sabato 8 dicembre 2018

Cretini ovunque

Qualcuno diceva, non a torto, che i poveri fanno le rivoluzioni non perché aspirano alla giustizia sociale, non per il rispetto della propria dignità e della propria vita comunque sia, ma solo per poter avere le case e gli oggetti che hanno i ricchi.
Insomma, vien da pensare che la famosa "invidia sociale" non sia tanto lontana dalla verità, vedendo questi gilet jaune che, nel bel mezzo di un'imponente manifestazione dove parecchi oggi sono stati feriti e pare un ragazzo sia morto, non trovano di meglio che andare a svaligiare l'Apple store.
Se vai a contestare il sistema che ti esclude, l'iPhone nel negozio lo sfracelli, non lo rubi.
Per me questi sono esempi di come non sia possibile migliorare l'esistenza di nessuno, con le manifestazioni in piazza.
Non perché non servano, servono però solo se chi vi partecipa ha chiaro il perché è lì a prendere legnate e freddo.
E se oggi fossi stata a Bordeaux, e avessi visto questi rubare iPhone, avrei incitato i poliziotti a sparare pallottole di gomma contro questi cretini: sono un insulto a tutta la gente che in Francia è scesa in piazza per delle nobilissime e condivisibilissime ragioni.
Che non hanno nulla a che fare con i furti: i ladri sono quelli che ti rubano la vita e dovresti contestare, non imitare.
Purtroppo però, quando scendi in piazza non puoi sapere chi ti segue, e i cretini si sa, sono ovunque e sono ingovernabili.
O meglio, li governi benissimo: basta dargli appunto un iPhone, oggetti e abiti firmati e magari aprirgli un negozio di caffè americano sotto casa: i cretini si metteranno prontamente in fila come pecore per ore solo per sentirsi appagati quel tanto che basta a farsi un selfie da pubblicare subito sui social.
Poi sono pronti per essere usati e spremuti come limoni a vita, altro che giustizia sociale.
E non sono cretini di nuovo conio, eh? Così ce ne sono sempre stati, tipo quelli che un tempo andavano alle manifestazioni con le Clarks e lo scaldino per le mani, tanto le legnate le prendevano per loro gli operai con le scarpacce sfatte e i calzini di lana con i buchi.



P.S. h. 13.56 del 9.12.18
Qualcuno su Twitter mi informa che...
P.P.S. Per dovere di cronaca, ecco il puntualizzatore a commento del tweet precedente (insomma, come si fa a dire che erano arabi, mica gli si vede il volto...e volendo ha pure ragione):

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