheddafi ? sarai certamente al corrente che in Siria dissero "no" all'attraversamento del gasdotto amministrato dagli USA ...saprai anche che loro stampano soldi ed al mondo impongono il commercio del petrolio in dollari così come saprai che tra Russia cina iran se lo scambiano con valute diverse e che la russia accetta anche pagamenti in valute differenti...sai dove se li mettono i dollari ? non vengono fatti "esplodere" economicamente solo perché i cinesi scambiano quantità di dollari in oro in misura tale da consentirgli di campare...sono dei morti che credono di essere vivi ...ma hai capito chi ha ammazzato l'ambasciatore russo in Turchia ? sai che hanno dovuto richiamare tutte le portaerei ? tutte ! ma hai capito perché trump ? a cosa saranno mai servite le stragi in Francia ed al mercatino in Germania ? perché c'é chi ci considera delle volpi mentre altri pensano siamo fessi ? a cosa serve avere l'appoggio di beniamino l'israeliano ( l'unico a cui é stato permesso di parlare al Senato usa e ad usare quei toni...)perché kissinger fa avanti ed indietro da mosca ?
      che ti sia proficua la ricerca ...

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    9. Perché non c'è lo dici tu perché c'è Kissinger che fa avanti/indietro da Mosca..e tutto il resto...
      ...io pensavo bastasse una telefonata..non c'è rischio di esser avvelenati...

      Slobbysta

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    10. Interessanti letture:
      1. http://geopoliticalreview.org/2015/07/il-consolidamento-del-blocco-asiatico-e-la-sfida-alla-supremazia-americana/
      2. http://geopoliticalreview.org/2015/07/europa-nel-contesto-multipolare/
      3. http://geopoliticalreview.org/2015/07/il-consolidamento-del-blocco-asiatico-e-la-sfida-alla-supremazia-americana/

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    11. @slobbysta
      tocca a me colmare le tue lacune ?
      stanno disegnando il medio oriente dalla caduta dell'Impero ottomano e tu credi che oggi debbano farlo al telefono ?
      prego guardare una qualsiasi mappa degli imperi coloniali al 1900.
      a yalta si divisero l'Europa
      oggi devono ridisegnare il medio oriente disegnato malissimo da sykes e picot e devono anche stabilire le aree di influenza europee , insomma , un gran casino e c'é anche fermento nei Balcani...
      guarda l'Impero britannico e considera la saldatura con gli usa
      guarda la fine che ha fatto l'Impero francese e quello tedesco
      guarda cosa ne é stato di quello ottomano
      dai un occhiata a quello spagnolo e portoghese oltre che a quello olandese
      e tutto questo i vari mediatori dovrebbero averlo fatto stando fermi ? come fai tu quando telefoni ai tuoi amici per un aperitivo ?
      avvelenamenti ?
      carissimo , inutile ricordarti che s'é fatto ben più di qualche assassinio tattico , guarda solo su quanti presidenti hanno dovuto "metter mano gli statunitensi ...4 ?
      ma se per imporsi come potenza militare non hanno esitato ad usare l'atomica su 2 città...di quali avvelenamenti parli ?
      prova un po' a considerare lo schifo che fecero a Dresda ...
      e tu , angioletto , pensi ai veleni ?
      il medio oriente é di fatto la porta d'accesso all'europa per India e cina , = 3 miliardi di persone ....
      sykes + picot crearono gli stati mediorientali d'oggi ma oggi altri reclamano influenza su quello su cui allora furono tenuti "all'oscuro" e non perché non c'erano i telefoni.
      pensa , non esistevano : Giordania Iraq Iran Libano Israele Egitto Libia Palestina Siria Afganistan Yemen Qatar Dubai Arabia saudita , solo per parlare di medio oriente e di un pezzetto d'Africa ... e poi ?... é bastata una telefonata aaaaaaa
      si stanno letteralmente scannando dal 1914 , più o meno , e nel mentre , si incontrano per discuterne l'evoluzione in relazione ai nuovi assetti militari...facciamo tutto al telefono ?...sei un simpatico angioletto.
      se qualcuno di "loro" ( ...) potesse risolvere premendo un pulsante sappi che quel pulsante sarebbe stato premuto da tempo...
      p.s. sai cosa si faceva , mooolto tempo fa , a malta , per impaurire i musulmani che assediavano ?
      nei cannoni mettevano le teste dei prigionieri e glie le sparavano contro...e tu stai ancora all'orrore per gli avvelenamenti ? sai a che altezza ci si sporcavano le gambe di sangue a Gerusalemme ? hai idea di come si ornavano i bordi delle strade delle citta ai confini con l'Impero ottomano ? fa na roba , slobbysta , prova a fare una ricerca online per immagini , digita "mundonarco", quando avrai dato un occhiata sappi che quel che hai visto succede da qualche migliaio di anni e per ragioni diverse .....gli avvelenamenti...aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.

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  2. Certo ho lacune ma mi son "rivolto" a te per uno "scambio" più che esser definito angioletto...vedo con piacere che qualcosa da raccontare c'è l'hai...poi è chiaro che i miei "veleni" son metafora per comprendere che per "$tabilire"..non per forza ci si sposta, anzi lo fanno i "fattorini"...Chavez non sarà mica morto per disgrazia e neppure Kelly Maxwell...meglio evitar contatti credici!

