martedì 31 luglio 2018

I lavori infernali e le angurie

Visto che a me, che posso ripararmi al fresco, sembrano insopportabili i 33°/35°esterni di questi torridi giorni, voglio dedicare un pensiero a chi è costretto a lavorare in ambienti dove non solo non esiste l'aria condizionata, ma viene pure, al solito, preso per i fondelli se chiede almeno qualche minimo ristoro.
Ad esempio, agli operai della Electrolux che chiedono di potersi fermare pochi minuti ogni ora per il caldo infernale in fabbrica, vengono offerte fette di anguria ma no, la produzione non s'ha da fermare:
Tutto è nato dai 32 gradi di temperatura nei locali di lavoro, in particolare nelle “catene”. È così partita la richiesta di inserire pause di dieci minuti in ogni ora di lavoro oppure, in alternativa, di ridurre i ritmi produttivi. L’azienda ha replicato offrendosi di far trovare una fetta d’anguria a testa in sala-mensa. Replica sindacale: “Non se ne parla nemmeno. A tutela della salute de lavoratori non bastano le angurie”.Da IlFQ
Soluzione dei sindacati? Un'ora e mezza di sciopero a turno. 
Quella dello sciopero è ormai diventata la sceneggiata che il sindacato mette in piedi per ogni problema che viene posto dagli operai. Il senso di questi scioperi, secondo me (che sono ormai malefica), è quello di far sbollire la giusta rabbia agli operai, offrendo loro l'alternativa di rimetterci di tasca loro, ché lo sciopero significa mancato guadagno, non il raggiungimento dell'obiettivo più fresco e meno angurie. 
La pausa di pochi minuti ogni ora non è invece risultata trattabile; forse perché una pausa non è uno sciopero e le ore te le devono poi pagare per intero. E non va bene.
Così sciopero: chi si lamenta è preso per i fondelli prima dalla proprietà (la fetta d'anguria) e poi cornuto e mazziato dal sindacato (lo sciopero).

L'altro pensiero torrido va in questi giorni agli operai delle Acciaierie Venete. 
Ve li ricordate?
Hanno ripreso a lavorare a metà dello scorso giugno dopo che lo Spisal, analizzata la situzione sicurezza, ha stabilito che insomma, bisogna che gli operai siano fuori dalla campata quando arriva la siviera con quelle 90Tn di acciao fuso a 1600°, Perdìo!
(Dove sia stato a fare verifiche lo Spisal fino al 13 maggio è un mistero)
Così hanno fatto un bel corso sulla sicurezza agli operai (come se la rottura del gancio della siviera che ha sversato l'acciao liquido mandando al creatore un operaio, un altro ancora in serie condizioni all'ospedale e altri due ancora in convalescenza, fosse dovuta a disattenzione degli operai) e provvista ora la campata di una irritante sirena che suona per avvisare gli operai che lì lavorano di scappare in zona sicurezza ogni volta che è in arrivo sopra le loro teste la siviera piena di acciaio fuso. 
Sirena che suona circa 20 volte sul turno di 8 ore. Il che significa per gli operai lavorare con ulteriore stress e ansia, perché qualunque cosa stiano facendo al suono micidiale devono mollare tutto e scapparein sicurezza. Per poi tornare a fare ciò che stava facendo e tornare a scappare di nuovo di lì a circa 20/25'. Tutto così, uno scappare e tornare, per 8 ore a turno.
E il tutto in un caldo da inferno in terra.
"Ma ci sono le angurie?", chiedo scherzando a un operaio delle AV.
In una acciaieria dove la temperatura in estate supera i 40/45° ci sono solo due fontanelle che erogano acqua fresca. Ci sono poi dei rubinetti, ma sono stati chiusi, così l'acqua che ne esce è a temperatura giusta per fare le uova sode, cioè proprio bollente. I distributori di bottiglie d'acqua a pagamento sono invece sempre pieni. Chissà perché...Business?
In questa settimana di caldazza ricordarmi degli uomini che lavorano all'inferno mi pare un dovere: io mi lamento per quei pochi minuti fra un ambiente fresco e l'altro.
Loro non possono nemmeno avere angurie o acqua fresca abbondante e gratis.

Pensate a quelli che stanno lavorando alla terza corsia sul tratto Ve-Ts, per dirne un altro: auto che sfrecciano e sgasano nella corsia a fianco, mentre loro spalano e livellano bitume che esala fumi da stordimento immersi in una calura che mi manderebbe al creatore nel giro di pochi minuti.
Quanti gradi saranno lì, in mezzo all'autostrada?
Angurie, lì, ne arriveranno?  
I sindacati, venissero per caso interpellati da questi lavoratori, sono certa proporrebbero subito un paio d'ore di sciopero in chiusura turno, così che i lavori proseguano accontentando la società che fa manutenzione, e facendo subito sbollire ogni pretesa di fresco agli operai nel giro di 24h: ma chi vuoi che scioperi, rimettendoci soldi a fine mese, per ottenere di continuare comunque a lavorare alle stesse identiche infernali condizioni?
Sono perversi, è il loro lavoro essere perversi.

Va detta comunque una cosa: ci sono lavori che sono così, infernali e basta, roba per uomini davvero forti.
Però le prese per i fondelli no, almeno queste si dovrebbe avere il buon gusto di risparmiarle a chi lavora col bitume sotto al sole, o in un'acciaieria a 45° o in fabbriche a 32°.
Davvero, almeno il rispetto.

2 commenti:

  1. Purtroppo si tratta di veri e propri ricatti. Vuoi lavorare? Si! E allora cerca di non lamentarti. E se ti lamenti sappi che c'è di peggio. Peggio di 45° e sirene che suonano ogni 25'? Si. Peggio perché potresti non avere lavoro.
    Quei sono abusi basati sulla cultura del lavoro che pretende enormi sacrifici emotivi, manipolando le speranze della gente e approfittando delle loro preoccupazioni economiche.

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    1. Già, è così. E questo ci dice quanto valutano le nostre vite: zero.
      A meno che, dopo aver lavorato in un ambiente che ti fa ammalare non diventi fonte di lucro per l'industria medica e farmaceutic. Insomma, ci valutano solo come meri oggetti da cui estrarre valore fino all'ultimo respiro.
      Incastrati da bisogni primari che divengono essi stessi oggetto di estrazione valore: lavori per mangiare (guadagna l'industria dell'agroalimentare), pagare cosa, bollette, assicurazioni, ecc. A te solo il dovere di metterti al servizio del capitale, il quale si guarda bene dal concederti anche solo il diritto di esistere.
      La svolta potrebbe essere tornare alla saggezza dei nostri padri: autosufficienza alimentare (un pezzo di orto, galline e alberi da frutta) ed energetica (avere una propria pompa per l'acqua con depuratore e la domenica andare per legna.
      E' durissima, sia chiaro, ma credo sia questo il prezzo per non essere ricattabili.
      Se hai da mangiare e da bere, gli pianti scioperi finché ottieni ciò che è dignità umana.
      Altrimenti chiudano e vadano anche loro a raccattare legna...

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