domenica 25 giugno 2017

Domenicale

"...Talvolta si dimentica la vista e l'udito, e si perde interamente l'uso della parola. Eppure proprio in quei momenti si capisce che per un attimo si è ritornati in sé..."

"...Voi galleggiate come il pesce nell'acqua o l'uccello nell'aria, ma non v'é sponda, non v'é ramo e null'altro che quel galleggiare!..." 

L'uomo senza qualità - R. Musil - Ed. Einaudi - Pag. 851

4 commenti:

  1. Sì, vero: è proprio una domenicale, questa, e delle più degne.

    "Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
    né mai entrarono in cuore di uomo,
    queste ha preparato Dio per coloro che lo amano."
    (San Paolo -- l'apostolo, non la banca -- nella prima lettera ai cristiani di Corinto, capitolo 2, versetto 9).

    Pensa che invece a me, proprio il giorno prima, è capitato di osservare questa verità da una prospettiva leggermente diversa e più cupa; quella che fa esclamare al santo evangelista Giovanni nella sua prima lettera al capitolo 5: "Noi sappiamo che veniamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno".

    Dunque un sincero grazie a te, che hai scostato la tenda pesante e spalancato la finestra -- anche se a occhi chiusi per un maggior raccoglimento....

    Ciao! marilù

    P.S.: il monologo di American Beauty posto a commento della sequenza con la busta di carta "danzante" devo dire che, al contrario, mi ha infuso molta più inquietudine che sollievo. Forse perché le parole che descrivono quella danza inopinata come l'invito di un bambina impaziente di giocare mi hanno rammentato le immagini di un film di Fellini, in cui una bambina diabolica, ancorché sorridente, insiste nel lanciare una palla al protagonista -- allucinato -- per indurlo a giocare. Con la propria vita. Non riesco però a ricordare quale film fosse. Forse tu si?
    Scusa se introduco questa nota angosciosa. Magari preferisci lasciar perdere e fai bene.
    Alla prossima!

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    1. Più che angosciosa, la nota mi si è fatta lacunosa, nel senso che (lo ammetto senza pudore) Fellini non è fra i miei registi preferiti.
      Così, ho voluto comunque scoprire in quale film a me sconosciuto si annidasse il dettaglio da te citato, ed eccoti(/mi) accontentata (ché ogni passo/commento è un modo per andare avanti, e va accolto con curiosità):

      Brevissimo, 37 minuti, Tre passi nel delirio (1968). Si tratta di una libera riduzione del racconto di Poe "Non scommettere la testa con il diavolo". La sceneggiatura è di Fellini e di Bernardino Zapponi. Interpreti sono Terence Stamp, Salvo Randone, Antonietta Pietrosi. Toby Dammit, giovane attore inglese rovinato da alcool e droghe, giunge a Roma per girare un film: sarà il protagonista del primo western cattolico. Intorno a lui si scatenano fotografi, giornalisti, produttori, preti, feste e sfilate di moda. Tutto lo lascia indifferente. Solo una misteriosa bambina che gli lancia per gioco una palla, sembra scuoterlo dall'apatia. Durante l'ennesimo ricevimento, Dammit insulta tutti e fugge nella notte sull'auto regalatagli dai produttori in una folle corsa attraverso Roma alla ricerca della bambina. Non si accorge di alcuni segnali stradali di pericolo: un cavo d'acciaio gli tronca di netto la testa che rotola su un prato dove a raccoglierla c'è proprio la bambina.

      Copia/incollato da qui

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  2. Grazie una volta di più, allora, visto che, non essendo una particolare estimatrice della filmografia di Fellini, ti sei sciroppata tutta la pappardella dei vari riassunti, pellicola dopo pellicola, prima di approdare alla recensione risolutiva.

    Nemmeno io sono un'appassionata di Fellini, anche se alcuni suoi film li ricordo con emozione, come "Le notti di Cabiria", con una strepitosa Giulietta Masina nel ruolo della protagonista o il film a episodi "Roma", di cui, di nuovo, mi sono rimasti impressi solo frammenti -- della già frammentaria costruzione a mosaico -- come la sequenza in cui, durante i lavori di scavo per un tunnel della metropolitana, viene scoperto, e di colpo, nello spazio di minuti, irrimediabilmente perduto, il vano di un'antica abitazione romana stupendamente affrescata, ma subito, non appena assalita dal turbine di correnti incanalate, senza volerlo, dagli inaspettati visitatori, dilavata da quel soffio pestifero, neanche fosse stata ricoperta da un sottile strato di impalpabile cipria multicolore. Il film, in bianco e nero, credo rientrasse nella riflessione, tutta felliniana e cervellotica, sulla settima arte e sul suo rapporto controverso con le vetuste sorelle.

    Grazie ancora, cara Ross e, come sempre, buona settimana!
    marilù

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  3. American beauty magico malinconico furbo film...ho comprato pure la colonna sonora...

    Come si fa a rimaner ipnotizzati da un nome...Fellini...ci son sequenze geniali e altre pesanti..la città delle donne ~ Ginger&Fred ~ Dolcevita...sono interessanti però insomma mica tutte...anzi molte tendono ad invecchiare un po' come la Nouvelle Vogue...

    Quel vento che gioca con le cose ed esse si fondono in un unico stato d'animo...è meraviglioso..

    Slobbysta

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