martedì 20 giugno 2017

Sur-Reality

Caldo e mosche.
Non una qui e una lì, ma un'invasione tale da farmi sospettare che le mosche siano una sorta di simbolica rappresentazione dell'eterna lotta per la sopravvivenza della specie: nel caso delle mosche, i ragni se le pappano e tanti saluti all'integrazione e al riconoscimento dello ius solii. 
Prima costruiscono pazientemente la tela, giro dopo giro e intersezione dopo intersezione.
Quando lo splendido manufatto è pronto, i fili di bava serica emanano lievi bagliori di luce che esaltano la spettacolare arte di cui i ragni sono capaci.
Le mosche, animali bonaccioni il cui scopo nella vita è limitato al mangiare, dormire e figliare, non sanno resistere alle luci della tentazione, così una volta avvistata la meraviglia iniziano a volarle sempre più vicino. 
E dato che la meraviglia se ne sta lì, immobile e aperta gratis a qualunque curioso, le mosche dal pensiero basico pensano:"Ora mi ci faccio una Home".
Non appena toccano rete, sono già belle che fottute.
I ragni sono animali lungimiranti ed estremamente pazienti:tessono reti che poi lasciano lì, come se fossero regali che può usare qualunque mosca che passa.
Appena le ingenue volatili vi rimangono impigliate, ecco che i ragni riappaiono lasciando alle prede solo un'ultima possibilità, mentre iniziano il loro lento lavoro di svuotamento dal di dentro: le lasciano ronzare isteriche nell'illusione che qualcuno/qualcosa verrà a liberarle dai perfidi ragni prima che sia troppo tardi. 
Ma quando sei presa nella rete, è già troppo tardi: chi vuoi che sia quell'alieno ebete che rischia di restare altrettanto catturato per venirti a salvare?

Gli alieni.

Leggevo poco fa uno di quegli studi scientifici che ormai ci sfornano a riempitivo come se piovesse (e non piove): pare che l'aumento della popolazione mondiale sia talmente inarrestabile che saremo costretti, più o meno intorno al 2050, a considerare di migrare su altri pianeti per poter sopravvivere.
L'idea di una vita su Marte o su Papalla mi perplime parecchio, ve lo dico.
Al punto che una domanda semplice semplice non me la posso evitare: ma se il problema è il numero, perché importiamo baldanzosi iper-testosteronici per incentivare la natalità così che ci siano garantite le pensioni (almeno fino al 2050, che poi chi s'é visto s'é visto)?

I cinesi, che il problema della sovrappopolazione l'hanno affrontato molto prima di noi, hanno imposto per anni il figlio unico.
Non si potrebbe qui accettare che la natura è più intelligente degli scienziati e si autoregola diminuendo il tasso di natalità all'aumentare del benessere sociale?
Perché darsi il tormento perché uno muore e l'altro vive?
E' tutto solo temporaneo, alla fine moriamo comunque tutti e non è detto che vivere sia di default un grande affare.
Nemmeno i conigli continuano a figliare oltre una certa capienza della gabbia, pena la morte per fame di tutti.
I gatti poi, quando figliano troppo, ammazzano loro stessi fin dai primi miagolii  le bocche più fragili, così da meglio addestrare i piccoli rimanenti a un'efficace caccia al topo e alla lucertola.
Noi no: siamo evoluti, civili e umanoidi, così ci sono le pensioni da pagare e qualche schiavo dovrà pur lavorare a gratis per almeno i prossimi 35 anni (poi si va su Papalla), no?

Mentre venti di guerra insistono sulle nostre teste perennemente chine sugli smartphones, mentre le mosche ronzano e il Vape sembra far loro da ricostituente, mentre ci rompiamo le palle con i diritti degli omo e dei cinquantenni a metter su famiglia, della cittadinanza ai piccoli immigrati che crescono e il mistero Consip quotidiano, due notiziole scientifiche dovrebbero almeno preoccuparci: 1. spuntano almeno altri 10 (dieci) pianeti abitabili e il nostro Dna potrebbe decidere di modificarsi a nostra insaputa così da renderci adatti alla vita su altri pianeti.

