Due cose ci hanno insegnato la scienza e Agatha Christie:
1. che ogni individuo ha impronte digitali uniche
2. che ogni individuo ha un proprio volto, unico
Fino a ieri, foto a volto scoperto e impronte digitali erano infatti strumenti di individuazione certa dell'assassino, perfino il Dna non è affidabile per il riconoscimento quanto le impronte digitali.
Insomma, identificarsi e lasciarsi identificare era la condizione per la nostra illusoria libera circolazione.
Oggi la maschera non solo è consentita, è obbligatoria.
E lo sono anche i guanti.
Non importa se abbiano senso rispetto allo scopo dichiarato di proteggere e proteggersi dal contagio.
L'obbligo azzera ogni ragionamento.
Si fa perché si è obbligati a farlo.
Quindi maschera e pinne.
La minaccia di doverci abituare a questa "nuova normalità", così definita da un Ministro del nulla, qualche riflessione la meriterebbe però, quanto meno per la suggestiva valenza simbolica (e storica) dei due aggeggi.
Qui sotto ne propongo una: ad alcuni schiavi viene (ancora oggi, sì) tappata la bocca in quanto non hanno alcun diritto di parola.
Lo schiavo ubbidisce, non interloquisce.
E se grugnisce, si multa.
Di uno schiavo servono braccia, gambe e schiena, non le impronte digitali: a chi appartiene si sa, di solito viene infatti marchiato.
Per ora abbiamo l'obbligo di indossare "solo" i guanti; più avanti Gates (Bill) ci promette un chip il quale, monitorandoci per salvarci sostituirà, migliorandole, le nostre obsolete impronte digitali uniche.
Non ci serviranno più, si saprà perfettamente chi siamo, cosa facciamo, dove andiamo, con chi e pure quando siamo stati l'ultima volta dal barbiere/parrucchiere.
Il chip andrà però protetto, quindi...abituiamoci ai guanti.
Mi viene in mente che fino ai primi anni del '900 i documenti di identità con foto non esistevano: il passaporto è del 1901 mentre la carta di identità pare sia divenuta obbligatoria nel 1926 al solo scopo di identificare le "persone pericolose". In ogni caso, i documenti con foto erano comunque rari e destinati solo a particolari categorie di persone (militari, soldati, viaggiatori, ecc), almeno fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Antichi.
Ancora un po' e noi non avremo nemmeno più bisogno di esibire le attuali modernissime schede di plastica con foto: scaricata la App e partita l'attivazione del 5G (ci siamo quasi), basteranno dei poliziotti pre-crimine chiusi in stanze tecnologiche per sapere sempre che cosa stiamo per fare, dove stiamo andando e a fare che cosa, con chi e con quali intenzioni.
E non "in tempo reale", ma prima che lo sappiamo noi stessi.
La scienza unita alla tecnologia ci rende prevedibili, fine del seccante e trapassato genio italico.
Le nostre facce e le nostre impronte non interesseranno più a nessuno, perciò dovranno essere occultate entrambe, così che ci scordiamo di queste banalità ottocentesche.
Nella nostra prossima "nuova normalità" saremo tutti uguali, tutti anonimamente mascherati e con i polpastrelli chippati e guantati, ma salvi da ogni virus.
Salvati anche da noi stessi, dalle nostre ambasce per il look e la manicure: a noi penserà zio Bill.
Quel Billy The Killer che prima s'é inventato le finestre e ora, grazie a molti servi volontari, vuole chiudere i cancelli.
Chi è dentro è dentro, e chi è fuori starà fuori, condannato all'antico umano destino.
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mercoledì 29 aprile 2020
giovedì 24 gennaio 2019
L'importanza dell'acqua (e il wc di Bill)
Temo siamo arrivati al punto di svolta, cioè alle fogne della civiltà.
Non è una rude battuta.
Leggevo poco fa che Bill Gates, dopo averci colonizzato la mente, si occupa ora delle deiezioni umane nei paesi poveri, cioè appunto del problema delle fogne.
Il genio sostiene che il problema "globale" dei "servizi igienico-sanitari", ha attualmente un costo che si aggira sui 223 miliardi di dollari all'anno.
E fin qui ci posso stare: vi sono in effetti paesi, come l'India, il Ghana o la Nigeria, dove milioni di persone ancora la fa lì dove si trova quando gli scappa, cioè in strada.
