Il minimo sindacale di sincerità, scrivevo ieri.
Poi stamattina mi trovo a guardare il video dell'intervista di Mentana a Alessandro Di Battista, deputato del M5S, e confermo: per oggi, tanto mi basta.
Con una considerazione supplementare, una che in questi ultimi giorni di campagna elettorale in pochi sembrano notare: il M5S non è più solo Grillo.
Rispetto alla campagna per le politiche del febbraio 2013, in cui era solo lui a riempire le piazze, oggi le piazze le riempiono uguali ogni sera, e con meritata ragione, Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio o Paola Taverna, solo per citare i più conosciuti dei parlamentari 5 Stelle (e di bravi ce ne sono davvero molti).
Forse i terrorizzati detrattori del M5S si concentrano tutti su Grillo per evitare di dover parlare di questo fatto nuovo, mai visto prima: il M5S non ha 1 leader, ne ha tanti quanti sono i deputati e i senatori presenti in parlamento.
Tutti ugualmente bravi, preparati, seri, convincenti, capaci di stare davanti a una telecamera o su un palco grazie alla forza di una cosa semplice e desueta in politica: sincerità, semplicità e competenza.
Riuscendo in poco più di un anno a far emergere un'idea della politica che fatica a essere compresa proprio perché fin qui inedita e potenzialmente pericolosa: tutti possono fare politica.
Chiunque.
Tutti noi.
Basta prepararsi, studiare e dare alla propria visione del mondo la possibilità di esprimersi lì dove serve.
Un paio di legislature e poi a casa, che la vita è altro.
Mi viene da pensare a quei paesi che hanno il servizio militare obbligatorio per tutti i cittadini (tipo Svizzera o Israele, per capirci): tutti chiamati, tutti addestrati, tutti con l'obbligo a dare del tempo della propria vita per contribuire a far funzionare o a rendere "sicuro" il proprio paese.
Renderei obbligatorio il servizio politico permanente.
Nessun partito e nessun leader: solo servizio pubblico obbligatorio.
E' un sogno, lo so bene.
Per oggi, come ieri, mi basta il pensiero di sottrarre poltrone europee ai bugiardi.
Poi si vedrà...
Servizio pubblico (così come bene comune): è esattamente ciò che non vogliono. E che è doveroso riprendersi: ne sono terrorizzati. Ergo: è giusto farlo.
RispondiElimina