Per me son contenta di un fatto: sono fra gli ultimi umani che han passato l'intera vita sulla Terra, con lo strano privilegio di vederla tracollare da Paradiso Terrestre a Pianeta delle mosche.
Per voi, non so: la "sovranità se n'é bella che andata, il mondialismo manderà a puttane anche la Terra e voi umani non vi potrete chiamare più.
Già vedo in giro strani bipedi con i quali ho sempre meno in comune, a parte due gambe, due braccia, due occhi, due orecchie e due buchi nel naso. E non è detto che si tratti di buchi che usiamo per identiche funzioni.
Di alberi se ne vedono sempre meno (agli umanoidi sembrano uno spreco di spazio altrimenti edificabile), i fiumi servono per la produzione di energia o di catastrofi ambientali, l'aria viene impregnata di sostanze tossiche sì, ma necessarie per continuare a trasformare gli umani in mosche da emigrazione planetaria.
E' stato bello, finché era bello.
Ma come si sa, tutto passa, e siamo ormai verso la fine. 
E quando questa Terra esploderà come un melograno maturo spargergendo i suoi abitanti come semini sanguinolenti per la galassia, di me verranno sparse al più delle ossa ormai micronizzate, unica traccia che di me rimarrà di un'attuale vagheggiata eternità.

Poi, per chiuderla con le mosche che resistono al Vape e sterminerei con il Ziklon B, mi dico: non si tratterà di droni miniaturizzati il cui compito è registrare come vive l'ultima umana standard prima che la modifica del Dna la trasformi in cinguettante umanoide che retwitta disperati appelli non capendo di essere già vittima dei ragni?

2 commenti:

  1. ZZZZZzzzzz....ignora delle Mosche, sei davvero troppo sveglia per i ragni, e adesso hai fatto passare pure a me la voglia di sonnecchiare.
    La tua tela di connessioni sfolgora di troppa pioggia futura, perché io possa riuscire a tenere gli occhi chiusi; per esempio, quei dieci pianeti appesi come palle di Natale dondolano ipnotici accanto a spirali di Dna egoisticamente autoreferenziale come contraccettivi carnascialeschi; quasi quasi la palpebra sarebbe sul punto di calarmi, di nuovo, al riparo invitante del sombrero, se non mi saltasse la mosca al naso d'un pensiero (pure in rima!): riusciranno, i molto onorevoli e disciplinatissimi anziani cinesi, a spiegare la cottura di pollo con mandorle e germogli di bambù alla badante ecuadoregna o senegalese? E, prima ancora, riusciranno a trovarne qualcuna, senza premurarsi di mettersi in viaggio come i Re Magi per andarle a cercare e..."convincere", con l'irresistibile fascino della loro antica civiltà, a trasferirsi sulle sponde dello Yang Tze in via definitiva?
    Altro che brillanti pianeti incastonati là dove mai nessuno è giunto prima....

    Che poi ci sarebbero prima il deserto del Gobi e quello del Sahara da riportare ai fasti dell'Eden primevo, volendo. E anche l'Antardide, con qualche ritocco da energia di "punto zero" o, quanto meno, di fusione fredda, farebbe il suo bel figurone.

    Macché, i ragni sono predatori, e il DNA c'entra -- e centra -- solo fino a un certo punto. Dopotutto, è più economico e pragmatico avviare, zitti zitti, fin dal 1979 la colonizzazione di Marte in una joint-venture russo-americana denominata "Red Sun", provvedendo ad aggiustare gli inevitabili inconvenienti da adattamento a una gravità significativamente troppo bassa con genialate di ingegneria bio-medica, da un lato; col tradizionale saccheggio piratesco di "pezzi di ricambio" non altrettanto facilmente riadattabili -- come il cuore --, dall'altro.

    Ed ecco fiorire da miriadi di semi molto più sanguinari che sanguinolenti, boccioli di città fantasma (o meglio: città-zombie) come Ciudad Juarez, in Messico.
    E non ci vengano a dire, le moscacce noiose, che non è un efficacissimo sistema di controllo demografico pure questo!
    Zzzzzz...ignoranti!

    Abbracci e baci,
    marilù

    RispondiElimina
  2. Beh...splendido e ispiratissimo...

    ...anche se certi vermi mangiando la cancrena potrebbero evitare un'amputazione...dopo i vermi voleranno...ad infastidire gli occhi del pigro leone...

    ♡♡♡♡♡♡♡♡♡♡♡♡♡♡♡♡♡♡

    Con quei tubi difficile andar su Marte (fasce Van Allen permettendo..)
    Poi chissà...con un ufo sarebbe più interessante è credibile...

    Slobbysta

    RispondiElimina