Gli azionisti delle mega società che gestiscono acquedotti e fognature nel mondo, più che soddisfatti dei loro ricavi, ignorano forse quello che Gates prevede sarà un problema che "peggiorerà se non facciamo qualcosa".
Sanno che peggiorerà, e tendo a crederlo anch'io, ma ci vogliono comunque poveri.
E se la povertà continuerà ad aumentare anche nei paesi che oggi un wc in casa ce l'hanno, finirà che non avendo più i soldi per pagare le bollette dell'acqua, necessaria ai wc domestici, dovremmo prevedere l'acquisto di uno dei wc di Bill per continuare a farla nei nostri tuguri, se non vogliamo anche a noi in futuro farla in strada.
Per farla breve, credo che Bill riuscirà a far soldi anche con la nostra cacca, risolvendo nel contempo il problema delle risorse idriche disponibili.
Mentre schifata leggevo la notizia, m'é tornata in mente la ricerca di Masaru Emoto.
Se avete dimenticato chi sia e volete approfondire, vi segnalo questo link, dove si parla di lui:
Se Emoto aveva ragione, e per me è così, che acqua si stanno bevendo questi due?
Per farsene un'idea alcune immagini di cristalli di molecole d'acqua con nelle didascalie le relative fonti da cui l'acqua è stata prelevata
Non è una rude battuta.
Leggevo poco fa che Bill Gates, dopo averci colonizzato la mente, si occupa ora delle deiezioni umane nei paesi poveri, cioè appunto del problema delle fogne.
Il genio sostiene che il problema "globale" dei "servizi igienico-sanitari", ha attualmente un costo che si aggira sui 223 miliardi di dollari all'anno.
E fin qui ci posso stare: vi sono in effetti paesi, come l'India, il Ghana o la Nigeria, dove milioni di persone ancora la fa lì dove si trova quando gli scappa, cioè in strada.
Gli azionisti delle mega società che gestiscono acquedotti e fognature nel mondo, più che soddisfatti dei loro ricavi, ignorano forse quello che Gates prevede sarà un problema che "peggiorerà se non facciamo qualcosa".
Sanno che peggiorerà, e tendo a crederlo anch'io, ma ci vogliono comunque poveri.
E se la povertà continuerà ad aumentare anche nei paesi che oggi un wc in casa ce l'hanno, finirà che non avendo più i soldi per pagare le bollette dell'acqua, necessaria ai wc domestici, dovremmo prevedere l'acquisto di uno dei wc di Bill per continuare a farla nei nostri tuguri, se non vogliamo anche a noi in futuro farla in strada.
Per farla breve, credo che Bill riuscirà a far soldi anche con la nostra cacca, risolvendo nel contempo il problema delle risorse idriche disponibili.
Mentre schifata leggevo la notizia, m'é tornata in mente la ricerca di Masaru Emoto.
Se avete dimenticato chi sia e volete approfondire, vi segnalo questo link, dove si parla di lui:
Era un ricercatore giapponese che a partire dagli anni novanta del secolo scorso condusse una serie di esperimenti osservando l’effetto fisico della parola, preghiera, musica e ambiente sulla struttura cristallina dell’acqua...Emoto mostrava come la coscienza umana abbia un effetto reale e tangibile sulla struttura molecolare dell’acqua...
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| Nelle immagini qui sopra l'ingrandimento di alcuni cristalli di diverse molecole d'acqua dopo che vicino a loro qualcuno aveva detto o scritto qualcosa. Se cercate in rete ve ne sono molte altre. |
Attraverso la preghiera, la musica od attaccando parole scritte ad un recipiente d’acqua, le forme dei cristalli si fanno via via più complesse, secondo ordini geometrici di grado superiore, analoghi a quelli visibili nella geometria frattale...ricorda le strette correlazioni dimostrabili con un fonendoscopio tra gli esperimenti fotografici di Emoto e la produzione scientifica offerta dalla Semeiotica Biofisica Quantistica...Agevolo la temeraria sfida del nostro mentre, in diretta tv, tracanna contento un bicchierone di acqua che un tempo è stata feci.
Se Emoto aveva ragione, e per me è così, che acqua si stanno bevendo questi due?
Per farsene un'idea alcune immagini di cristalli di molecole d'acqua con nelle didascalie le relative fonti da cui l'acqua è stata prelevata
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