    Poi non so, tu parli di nazioni/imperi ignorando lo scacchiere di nomi e concentrandoti sui 64 quadratini...che dirti...l'impero ottomano? piuttosto che lo scempio di Dresda? D'altronde il più "forte" spalma do suo chi soccombe...mica solo I Romani...pure i mongoli...
    Guarda che la "Persia" è "sempre" esistita...prima del "Zoroastro" si inventò il buddismo Bön(il vero buddismo)...che migrò in seguito in Tibet...ca 18000 anni fa...

    Mi sembra infatti che le tue nozioni siano la fede nella gabbietta e discutere di ciò, piuttosto che le contestazioni di quel simpatico bambino comunista nel film di Chaplin..un re a New york...che parlava di passaporto...

    Slobbysta

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    1. @slobbista.
      " se la stupidità non assomigliasse tanto al progresso, al talento, ala speranza o al miglioramento, nessuno vorrebbe essere stupido...in stridente contrasto con la stupidità autentica sta quella pretenziosa.
      Non é tanto mancanza di intelligenza, qua ti il suo venir meno, quando si impegna in prestazioni che non sono alla sua portata.
      Può avere tutte le peggiori qualità dell'intellettodebole, con in più quelle derivanti da un indole non equilibrata, immatura ed incostante, in breve malsana.
      Poiché non esiste un indole "normale", nella deviazione dalla sanità si esprime, a dire il vero, l'insufficienza cooperazione tra unilateralita del sentimento, da una parte, e incapacità dell'intellettodebole a eliminarla, dall'altra.
      Questa superiore stupidità é la vera malattia della formazione culturale (Holding)"
      Robert Musil, "Della stupidità " , conferenza del 1937...@slobbista , capisci perché indipendentemente dalla tua età anagrafica io sono certo che tu sia vecchio?...

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    2. correggo "...mancanza di intelligenza, quanto il suo venir meno "

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    3. correggo ( Holding ) con ( bildung )
      ciao.

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  3. Se potessi addormentarmi qui e domani mattina svegliarmi, mettere il basto all’asino e andare alla vigna.
    Se potessi addormentarmi e svegliarmi, non soltanto con i polmoni sani, ma anche con la testa di un uomo normale, col cervello liberato da tutte le astrazioni.
    Se potessi rientrare nella vita reale e normale.
    Zappare, arare, seminare, raccogliere, guadagnarmi da vivere e la domenica parlare con gli altri uomini.
    Adempiere la Legge che dice: “tu ti guadagnerai la vita col sudore della fronte”.
    A rifletterci bene, forse l’origine delle mie angoscie è in questa infrazione all’antica Legge, nella mia abitudine di vivere tra i caffè, le biblioteche e gli alberghi, nell’aver rotto la catena che per secoli aveva legato i miei antenati alla terra.
    Forse mi sento un uomo fuori legge, non tanto perché contravvengo ai decreti arbitrari del partito al potere quanto perché sono fuori di quella più vecchia Legge che aveva stabilito : “tu ti guadagnerai da vivere col sudore della tua fronte”.
    Non sono più un contadino, ma neppure sono diventato un politico; mi è impossibile tornare alla terra, ma ancora più difficile tornare nel mondo immaginario in cui ho vissuto finora.

    Ignazio Silone, Vino e Pane, pp.124-125, Oscar Mondadori 1989

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    1. Grazie Anonimo delle 11.07: queste parole di Silone rispecchiano qualcosa che da un po' di tempo mi tormenta nel profondo. Non tanto forse la consapevolezza di un mio personale mancato rispetto della Legge che mi vuole figlia della terra che da questa dovrebbe trarre il proprio sostentamento (ma anche questo), quanto un'ormai non dimenticabile certezza che la terra dove vivo mi sta scomparendo da sotto ai piedi e all'orizzonte. Credo vi sia molto di soggettivo, e molto di politico, nel suo senso più alto, in questo mio tormento: mi ha sempre dato molta felicità sporcarmi le mani piantando fiori, piante verdi, il provare a coltivare pomodori in vaso e perfino, una volta, le melanzane in giardino (un fallimento: ne sono cresciute 3 di striminzite tipo melanzane giocattolo, e temo fosse proprio quella terra di quel giardino a non essere adatta alla coltivazione).
      Il trasferimento da circa un anno in un appartamento mi ha tolto qualcosa che nessun vaso di terra potrà mai compensare, un contatto diretto con la fatica e le gioie della terra sulle mani. Nulla da quella sensazione di poter lavorare al proprio destino seguendo un processo che giorno per giorno inizia da una zolla incolta e regala dopo mesi di annaffiature, e cure, rose bellissime (nessuna rosa in vaso è uguale), magnifiche primule in primavera e commoventi astri lilla e rosa e bianche in piena estate.
      Le nostre esistenze nel cemento desertificante si fanno più fragili, asettiche e povere, in ogni senso.
      Buona giornata...

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