| Ma gli alberi, si sa, sono come l'acqua: come fiumi e mari si congiungono, così le radici si uniscono affondando nella Terra e parlano un linguaggio universale che tocca l'anima di tutti gli uomini. I quali, per salvare il diritto alla vita degli alberi, così come per salvare il diritto all'acqua, gli esseri umani si muovono come un unico corpo a difesa di un'idea di terra che vive con loro. Perché alberi, acqua, terra e agricoltura, foreste e ghiacciai, sono tutt'uno con l'essere umano, il quale vive o muore per le stesse malattie |
Scopro oggi, grazie a una segnalazione su Kelebeklerblog, che l'ultima foto, quella che riprende il ponte affollato, è in realtà una foto relativa alla Maratona Intercontinentaledel 2012.
RispondiEliminaMi spiace per l'incauta condivisione di una foto che su Twitter girava come scattata nelle prime ore delle proteste di Gezi Park.
In ogni caso, rimango convinta che, foto del ponte o meno, oggi solo i ponti che riusciamo ad attraversare per raggiungere altre sponde, cioè l'altro da noi stessi, possa aver qualche speranza di portarci fuori dall'imposizione violenta di un mondo squadrato e cementificato fin dentro le nostre singole anime.
Insomma, non solo Gezi Park: anche una Maratona Intercontinentale può simbolicamente rappresentare qualcosa di rivoluzionario.